A Sarno e Bracigliano il 5 maggio resta una ferita aperta tra memoria, lutto e impegno per la tutela del territorio
Una ferita che non si rimargina
Quale ferita più profonda, se non quella dell’anima. Accanto a quella della montagna, il Montesaro, che ormai sembra essersi rimarginata, resta quella della memoria. Ogni anno, il 5 maggio, lacrime e sentimenti controversi riportano alla mente le vittime di Sarno e Bracigliano, in quel terribile giorno di pioggia che spazzò via esistenze e certezze di un futuro che sarebbe cambiato per sempre.
Il monito che arriva dal territorio
Oggi, ciò che permane indelebile di quelle vittime, soprattutto a Sarno Episcopio, frazione profondamente segnata dal lutto, è un incessante stimolo a salvaguardare il territorio oltre che la memoria. Un monito a non sfidare la forza della natura, ma a conviverci con cautela e con la consapevolezza del dovere di preservare.
Il ricordo che diventa preghiera
Oggi, 5 maggio, si torna a pregare per quelle vittime di una catastrofe imprevedibile e assurda, che nessuno avrebbe mai pensato potesse bussare con tanta violenza alla porta.
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