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Scafati, scontro sulle fogne: Francesco Carotenuto cerca di fare chiarezza

Il consigliere di Scafati Arancione contesta la maggioranza sulla rete fognaria e distingue tra Fosso Imperatore, collettori, sollevamento e depuratore di Angri.

Scafati, scontro sulle fogne: Carotenuto fa chiarezza

A Scafati, ancora acceso e al centro del confronto politico, il tema delle fogne e della depurazione, con una polemica che questa volta entra nel dettaglio tecnico della rete comprensoriale. A intervenire è Francesco Carotenuto, consigliere comunale di Scafati Arancione, che contesta alcune ricostruzioni provenienti dalla maggioranza e invita a distinguere tra Fosso Imperatore, collettori, impianti di sollevamento e depuratore. Il punto, secondo Carotenuto, è soprattutto uno: prima di intervenire pubblicamente su opere complesse sarebbe necessario conoscere gli atti e la reale configurazione del sistema fognario.

Fosso Imperatore e depuratore di Angri

Nel mirino del consigliere c’è la presunta confusione tra l’area industriale di Fosso Imperatore, nel territorio di Nocera Inferiore, e il sistema fognario di via Nuova San Marzano. Carotenuto sostiene che la documentazione disponibile indichi come recapito depurativo dell’area industriale il sistema comprensoriale Medio Sarno sub 2-3, comunemente identificato con il depuratore di Angri.

È proprio su questa distinzione che il consigliere concentra la propria critica, sostenendo che alcune dichiarazioni politiche rischino di sovrapporre opere e funzioni differenti. «Qualche consigliere di maggioranza continua a confondere l’area industriale di Fosso Imperatore con il sistema fognario di via Nuova San Marzano, dimostrando una conoscenza quantomeno approssimativa della rete comprensoriale», afferma nella sua nota. Una contestazione netta, che Carotenuto accompagna con il riferimento alla documentazione tecnica e alle indicazioni attribuite a GORI sui collettori destinati a convogliare i reflui verso l’impianto di depurazione di Angri.

Il nodo dell’impianto di San Marzano

La questione si complica anche per la denominazione utilizzata in alcuni documenti regionali, dove il depuratore viene indicato come “Angri/San Marzano sul Sarno/Sant’Egidio del Monte Albino”. Una denominazione territoriale che, secondo Carotenuto, non deve però generare equivoci sulla natura dell’impianto. Il consigliere distingue infatti il depuratore dall’impianto di sollevamento fognario presente a San Marzano sul Sarno, destinato al pompaggio e al rilancio dei reflui verso il sistema comprensoriale. La differenza, sostiene, non sarebbe soltanto terminologica ma sostanziale, perché riguarda funzioni e opere differenti all’interno della rete. «Il depuratore di Angri, infatti, si trova al confine tra i territori di Angri, San Marzano e Sant’Egidio del Monte Albino. Questo, però, non lo trasforma in un inesistente depuratore autonomo di San Marzano», continua Carotenuto.

«Collettamento previsto non significa completato»

È però sulla realizzazione concreta delle opere che Carotenuto sposta il focus politico. Una cosa, sostiene, è ciò che viene previsto nei progetti; altra cosa è ciò che è stato effettivamente realizzato, collaudato e messo in esercizio. Una distinzione particolarmente rilevante quando si parla di infrastrutture fognarie e di risanamento ambientale del Sarno, perché l’esistenza di un progetto o di un collegamento previsto non equivale automaticamente alla sua piena operatività. «C’è poi una distinzione ancora più importante: “collettamento previsto” non significa automaticamente “collettamento già completato e pienamente in esercizio», chiosa. Da qui la richiesta di verificare, attraverso gli atti, quali interventi siano stati programmati, quali realizzati, quali collaudati e quali risultino realmente funzionanti nell’agosto 2026.

L’attacco alla maggioranza

Il tono dell’intervento si fa quindi più politico. Carotenuto sostiene che la discussione pubblica sulle opere fognarie non possa essere ridotta a dichiarazioni o comunicati, soprattutto quando sono in gioco infrastrutture decisive per il territorio. La critica investe dunque non soltanto il merito delle opere, ma il metodo con cui vengono affrontati temi tecnici e ambientali. «Amministrare significa conoscere la differenza tra un depuratore, un collettore e un impianto di sollevamento. Altrimenti si rischia di parlare molto, ma di spiegare ben poco».

E infine Carotenuto trasforma la polemica tecnica in una vera sfida politica alla maggioranza. «Prima dei comunicati e delle passerelle, servirebbe studiare gli atti. Perché le fogne possono anche essere sotterranee, ma certe lacune, purtroppo, restano ben visibili. Diversamente, tacete». Quindi a Scafati il confronto sulla gestione della rete fognaria, sulla depurazione e sul completamento delle opere comprensoriali resta vivo. Un terreno sul quale, al di là dello scontro politico, la vera verifica resta negli atti, nei cantieri e soprattutto nelle opere effettivamente entrate in funzione.

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