Momenti di paura al Pronto Soccorso del Ruggi di Salerno: un uomo avrebbe aggredito sanitari e volontari e impugnato un’arma bianca.
Salerno, paura al Ruggi: aggressione al Pronto Soccorso
Pomeriggio di paura ieri al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove un uomo, in forte stato di agitazione dopo una lunga attesa per ricevere le cure, avrebbe aggredito personale sanitario e soccorritori presenti nella struttura. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe improvvisamente perso il controllo, iniziando a colpire e spintonare le persone presenti. In quel momento erano presenti anche due volontari dell’associazione “La Solidarietà ” di Fisciano, arrivati al Ruggi per il trasporto di un paziente. I soccorritori sarebbero intervenuti insieme agli infermieri e agli altri operatori per proteggere un sanitario finito nel mirino dell’aggressore. La situazione sarebbe rapidamente degenerata: l’uomo avrebbe afferrato una barella, scagliandola contro una parete, per poi tornare ad aggredire chi cercava di fermarlo. Durante la colluttazione, uno dei volontari sarebbe stato afferrato per le gambe e scaraventato a terra. Poco dopo, secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe anche estratto un’arma bianca, tentando di colpire le persone impegnate a contenerlo.
L’arrivo dei Carabinieri
La situazione sarebbe stata riportata sotto controllo grazie all’intervento del personale sanitario e dei soccorritori, riusciti a contenere l’uomo fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, che hanno preso in consegna l’aggressore e proceduto all’arresto. Uno dei volontari coinvolti è stato sottoposto alle cure del Pronto Soccorso e refertato per i traumi riportati nella caduta, mentre l’altro sarebbe rimasto illeso. Nonostante il forte spavento e quanto accaduto, entrambi avrebbero deciso di proseguire il proprio turno di assistenza. Sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio e definire le eventuali responsabilità . L’aggressione riporta ancora una volta al centro il tema della sicurezza nei pronto soccorso e della necessità di garantire adeguata protezione a medici, infermieri, operatori sanitari e volontari quotidianamente impegnati nelle strutture di emergenza.
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