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Tari a Sarno, Forza Italia attacca: «Il conto era già scritto»

Buonaiuto e Agovino contestano aumenti, costi e gestione del servizio

Tari a Sarno, Forza Italia replica a Francesco Squillante sugli aumenti del 2026 e chiede chiarezza su costi, servizi, riscossione ed evasione.

Buonaiuto e Agovino contestano i numeri e chiedono chiarezza sui costi

Aniello Buonaiuto, dirigente regionale di Forza Italia, torna sulla questione Tari a Sarno e replica alle dichiarazioni dell’ex sindaco Francesco Squillante sull’incremento del 2026. Il punto di partenza è il passaggio del Piano economico finanziario da 5.799.368 euro nel 2025 a 6.075.998 euro nel 2026, con un aumento del 4,77%. Un dato che Buonaiuto definisce corretto, ma «incompleto». Secondo l’esponente azzurro, infatti, bisogna guardare anche alle singole componenti del servizio: raccolta e trasporto dell’indifferenziato e della differenziata passano da 2.646.607 a 2.846.430 euro, con un incremento di quasi 200mila euro, pari al 7,55%.

Buonaiuto: «Quali servizi in più ha ricevuto Sarno?»

Da qui parte la contestazione politica: «A fronte di questi aumenti, quali servizi in più ha ricevuto Sarno? Più mezzi, più personale, più spazzamento, più controlli? E quante penali sono state applicate per eventuali disservizi?», chiede Buonaiuto. Il dirigente di Forza Italia mette inoltre nel mirino il ricorso, negli anni precedenti, ad altre entrate comunali per contenere l’impatto della Tari. «Quei costi non sparivano: venivano pagati con altri soldi pubblici», sostiene, chiedendo di conoscere dati su riscossione, evasione e utenze non censite.

Agovino: «I numeri e gli atti non mentono»

Sulla stessa linea il vice coordinatore provinciale Giuseppe Agovino, che accusa l’ex amministrazione di aver raccontato una realtà diversa da quella restituita dagli atti. «È arrivato il momento di rispettare la città e le istituzioni», afferma, chiedendo anche chiarezza sugli eventuali incassi derivanti dai consorzi di filiera per i materiali recuperati. «Queste sono risorse che incidono e di non poco sull’economia complessiva del servizio», sottolinea Agovino. Lo scontro sulla Tari, dunque, si sposta dai soli aumenti alla gestione complessiva del ciclo dei rifiuti, tra costi, servizi, riscossione e capacità dell’amministrazione di far quadrare i conti senza rinviare il problema.

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