Alla Scuola Secondaria di Primo Grado “Galvani–Opromolla” di Angri, un progetto innovativo accompagna uno studente verso l’indipendenza
L’apprendimento fuori dall’aula
È davanti al bancone di un bar che prova a ordinare da solo. Pochi passi più in là, al supermercato, sceglie cosa acquistare e attende il proprio turno. Scene quotidiane, che per Carmine Orlando, uno studente di seconda media della Scuola Secondaria di Primo Grado “Galvani–Opromolla” di Angri, diventano momenti concreti di apprendimento. Il percorso, avviato nell’anno scolastico 2024/2025 e proseguito nel 2025/2026, è seguito dal docente di sostegno Francesco Priore. Le attività si svolgono con cadenza settimanale, della durata di circa 50-60 minuti ciascuna.
Le esperienze sul territorio
Le uscite toccano diversi contesti cittadini: dalla merenda al bar all’acquisto della colazione al supermercato, fino alla farmacia, all’Ufficio Postale, al Comune di Angri — con accesso alla sala consiliare e agli uffici — e alla Stazione dei Carabinieri. Attività strutturate, inserite nel percorso educativo personalizzato, con obiettivi precisi: sviluppare autonomia, capacità di interazione, gestione delle situazioni quotidiane e rispetto delle regole nei contesti pubblici. Tra i momenti più significativi, la visita alla Stazione dei Carabinieri di Angri, dove lo studente è stato accolto con attenzione dal personale. La disponibilità di una giovane carabiniera ha favorito un’interazione diretta e positiva, rendendo l’esperienza di Carmine accessibile e memorabile. Rilevante anche la collaborazione del Comune di Angri, che ha aperto gli spazi istituzionali, offrendo allo studente la possibilità di osservare direttamente il funzionamento dell’ente.
Il valore educativo dell’esperienza
«Ogni uscita è una lezione concreta: imparare a chiedere, aspettare, rispettare gli altri. Sono competenze che non si spiegano, si vivono», spiega il docente Francesco Priore. «Quando entra in un ufficio pubblico o si avvicina a uno sportello, deve capire come funziona quel contesto, quali sono le regole implicite. Questo non lo insegni in aula.» Nel corso del secondo anno si sono registrati progressi nella gestione delle situazioni quotidiane: miglioramento nella capacità di muoversi in ambienti pubblici, maggiore autonomia nelle interazioni e rispetto più stabile delle regole di base. Cambiamenti visibili anche nella vita familiare, riconosciuti dai genitori che hanno seguito il percorso con partecipazione attiva.
Un percorso che guarda all’autonomia
«La sfida vera non è portarlo fuori», aggiunge Priore. «È costruire le condizioni perché ogni uscita abbia senso, un prima e un dopo. Altrimenti è solo una passeggiata.»
Crisi industriale e smarrimento del lavoro: un Paese in bilico













