Market, spiagge, movida e rifiuti: cresce il malcontento dei residenti davanti a comportamenti che mettono a dura prova vivibilità e ambiente.
Un’estate che mette alla prova il Cilento
Il problema non è il turismo. Il problema è come viene vissuto il territorio da chi arriva per pochi giorni e da chi, invece, ci vive tutto l’anno. Nel Cilento, l’estate sta facendo emergere una frattura sempre più evidente tra accoglienza e sostenibilità, con residenti che denunciano episodi di inciviltà, rumore, rifiuti e scarso rispetto degli spazi comuni.
Non sono soltanto le grandi criticità a esasperare la popolazione. A Agropoli, per esempio, viene raccontato un comportamento apparentemente banale ma indicativo: clienti che aprirebbero le confezioni sigillate della frutta nei supermercati per controllarne la maturazione, per poi richiuderle e rimetterle sugli scaffali se il prodotto non fosse di loro gradimento. Una pratica che solleva questioni igieniche e di rispetto verso commercianti e altri consumatori.
Castellabate tra movida e degrado
Il copione cambia scenario ma non sostanza a Castellabate, dove i residenti lamentano una movida sempre più difficile da gestire. Schiamazzi, urla e rumori nelle ore notturne finiscono per trasformare i centri abitati in luoghi nei quali il diritto al riposo sembra diventare secondario rispetto al divertimento.
Di giorno, invece, le tensioni si spostano sulle spiagge e negli spazi pubblici. A occupazioni irregolari e comportamenti poco rispettosi si aggiunge il problema dei rifiuti lasciati dopo il consumo di street food, con cartacce, contenitori e avanzi che finiscono su marciapiedi, muretti e angoli caratteristici.
Accoglienza sì, ma con regole
Il punto, dunque, non è mettere in discussione il valore economico del turismo. Il Cilento vive anche grazie ai visitatori e alla sua capacità di attrarre persone da ogni parte d’Italia e dall’estero. Ma l’accoglienza non può trasformarsi nella rinuncia alle regole.
Il territorio chiede controlli, sanzioni e una gestione più attenta dei flussi turistici. Perché una destinazione turistica non si misura soltanto dal numero di presenze registrate durante l’estate, ma anche dalla qualità della vita che riesce a garantire a chi quelle strade, quelle spiagge e quei paesi li abita tutto l’anno.
La vera domanda, allora, è semplice: quanto turismo può sopportare il Cilento prima che il successo turistico finisca per diventare un problema per chi ci vive?













