Sicurezza cittadina. Vandalismi e insicurezza diffusa riportano al centro il tema della vivibilità cittadina e della responsabilità collettiva
Una città sospesa tra paura e disillusione
Angri è ormai diventata una “città diversamente paese”. Risvegliarsi al mattino e trovare, al centro di Piazza Annunziata, storica agorà cittadina, una panchina divelta dai vandalismi della notte significa aver perso completamente il senso della sicurezza.
Cittadini terrorizzati e indifesi chiusi in casa, quasi braccati, davanti alla rabbia e alla confusione generate durante le ore notturne da giovani e gruppi di scalmanati. Un senso diffuso di impotenza e una percezione crescente di insicurezza che, va detto, non può essere attribuita esclusivamente alle forze dell’ordine, sempre più ridotte e limitate da scelte decise dal governo centrale.
Le piazze e il teatro del disagio
Così è Piazza Annunziata, ma potrebbe essere anche Piazza Doria, Piazza Sorrento e altri luoghi di ritrovo cittadini, dove si consuma quotidianamente un disagio evidente. Proprio in questi spazi si stanno svolgendo, in queste ore, anche le campagne elettorali di chi ambisce a guidare la città, in un contesto dove il tema della sicurezza resta fondamentale. Un problema del quale l’attuale amministrazione difficilmente può essere ritenuta l’unica responsabile, di fronte a comportamenti che nascono da un evidente disagio sociale più ampio e da una deriva che attraversa questa società post Covid.
Disciplina, identità e vuoto sociale
Viene meno anche il senso della disciplina e della civiltà, mentre la sicurezza dei cittadini oggi appare sempre più come un elemento da pianificare e ricostruire ineludibilmente. I cittadini si sentono continuamente esposti, vulnerabili, persino nel rischio quotidiano di essere travolti da bici elettriche o da atteggiamenti estremi messi in atto da giovani in cerca di mera affermazione. È il segno tangibile di un vuoto più profondo: una città che sembra aver smarrito la propria identità. Ma il problema non riguarda soltanto Angri. È una questione più estesa e controversa, che investe il ruolo della politica, spesso concentrata sulla conta e sul consenso immediato, piuttosto che su visione e competenza, soprattutto in materia di sicurezza.
L’immagine di oggi
Oggi, Piazza Annunziata si presenta così: desolatamente vuota, segnata dai segni di una notte difficile e dal silenzio di una città malata che chiede risposte concrete anche a chi verrà dopo l’8 giugno. Ma davvero.













