L’allarme arriva dagli uffici giudiziari partenopei. Organici insufficienti e carichi di lavoro crescenti rallentano le procedure
Un sistema sotto pressione
C’è una nuova emergenza che attraversa il Palazzo di Giustizia di Napoli. A preoccupare sono le oltre 1.300 richieste di misure cautelari ancora in attesa di essere esaminate dagli uffici dei giudici per le indagini preliminari. Numeri che raccontano una macchina giudiziaria sottoposta a una pressione crescente e che fatica a tenere il passo con il volume delle indagini provenienti dalla Procura partenopea. Le interlocuzioni avviate nelle ultime settimane tra gli uffici giudiziari hanno evidenziato una criticità strutturale che presto potrebbe essere formalmente rappresentata al Ministero della Giustizia.
Organici insufficienti
Il nodo principale riguarda il numero dei magistrati attualmente in servizio. L’ufficio Gip napoletano dispone oggi di 41 giudici, destinati a diventare 39 nei prossimi mesi a causa di imminenti trasferimenti. Una dotazione inferiore rispetto alla pianta organica prevista e considerata ormai insufficiente rispetto all’effettivo carico di lavoro. Secondo le valutazioni interne, per garantire un corretto equilibrio con l’organico della Procura di Napoli, composta da oltre cento pubblici ministeri, sarebbero necessari almeno 52 magistrati destinati alle funzioni Gip.
Il peso delle inchieste
Una parte consistente delle richieste pendenti riguarda procedimenti coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata da Nicola Gratteri. Fascicoli complessi che spesso coinvolgono decine di persone e richiedono approfondimenti particolarmente delicati prima dell’emissione di eventuali misure cautelari. Nonostante le difficoltà, l’ufficio Gip napoletano continua a registrare livelli di produttività elevati. Negli ultimi anni sono stati trattati decine di migliaia di procedimenti, riducendo sensibilmente l’arretrato e affrontando centinaia di richieste cautelari legate soprattutto alla criminalità organizzata.
La richiesta di un intervento urgente
Dagli ambienti giudiziari emerge la necessità di un intervento immediato per rafforzare gli organici, stabilizzare il personale dell’Ufficio per il Processo e potenziare le cancellerie amministrative. L’obiettivo è garantire tempi più rapidi nella valutazione delle richieste e assicurare la piena funzionalità di uno degli uffici giudiziari più impegnati del Paese. La situazione fotografa una realtà complessa: in un territorio dove le attività investigative producono un numero elevato di procedimenti, la carenza di personale rischia di rallentare il percorso della giustizia proprio nel momento in cui la domanda di sicurezza e legalità continua a crescere.
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