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Pompei rilancia la scuola archeologica di Fiorelli: formazione e ricerca sul campo

Un campus nell’area di San Paolino, attività di ricerca sul campo e un’indennità di 700 euro per i partecipanti: candidature aperte fino al 22 novembre 2026.

A oltre 150 anni dall’intuizione dell’archeologo Giuseppe Fiorelli, il Parco Archeologico di Pompei avvia un nuovo progetto di alta formazione con gli atenei italiani.

Il sogno di Fiorelli riparte dagli scavi di Pompei

Trasformare Pompei in un grande laboratorio di formazione e ricerca archeologica. Era questa l’intuizione di Giuseppe Fiorelli, tra i più importanti direttori degli Scavi, che nell’Ottocento immaginò un modello di apprendimento fondato sull’esperienza diretta nella città antica. A oltre 150 anni da quella visione, il Parco Archeologico di Pompei rilancia il progetto con “La Scuola di Pompei”, un’iniziativa sviluppata in sinergia con gli atenei italiani per offrire ai giovani studiosi un’esperienza di alta formazione direttamente sul campo, a stretto contatto con il patrimonio archeologico e con le attività di ricerca.

Nel 1866 nacque la prima Scuola di Archeologia

Nel 1866, Fiorelli fondò a Pompei la prima Scuola di Archeologia, successivamente conosciuta come Scuola di Pompei. L’obiettivo era trasformare il sito archeologico in un luogo privilegiato per la preparazione dei giovani studiosi, superando un modello di formazione esclusivamente teorico. L’esperienza ebbe tuttavia vita breve, condizionata dalla scarsità di risorse, strutture e allievi. Quella intuizione rimase così una delle opportunità incompiute nella storia dell’archeologia italiana. Oggi il Parco intende recuperare e aggiornare quel progetto, restituendo centralità alla formazione direttamente nei luoghi della ricerca e della conservazione.

Un campus a San Paolino per la ricerca archeologica

Il nuovo progetto prevede la realizzazione di un campus nell’area di San Paolino, destinato a diventare il fulcro delle attività formative e scientifiche. La struttura comprenderà una biblioteca, una foresteria, un deposito-laboratorio e spazi dedicati alla ricerca e alle mostre temporanee. L’obiettivo è creare un luogo permanente nel quale studio, ricerca e attività sul campo possano integrarsi, valorizzando le professionalità e le competenze che operano quotidianamente nel Parco. La nuova Scuola di Pompei punta così a consolidare il ruolo del sito come riferimento internazionale per la ricerca archeologica e la formazione specialistica.

Zuchtriegel: «Un’esperienza diretta sul campo»

Il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, sottolinea il carattere complementare dell’iniziativa rispetto ai percorsi universitari già esistenti. «La nostra Scuola di Archeologia non è in concorrenza con quelle di dottorato o di specializzazione», spiega Zuchtriegel all’ANSA, evidenziando la differenza rispetto all’esperienza avviata da Fiorelli oltre un secolo e mezzo fa. Il programma, nelle intenzioni del direttore, offrirà ai partecipanti la possibilità di applicare le conoscenze teoriche alla realtà della città antica, lavorando a stretto contatto con il patrimonio archeologico, i dati della ricerca, i cantieri e le professionalità del Parco. Una prospettiva che punta a rafforzare il legame tra formazione accademica e pratica archeologica, offrendo ai giovani studiosi un’occasione di confronto diretto con le attività scientifiche e operative.

Indennità di 700 euro e candidature entro novembre

Il percorso formativo prevede alcune misure di sostegno per i partecipanti. Su richiesta, potrà essere offerta ospitalità nella foresteria del Parco. Al termine del percorso sarà inoltre corrisposta a ciascun candidato un’indennità di 700 euro, secondo le condizioni previste dal bando. Il bando completo è consultabile sul sito ufficiale del Parco Archeologico di Pompei, www.pompeiisites.org. Le candidature dovranno essere presentate entro il 22 novembre 2026, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it.

Con “La Scuola di Pompei”, il Parco riprende l’intuizione di Fiorelli e la proietta nel presente: fare della città antica non soltanto un luogo da conservare e studiare, ma anche uno spazio vivo di formazione, sperimentazione e crescita scientifica per le nuove generazioni.

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