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Aversa, energia elettrica scroccata per dieci anni a una scuola

Un allaccio abusivo al contatore dell’istituto Mattei sarebbe stato utilizzato per oltre dieci anni.

Due uomini denunciati ad Aversa per un presunto furto di energia elettrica ai danni dell’istituto Mattei. L’allaccio abusivo sarebbe durato oltre dieci anni.

Un filo elettrico lungo dieci anni

Miserie di vita che riaffiorano ogni giorno, forse per sopravvivenza. È una storia che arriva dal Casertano e che racconta, ancora una volta, quanto possa essere sottile il confine tra disagio, necessità e illegalità. Due uomini sono stati denunciati dalla Polizia provinciale di Caserta con l’accusa di aver utilizzato per oltre dieci anni energia elettrica sottratta a un istituto scolastico di Aversa.

L’indagine è partita dai controlli della Polizia provinciale di Caserta sulla regolarità dell’occupazione degli alloggi destinati ai custodi, situati nelle immediate vicinanze dell’istituto Mattei. Durante le verifiche, effettuate insieme ai tecnici Enel e sotto il coordinamento del comandante Biagio Chiariello, sarebbe emersa una situazione ben diversa da quella immaginata.

Un alloggio occupato e la corrente della scuola

Secondo quanto accertato dagli agenti, scrive ANSA, i due uomini occupavano uno degli immobili senza un titolo autorizzativo. Ma è soprattutto il sistema utilizzato per l’approvvigionamento dell’energia elettrica ad aver fatto scattare la denuncia. Nel corso del sopralluogo sarebbe stato infatti individuato un allaccio abusivo realizzato attraverso cavi volanti collegati direttamente al contatore dell’istituto scolastico. Un collegamento che, secondo gli accertamenti, sarebbe rimasto attivo per oltre dieci anni, consentendo agli occupanti di utilizzare l’energia elettrica senza sostenerne il costo, trasferendolo di fatto sulle casse della scuola.

Una situazione che racconta anche un’altra faccia del disagio: quella di immobili pubblici che finiscono occupati e di persone che vivono ai margini delle regole, fino a trasformare una necessità quotidiana come avere la luce in casa in una condotta che, secondo l’accusa, configura un furto.

Il ripristino dell’impianto

Al termine degli accertamenti, i due occupanti sono stati denunciati per furto di energia elettrica. I tecnici Enel hanno quindi provveduto alla rimozione del contatore manomesso e agli interventi necessari per interrompere il collegamento abusivo e riportare l’impianto nelle condizioni di regolarità. Resta ora il percorso giudiziario, nel quale dovranno essere accertate responsabilità e circostanze. Ma la vicenda lascia sul tavolo una fotografia amara: per anni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’energia destinata a una scuola sarebbe stata utilizzata altrove, mentre un immobile pubblico veniva occupato senza titolo.

È una storia forse di miserie di vita e di sopravvivenza, ma anche di regole violate e di risorse pubbliche sottratte. Due dimensioni che spesso finiscono per incontrarsi proprio nelle periferie del disagio, dove il bisogno può diventare alibi, ma non cancella la necessità di stabilire dove finisca la difficoltà e dove cominci la responsabilità.

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