Il calo dei roghi nella Terra dei Fuochi conferma l’efficacia dei controlli, ma non significa che l’emergenza sia superata. La sfida resta strutturale.
Quando il controllo del territorio produce risultati
Per capire cosa sta accadendo nella Terra dei Fuochi bisogna partire da un dato semplice: quando il territorio viene controllato con maggiore continuità, i roghi diminuiscono. È quanto emerge dalle attività svolte tra metà agosto e i primi giorni di settembre, con circa 3.700 controlli effettuati tra Napoli e Caserta. Pattugliamenti, verifiche e interventi nelle aree più esposte hanno evidentemente prodotto un effetto deterrente. Ma sarebbe un errore leggere questi numeri come la certificazione della fine dell’emergenza. Il fuoco, infatti, rappresenta soltanto l’ultimo anello di una catena molto più complessa, che parte dall’abbandono dei rifiuti, passa attraverso discariche abusive e terreni senza una gestione adeguata e arriva allo smaltimento illegale. Se diminuiscono le fiamme ma restano i cumuli, le aree degradate e le difficoltà nel conferimento regolare dei materiali, il problema non è stato risolto: è soltanto diventato meno visibile.
Dalla repressione all’intervento strutturale
La vera sfida è quindi evitare che il calo dei roghi produca una pericolosa illusione di normalità. Servono bonifiche, ma anche una rete stabile di prevenzione capace di individuare rapidamente nuovi abbandoni e comportamenti illeciti. Telecamere, sensori ambientali, controllo satellitare e banche dati condivise possono diventare strumenti utili soltanto se inseriti in una regia unica, capace di trasformare le informazioni in interventi. Parallelamente occorre rendere più semplice e accessibile lo smaltimento regolare dei rifiuti, chiarire le responsabilità sui terreni abbandonati e rendere effettive le sanzioni per chi scarica o incendia. In questo quadro anche i cittadini possono avere un ruolo, attraverso sistemi rapidi di segnalazione e una maggiore consapevolezza del valore del territorio. I 3.700 controlli raccontano dunque una cosa importante: la presenza dello Stato produce risultati. Ma il risultato definitivo non sarà contare meno incendi per qualche mese. Sarà arrivare al punto in cui quei roghi non avranno più i rifiuti, i terreni e le falle organizzative che oggi li alimentano.













