La deriva della campagna elettorale. Il candidato sindaco Alfonso Scoppa replica agli attacchi anonimi comparsi sui social e annuncia querela
Quando la politica smette di confrontarsi
Angri. C’è un punto in cui la politica smette di essere confronto e diventa veleno generando sdegno. Questo nelle casistiche, sopratutto quelle locali, succede spesso negli ultimi giorni di campagna elettorale, quando il consenso si cerca non più attraverso le idee ma insinuando dubbi, alimentando sospetti e tentando di sporcare reputazioni costruite in anni di vita pubblica e professionale.
Angri, nell’ultima settimana prima del voto, vive un clima elettorale scosso dalla “ripetuta” diffusione anonima sui social di stralci relativi a una vicenda giudiziaria che, tuttavia, non avrebbe prodotto alcun provvedimento nei confronti del candidato sindaco Alfonso Scoppa. Una dinamica che ripropone la questione, sempre più attuale, dell’uso distorto delle piattaforme digitali come strumenti di pressione politica e delegittimazione personale, ma sopratutto l’uso di atti apparentemente riservati.
La replica di Scoppa: “Un attacco a orologeria”
Dopo ore di polemiche e condivisioni incontrollate, Scoppa ha scelto di intervenire direttamente attraverso i propri canali social rompendo, con la sua solita educazione, il silenzio e respingendo con composta fermezza ogni tentativo di coinvolgerlo nella vicenda. Il candidato civico parla apertamente di “attacco a orologeria”, lasciando intendere la volontà di condizionare il voto dei cittadini proprio nei giorni decisivi della campagna elettorale. Una presa di posizione netta, con cui lo stimato commercialista angrese ha ribadito di non essere mai stato coinvolto nell’inchiesta richiamata online e di non risultare sottoposto ad alcuna indagine.
Una precisazione che assume uno specifico peso politico, proprio in una fase in cui le campagne elettorali sembrano svolgersi sempre più virtualmente sul terreno della percezione social e della incontrollata viralità piuttosto che su quello più ovvio e scontato del dibattito pubblico che dovrebbe contraddistinguere il momento di transizione amministrativa.
La denuncia contro anonimi e profili fake
Nel suo intervento, Scoppa ha annunciato anche la presentazione di una querela attraverso il Portale Deposito Atti Penali del Ministero della Giustizia, segnale della volontà di non lasciare impuniti eventuali contenuti diffamatori ma sopratutto dare il volto a chi “scredita”.
“Ci stanno provando da alcune settimane: prima della presentazione delle liste e ora, a pochi giorni dal voto”, ha dichiarato il candidato sindaco, collegando la diffusione delle accuse a una precisa strategia politica. Una frase che contiene con pesantezza tutta la tensione di una campagna elettorale dove proliferano senza controllo il sottobosco dei profili anonimi, delle pagine senza firma e delle illazioni che hanno surrogato, in maniera errata, parzialmente il confronto leale e diretto.
Scoppa va oltre e aggiunge: “La storia insegna che chi accusa in questo modo subdolo lo fa per nascondere i propri interessi”. Una passaggio duro, che fotografa in maniera perfetta una degenerazione di un certo modo di fare politica di “paese”, spesso più impegnato a demolire l’avversario che a costruire una proposta credibile per la città, studiata spesso nelle stanze degli “strategist” e dei media manager. Una narrazione sbagliata.
Il messaggio finale alla città
Concludendo, Scoppa si è rivolto diretto ai suoi concittadini e ai componenti della propria coalizione politica. “Gli uomini ci mettono la faccia. Io continuerò a mettere cuore e anima per la mia città”, dice con profonda semplicità. Un messaggio semplice ma fortemente simbolico, che accarezza di gentilezza una ruvida fase della campagna elettorale angrese. Al di là delle appartenenze politiche, resta una domanda che prevale ormai in tutte le competizioni amministrative: fino a che punto il confronto democratico può tollerare la cultura del sospetto, dell’anonimato e della calunnia organizzata? Chi ordisce queste trame digitali che fanno male e non hanno un volto? Il voto è imminente. Nelle urne si misurerà anche il livello di maturità civile e politica degli elettori che sono chiamati a distinguere tra critica, propaganda e fango digitale ma particolarmente a investire sulla loro qualità della vita dell’imminente futuro.
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