Dopo appena sette mesi dall’inaugurazione, l’azienda consortile con capofila Scafati abbandona il progetto PNRR lasciando soli gli altri ambiti territoriali
Scafati. L’idillio istituzionale, quella sbandierata “assemblea dei sindaci” promossa dal sindaco uscente Pietro Pentangelo da Corbara, costituita artificiosamente negli ultimi anni tra i primi cittadini dell’Agro comincia vistosamente a sgretolarsi proprio nel momento che avrebbe dovuto mostrare la parte migliore: quello dell’inclusione e della solidarietà sociale. A certificare questa frattura è il disimpegno deliberato di Comunità Sensibile, la chiacchierata azienda consortile con capofila Scafati, dal progetto “Housing First” realizzato a Nocera Superiore grazie ai fondi del PNRR. Un passo indietro senza opinabili spiegazioni, politicamente pesante e che non ha una vera spiegazione dietro formule burocratiche o altre ragioni tecniche.
La struttura inaugurata nell’ottobre scorso all’interno di un immobile comunale riqualificato di Nocera Superiore dispone di 15 posti letto quasi sempre occupati, camere da uno a quattro posti, cucina, servizi accessibili, videosorveglianza e impianto fotovoltaico. Il progetto, realizzato da Agro Solidale, viene gestito dalla cooperativa “Città della Luna” e punta proprio sul principio del “casa prima di tutto”: offrire un tetto stabile come base per il recupero sociale delle persone più fragili.
Dopo la passerella dei sindaci all’inaugurazione della struttura di via Pareti, appena pochi mesi fa, il progetto che aveva unito per la prima volta i tre ambiti territoriali dei Piani di zona dell’Agro nocerino sarnese perde per uno stakeholder importante per bacino e rilevanza: la “Comunità Sensibile” l’ambito che comprende Scafati, Angri, Corbara e Sant’Egidio del Monte Albino si sfila dalla compartecipazione economica e gestionale, lasciando il peso dell’intera operazione agli altri due ambiti territoriali dell’ex Piano di zona. Un suicidio amministrativo senza precedenti.
La fuga dal progetto
La scelta appare ancora più discutibile perché accompagnata da una azione che ha provocato dissenso e malumore tra operatori e amministratori: il trasferimento improvviso di due utenti senza fissa dimora ospitate nella struttura di Nocera Superiore, ricollocate altrove senza alcuna precisa comunicazione. Un segnale che racconta molto più di quanto le diplomazie istituzionali tentino oggi di minimizzare. Una rottura evidenziata anche sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, durante la conferenza stampa convocata per annunciare la nascita della nuova azienda consortile dell’ambito S01, “Agro Inclusiva”.
Il progetto finanziato dal Pnrr
L’Housing First vanto e simbolo della cooperazione territoriale nell’Agro oggi mette a nudo la consortile debole e “insensibile” capace di destinare fondi per altre azioni “non necessarie” e svincolarsi da questi importanti progetti di inclusione e recupero. I numeri parlano chiaro: dodici comuni insieme, l’ex Piano di Zona S1 dei primi anni duemila spacchettato, una coprogettazione condivisa, fondi del Pnrr per oltre 700mila euro e l’obiettivo di superare definitivamente l’assistenza emergenziale ai senza tetto. Lo stabile di Via Pareti non è un dormitorio occasionale, ma una struttura di “prossimità” capace di offrire percorsi di reinserimento sociale, accompagnamento educativo e sopratutto autonomia abitativa per chi resta indietro.
Alla prima criticità, al soffio del vento contrario, nel momento in cui i finanziamenti straordinari scarseggiano e gli impegni economici diretti dei comuni aderenti iniziano a gravare sulla spesa sociale la rottura della santa “assemblea” dei sindaci da sottolineare molto conviviale dalle parti di Corbara.
Quando finiscono i fondi, finisce l’unità
Con la disponibilità delle risorse del Pnrr, la cooperazione istituzionale nell’Agro ha funzionato tra qualche buona bottiglia di vino e qualche tavolata a base di corbarino. Adesso che l’Housing First avrebbe dovuto essere autonomo e incardinato nella spesa economica degli enti con i contributi ordinari degli enti aderenti, arriva la retromarcia di Comunità Sensibile. Una coincidenza temporale che inevitabilmente alimenta interrogativi politici pesanti. Una vera incombenza economica per gli amministratori degli otto comuni rimasti nel progetto si ritrovano così a gestire i conti, i costi e responsabilità senza il sostegno dei quattro comuni dell’ambito scafatese e angrese logorando un asse di cartone.
Il caso Pentangelo e le tensioni interne
Nelle ultime ore, nella sede paganese di Agro Solidale, si è registrato anche il tentativo “solitario” del sindaco di Corbara, Pietro Pentangelo, di riaprire un dialogo e difendere la posizione del proprio territorio. Un’iniziativa che però sarebbe avvenuta senza un reale coordinamento con gli altri e sopratutto con i sindaci dell’ambito di Comunità Sensibile: Pasquale Aliberti per Scafati, Antonio La Mura per Sant’Egidio del Monte Albino e Cosimo Ferraioli per Angri.
Ed è forse questo il dato politico più squassante dell’intera vicenda: la sensazione crescente che dentro Comunità Sensibile manchi ormai una regia condivisa ma sopratutto una guida veramente tecnica. Una società consortile nata per rafforzare il terzo settore del territorio che invece evidenza l’immagine di un strumento attraversato da divisioni, decisioni unilaterali, personalismi e comunicazioni inesistenti.
Perché il dirigente abbia deciso di procedere con un’azione tanto drastica e politicamente devastante resta la domanda più pesante sul tavolo. Ma una cosa appare già evidente: quando perfino un progetto destinato ai senza fissa dimora diventa terreno di forza politica scontro istituzionale, il rischio è che a restare davvero senza casa siano credibilità politica e la coesione territoriale.
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