spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Leggi anche

Altro ancora

Nocera Inferiore, Torquato rilancia uno spazio politico libero cittadino

Il 29 maggio alla biblioteca comunale l’incontro promosso dall’ex sindaco tra ascolto, confronto pubblico e nuove prospettive territoriali

Il 29 maggio alla biblioteca comunale l’incontro promosso dall’ex sindaco tra ascolto, confronto pubblico e nuove prospettive territoriali

Ci sono figure politiche che scelgono il rumore della presenza continua e altre che, invece, preferiscono il peso della riflessione, il tempo dell’ascolto e la forza delle parole meditate. La grande intelligenza politica e la visione dell’avvocato Manlio Torquato, già sindaco di Nocera Inferiore, sembrano oggi tradursi proprio in questo: un angolo di ascolto, ma anche di proposta, in un tempo in cui la politica appare spesso schiacciata dall’immediatezza, dalla propaganda e dalla necessità costante del consenso.

Il prossimo 29 maggio, alla biblioteca comunale di Nocera Inferiore, l’ex sindaco Torquato tornerà infatti a confrontarsi pubblicamente con cittadini, amministratori e territorio, provando a riaprire uno spazio di discussione politica che negli ultimi anni sembra essersi progressivamente assottigliato.

La domanda politica di Torquato

Il cuore della riflessione lanciata dall’ex sindaco parte da interrogativi profondi, quasi esistenziali per chi vive la politica non soltanto come gestione del potere ma come costruzione di terreno sociale. “Esiste ancora uno spazio politico libero, che squarci l’unanimismo di convenienza, l’obbligo del consenso, l’indifferenza, la propaganda, il potere?”, si domanda Manlio Torquato.

Un interrogativo che va oltre la dinamica locale e che sembra fotografare una fase storica in cui il dibattito pubblico appare sempre più polarizzato e meno disposto al confronto autentico. Torquato prosegue poi con un’altra domanda che tocca direttamente il destino del territorio nocerino: “Esiste ancora il diritto di reclamare un futuro migliore, una città vitale, un ruolo centrale per un territorio che arretra?”.

Tra disillusione e ripartenza

Nelle parole di Torquato emerge anche una consapevolezza lucida delle difficoltà della politica contemporanea, ma senza rinunciare alla necessità dell’impegno pubblico “Non saprei rispondere. Né dove sarà possibile arrivare”, scrive, lasciando emergere il dubbio di chi conosce bene i limiti e le complessità dell’azione amministrativa e politica. Eppure, proprio dentro questa incertezza, arriva il passaggio più significativo della sua riflessione: “So però che è giusto iniziare. Anzi, ricominciare”.

Parole che assumono il senso di un invito collettivo alla partecipazione e alla ricostruzione di uno spazio civico condiviso, in una città che negli ultimi anni ha attraversato profonde trasformazioni politiche e amministrative.

Esistere prima ancora di vincere

Il messaggio finale di Manlio Torquato è un segno preciso, lontano dalle logiche strettamente elettorali. “Perché più importante che vincere o perdere, è importante esistere”. Una frase che restituisce il significato più profondo dell’iniziativa del 29 maggio: non soltanto un incontro politico, ma il tentativo di riaprire una riflessione sul ruolo della città, sulla partecipazione democratica e sul bisogno di restituire centralità a un territorio che cerca ancora una nuova direzione. E da questo tempo segnato dall’urgenza delle parole veloci e delle posizioni immediate, sembra scaturire la scelta di fermarsi ad ascoltare diventando già, di per sé, un gesto politico.

Angri. Peppafè: l’orizzonte che continua a parlare al cuore della città

spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img
spot_imgspot_imgspot_img
Luciano Verdoliva
Luciano Verdoliva
Luciano Verdoliva

Articoli popolari