A un anno dal voto si moltiplicano incontri, laboratori civici e nuove convergenze politiche nella città capofila dell’Agro.
Convention, laboratori civici e nuove geometrie politiche
A un anno dal voto, le manovre di posizionamento politico a Nocera Inferiore iniziano a intensificarsi in maniera sempre più evidente. Le forze di maggioranza tendono ad allargare il proprio perimetro organizzando convention programmatiche, “fabbriche del programma” e “stati generali della città”, come nel caso dell’iniziativa “Nocera Domani”, nata ufficialmente per stimolare partecipazione e confronto civico dal basso, secondo uno schema che richiama, almeno nella forma, le prime esperienze della Leopolda renziana.
Quello andato in scena nelle ultime ore, in un tranquillo sabato di maggio, potrebbe però rappresentare il classico meccanismo di trasformismo e riposizionamento elettorale che da anni accompagna la politica locale italiana. La coalizione di centrosinistra guidata dal Partito Democratico tenta di lanciare una grande azione programmatica per accompagnare l’ultimo anno di mandato, presentandola come un laboratorio aperto alla cittadinanza, anche se l’impressione diffusa resta quella di un’operazione profondamente politica.
Il trasformismo moderato e il silenzio della maggioranza
I consiglieri pronti a compiere il percorso dalla destra verso il centrosinistra giustificano quasi sempre queste scelte attraverso la retorica del “senso di responsabilità”, dell’adesione a un progetto civico o della necessità di garantire stabilità amministrativa, evitando accuratamente riferimenti troppo netti ai partiti tradizionali.
Il problema più evidente resta però la crisi del centrodestra locale, spesso frammentato, privo di una leadership realmente riconosciuta o sbilanciato su posizioni considerate troppo radicali da quell’area moderata vicina a Forza Italia o alle liste civiche centriste. In questo quadro, spostarsi nella maggioranza di centrosinistra a ridosso delle elezioni consente a molti consiglieri di partecipare alla fase finale dell’amministrazione, incidere sui provvedimenti e sul bilancio e costruire consenso territoriale in vista della campagna elettorale.
Eppure resta difficile dimenticare che molti di questi protagonisti, per quattro anni, hanno criticato, osteggiato e bacchettato duramente la stessa maggioranza che oggi sembrano pronti a sostenere. E mentre tutto questo accade, il silenzio domina. Nessuno si oppone davvero, nessuno espone apertamente una posizione critica. Forse perché esporsi oggi significa rischiare qualcosa. Una candidatura, un equilibrio, una futura poltrona. Ma i cittadini osservano. E soprattutto hanno memoria, ricordano.












