La risoluzione approvata all’unanimità richiama interventi, controlli e tempi verificabili per il risanamento del bacino.
Dal confronto politico alle opere
Il fiume Sarno torna al centro dell’agenda istituzionale campana con una seduta monotematica del Consiglio regionale che ha portato all’approvazione unanime di una risoluzione condivisa da maggioranza e opposizione. Il documento individua nel risanamento del bacino una priorità ambientale e di sicurezza e richiama l’esigenza di trasformare le risorse già disponibili in interventi verificabili. Sul tavolo ci sono l’accordo quadro quadriennale da circa 407 milioni di euro, articolato in sette lotti, il ripristino della funzionalità idraulica del corso d’acqua, il dragaggio, le vasche di esondazione e laminazione e il completamento del sistema fognario-depurativo. Prevista anche la chiusura dei nove scarichi fognari residui, localizzati principalmente nel territorio di Scafati.
Il vero banco di prova sarà il monitoraggio
La novità più significativa non riguarda soltanto l’entità delle risorse, ma il sistema di controllo previsto sull’attuazione degli interventi. La VII Commissione consiliare dovrà ricevere almeno ogni sei mesi una relazione sullo stato delle progettazioni, degli affidamenti, dei lavori conclusi, del dragaggio, delle vasche di laminazione e della sorveglianza ambientale. È su questo terreno che la risoluzione dovrà trovare la sua concreta misura: programmi, cantieri, tempi e risultati dovranno diventare elementi leggibili per i territori del bacino. Il Sarno, dunque, entra in una fase nella quale la capacità di mantenere il controllo sull’avanzamento delle opere sarà decisiva quanto la disponibilità delle risorse.
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