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Angri, guerra ai “furbetti del sacchetto”: le fototrappole incastrano gli incivili

Prime immagini dalle fototrappole installate ad Angri. Il sindaco Scoppa rilancia la battaglia contro chi abbandona i rifiuti e chiede maggiore rispetto per il territorio.

Il sindaco Alfonso Scoppa intensifica la lotta contro l’abbandono dei rifiuti attraverso fototrappole e controlli nelle zone più critiche della città.

La lotta ai sacchetti selvaggi

È una lotta serrata e senza sosta quella che il sindaco di Angri, Alfonso Scoppa, sta portando avanti strenuamente contro i cosiddetti “maleducati del sacchetto”. Sul territorio iniziano a emergere i primi risultati dei controlli effettuati con le fototrappole, installate in diversi punti della città per individuare chi abbandona i rifiuti in modo irregolare. Quasi quotidianamente il primo cittadino aggiorna i cittadini sulle situazioni più critiche, mostrando anche i frame delle immagini raccolte. Il fenomeno continua a interessare alcune precise aree, dove un’esigua parte della cittadinanza sembra ignorare sistematicamente le regole della raccolta differenziata, trasformando strade e angoli della città in aree di abbandono.

«Angri è casa nostra»

Nel suo ultimo intervento sui social, il sindaco Scoppa ha ribadito la volontà di non arretrare davanti a tale fenomeno, sottolineando anche il profuso impegno degli operatori che lavorano quotidianamente sul territorio nonostante le temperature elevate: «Mentre noi ce la stiamo mettendo tutta, anche con 40 gradi, ci sono alcuni che proprio non vogliono accettare che bisogna accelerare verso una città migliore. Ci sono rioni e zone che sono refrattarie, ma non demordo. Non dimenticate che Angri è casa nostra. Qui, sotto Passo di via del Monte» scrive il sindaco.

Una dichiarazione che ben fotografa la difficoltà di cambiare comportamenti ormai radicati in alcune aree. Le fototrappole possono rappresentare uno strumento importante per individuare i responsabili, ma per ridurre davvero il fenomeno servirà una vigilanza più capillare del territorio, soprattutto nei punti già individuati come maggiormente esposti agli abbandoni. Resta la necessità di trasformare le attuali zone critiche in casi sempre più marginali, riportando possibilmente decoro e rispetto delle regole in tutto il sistema città.

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