Tar annulla l’ordinanza del Comune di Angri: non c’è emergenza dimostrata
La sezione salernitana del Tar ha sospeso e successivamente annullato l’ordinanza con cui il Comune di Angri e la presidenza del Consiglio dei Ministri avevano imposto interventi immediati di manutenzione sulle aste fluviali del territorio, motivandoli come misure urgenti per la sicurezza pubblica. Secondo il Tar, infatti, i presupposti di emergenza necessari a giustificare un’azione così rapida e vincolante non risultano sufficientemente dimostrati dai documenti e dalle analisi presentate dall’amministrazione comunale. L’ordinanza sindacale, emessa poche settimane fa, puntava a intervenire su alcuni tratti dei corsi d’acqua con lavori di pulizia e consolidamento per prevenire possibili allagamenti o danni causati da una presunta condizione di pericolo imminente. Tuttavia, la decisione del tribunale amministrativo ha evidenziato che, sebbene la sicurezza idraulica sia un tema cruciale per l’area, l’urgenza non è stata correttamente valutata né adeguatamente documentata.
Il Tar richiama al rispetto delle procedure e delle competenze
Il ricorso al Tar è stato presentato dal Consorzio di Bonifica integrale del comprensorio Sarno, Bacini del Sarno, dei Torrenti Vesuviani e dell’Irno che avevano segnalato come l’ordinanza fosse stata adottata senza un’adeguata istruttoria tecnica e senza rispettare i tempi ordinari previsti per tali interventi. La sentenza sottolinea l’importanza di rispettare le procedure standard, che prevedono verifiche accurate e un confronto con gli enti preposti, per evitare decisioni amministrative affrettate che possono creare incertezza e tensioni nella comunità.
Il Comune di Angri si era giustificato sostenendo la necessità di evitare situazioni di pericolo, soprattutto alla luce di recenti eventi meteorologici eccezionali che hanno colpito la regione. Tuttavia, il Tar ha ribadito che il semplice timore di un possibile rischio non è sufficiente per giustificare interventi immediati, se manca una valutazione tecnica approfondita e un piano di gestione che contempli tutte le variabili in gioco. I giudici, infatti, hanno evidenziato che «la situazione descritta – sterpaglie e rami sporgenti – non integra una concreta emergenza, bensì una condizione nota e ordinaria, oggetto semmai di programmazione tra enti competenti». Inoltre, la sentenza sottolinea che «la gestione e la manutenzione degli alvei naturali rientrano nella sfera di competenza esclusiva della Regione Campania».
Nocera Inferiore. Il Consorzio di Bonifica: attenzione a sicurezza del territorio













