A Striano il confronto sulla valorizzazione di una produzione agricola legata alla Valle del Sarno. Il progetto punta su territorio, ambiente e identità.
Un prodotto della Valle del Sarno guarda al riconoscimento IGP
Il Friariello ‘I Ciumm prova a trasformarsi da prodotto della tradizione agricola locale a possibile simbolo della Valle del Sarno. È questo il tema emerso a Striano durante l’incontro dedicato alla valorizzazione di un ortaggio tipico dell’area, coltivato soprattutto nelle campagne sviluppatesi lungo il corso del fiume. All’iniziativa, organizzata dal sindaco di Striano, Giulio Gerli, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo agricolo e consortile, tra cui Michele Strianese, presidente della Comunità del Parco Regionale del Bacino del Fiume Sarno e sindaco di San Valentino Torio, Mario Rosario D’Angelo, del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, e Andrea Annunziata, sindaco di San Marzano sul Sarno, oltre al presidente dell’Ente Parco Regionale del Fiume Sarno Vincenzo Marrazzo e Tonino Scala . Il possibile riconoscimento IGP, Indicazione Geografica Protetta, rappresenta per il territorio un obiettivo ancora da verificare e costruire, ma potrebbe consentire di legare in maniera più forte il prodotto alla sua area di origine.
Strianese: “I produttori devono essere i protagonisti”
Il percorso, secondo Strianese, dovrà partire soprattutto dal mondo agricolo. “L’iniziativa parte soprattutto dai produttori e dal mondo agricolo, che devono essere i protagonisti del percorso”, ha sottolineato il presidente della Comunità del Parco. Una prospettiva che mette al centro chi coltiva il prodotto e conosce direttamente le caratteristiche della produzione, le tecniche agricole e il rapporto con il territorio. L’idea è quella di verificare la possibilità di costruire un percorso condiviso, anche alla luce delle esperienze già consolidate nell’area con il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP e il Cipollotto Nocerino DOP. Sono produzioni che dimostrano come una specificità agricola locale possa diventare elemento di riconoscibilità territoriale, con ricadute anche sul piano economico e della promozione del comprensorio.
Dal prodotto alla difesa del territorio
Il possibile riconoscimento del Friariello I Ciumm non può essere separato dalle condizioni ambientali nelle quali viene coltivato. È questo uno degli aspetti centrali sottolineati da Strianese. “Tutto parte dalla difesa e dalla salvaguardia del territorio e dell’ambiente in cui viviamo”, ha evidenziato Strianese, collegando la valorizzazione agricola alla necessità di completare il percorso di risanamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti. Il tema ambientale diventa quindi parte integrante della strategia di valorizzazione. La qualità di un prodotto agricolo è infatti strettamente collegata alla qualità del territorio nel quale viene coltivato. Per il comprensorio del Sarno, il disinquinamento del sistema fluviale assume così una valenza che va oltre la tutela ambientale, coinvolgendo direttamente salute pubblica, agricoltura, attività produttive e turismo.
Il ruolo del Consorzio di Bonifica e dei Comuni
La presenza di Mario Rosario D’Angelo, in rappresentanza del Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno, richiama il ruolo della gestione delle acque e del territorio agricolo in un’area storicamente caratterizzata dalla presenza del fiume e della sua rete di canali. Al confronto ha preso parte anche Andrea Annunziata, sindaco di San Marzano sul Sarno, Comune inserito in un territorio nel quale agricoltura, trasformazione agroalimentare e identità delle produzioni rappresentano componenti importanti del tessuto economico locale. La prospettiva indicata è quindi quella di una collaborazione tra produttori, Comuni, Parco, Consorzio di Bonifica e altri enti territoriali, con l’obiettivo di verificare concretamente quali strumenti possano essere utilizzati per accompagnare il prodotto verso una maggiore riconoscibilità.
“Fare rete” per trasformare una produzione locale in una risorsa
Per Strianese, il ruolo delle istituzioni non deve sostituirsi a quello degli agricoltori, ma accompagnare il percorso. “Il ruolo delle istituzioni, dei Comuni e degli enti coinvolti è quello di fare rete, accompagnare il progetto e individuare gli strumenti necessari per trasformare una produzione locale in una risorsa riconoscibile per tutto il territorio”, ha spiegato. Il possibile percorso verso l’IGP richiederà naturalmente verifiche, approfondimenti tecnici e il coinvolgimento diretto dei produttori. Non si tratta quindi di un riconoscimento già acquisito, ma di un’ipotesi progettuale che dovrà essere costruita attraverso un lavoro condiviso.
Il Friariello ‘I Ciumm potrebbe così diventare un altro tassello nella narrazione agricola della Valle del Sarno, affiancando produzioni già riconosciute e riportando al centro il rapporto tra agricoltura, acqua, ambiente e identità locale. La sfida, prima ancora che commerciale, è territoriale: valorizzare ciò che nasce lungo il Sarno significa anche dimostrare che la tutela dell’ambiente e la crescita delle produzioni agricole possono procedere nella stessa direzione.
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