Il commercialista revoca la rinuncia e torna al vertice della partecipata di Pagani. Ora resta da affrontare il nodo dei conti e dei servizi.
A Pagani il futuro della Sam torna nuovamente nelle mani di Salvatore Scarpa, il commercialista 53enne di Castellammare di Stabia già amministratore giudiziario della Juve Stabia, che ha deciso di revocare la rinuncia formalizzata lo scorso 9 luglio, a pochi giorni dalla sua nomina. Un dietrofront che arriva dopo le prime verifiche sulle condizioni economiche della società partecipata, chiamata a garantire servizi essenziali per il Comune. Una scelta che riapre una partita delicata, perché il ritorno dell’amministratore non cancella le criticità finanziarie né le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane dalle organizzazioni sindacali.
Il ritorno alla guida della Sam
Scarpa aveva rinunciato all’incarico dopo aver preso atto della situazione particolarmente complessa della società. La decisione di tornare sui propri passi sarebbe maturata anche grazie al confronto con la triade commissariale, che avrebbe garantito il necessario sostegno istituzionale per affrontare la fase più delicata. Il nuovo amministratore si trova quindi davanti a un compito preciso: mettere ordine nei conti e costruire un percorso credibile di risanamento, senza compromettere la continuità dei servizi.
I timori per i lavoratori
Sul tavolo resta anche la questione occupazionale. I 14 dipendenti della Sam operano già in una situazione caratterizzata da una cronica carenza di personale e dalle difficoltà nel garantire pienamente le attività affidate alla società. Le organizzazioni sindacali hanno più volte manifestato preoccupazione per il futuro della partecipata e per le possibili conseguenze che una situazione finanziaria deteriorata potrebbe produrre sul personale e sull’organizzazione dei servizi.
Il nodo dei conti
La vera partita, adesso, sarà quella del risanamento. Scarpa dovrà intervenire sul deficit, riorganizzare la struttura interna e individuare un equilibrio economico capace di garantire la sopravvivenza della società. Il margine di errore, però, appare ridotto. Se le criticità non dovessero essere superate, tornerebbe concretamente sul tavolo l’ipotesi della liquidazione della Sam, con il successivo affidamento dei servizi attraverso una gara pubblica. Il ritorno di Scarpa rappresenta dunque un nuovo inizio, ma non ancora una soluzione. La sfida vera comincia adesso: trasformare il dietrofront in un piano capace di salvare società, servizi e posti di lavoro.
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