A Scafati Pd e Francesco Carotenuto chiedono chiarezza sui controlli degli scarichi nel Sarno e nei canali, tra campionamenti, autorizzazioni e nuove tecnologie.
Chi controlla oggi gli scarichi nel Fiume Sarno e nei suoi affluenti? È la domanda che torna al centro del dibattito politico a Scafati, dopo le recenti segnalazioni su cattivi odori, acque torbide e colorazioni anomale. Il gruppo consiliare del Partito Democratico, con Michele Grimaldi e Francesco Velardo, ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per conoscere lo stato della vigilanza ambientale. Sullo stesso tema è intervenuto anche il consigliere di Scafati Arancione Francesco Carotenuto, con un’interrogazione urgente destinata anche alle autorità competenti. «Chi e con quali strumenti sta garantendo oggi la continuità dei campionamenti e dei controlli sul Fiume Sarno e sui canali?» è la domanda posta dalla minoranza.
Controlli ambientali, la minoranza chiede chiarezza
Nel documento del Pd viene evidenziata la necessità di conoscere quali strumenti siano oggi utilizzati dal Comune per garantire la continuità dei controlli sugli scarichi, anche alla luce della scadenza della precedente convenzione per analisi e prelievi. I consiglieri chiedono dati sulle verifiche effettuate, sui risultati e sulle eventuali sanzioni. «La tutela dell’ambiente e della salute pubblica non può permettersi pause né zone d’ombra», sottolineano, rilanciando anche la proposta di utilizzare un drone con termoscanner. «Controllare chi inquina non è solo un dovere verso i cittadini, ma anche un atto di giustizia e rispetto verso la maggioranza delle imprese sane della nostra città ».
Carotenuto: «Non basta dire che vengono fatti controlli»
L’interrogazione di Francesco Carotenuto entra nel dettaglio dell’attività di vigilanza svolta negli ultimi tre anni. Il consigliere chiede di conoscere quante aziende siano autorizzate a scaricare in corpo idrico superficiale, quanti controlli siano stati effettuati, quanti campionamenti siano stati eseguiti e quali eventuali violazioni siano state accertate. «Non è più sufficiente affermare genericamente che vengono eseguiti controlli: occorre dire quanti, quando, dove, da chi, con quali esiti e quali provvedimenti siano stati adottati», sostiene.
Rio Sguazzatorio e Controfosso nel mirino
Un capitolo specifico riguarda Rio Sguazzatorio e Controfosso destro, già al centro delle recenti verifiche. Carotenuto chiede una mappatura aggiornata di scarichi, tubazioni e punti di immissione, oltre ai dati sui controlli effettuati anche nelle ore notturne, nei giorni festivi e durante o dopo le precipitazioni. «Non possiamo limitarci ad osservare l’acqua cambiare colore, sentire odori nauseabondi, pubblicare fotografie e poi attendere che sia sempre qualcun altro a individuare chi inquina», afferma il consigliere.
Il drone con termocamera e il nodo delle risorse
Tra le richieste c’è anche quella relativa all’utilizzo di droni dotati di termocamera e sensori, strumenti che potrebbero aiutare a individuare anomalie e possibili punti di immissione da sottoporre successivamente a verifiche e campionamenti. Carotenuto chiede se l’amministrazione abbia valutato l’acquisto o l’utilizzo di queste tecnologie e quali risorse siano state destinate negli ultimi anni alla vigilanza ambientale. «La tutela dell’ambiente e della salute pubblica non può essere subordinata esclusivamente a valutazioni di carattere economico», sostiene.
«Servono dati, numeri, verbali e date»
La richiesta finale è quella di un rafforzamento immediato dei controlli, con sopralluoghi a sorpresa, verifiche notturne, campionamenti nei punti critici e un tavolo permanente con ARPAC, Carabinieri Forestali, NOE e gli altri enti competenti. Carotenuto chiede inoltre un piano straordinario comunale per il controllo degli scarichi. «La presente interrogazione non richiede valutazioni politiche né rassicurazioni generiche. Richiede dati. Richiede numeri. Richiede verbali. Richiede date. Richiede atti». E conclude: «Se esistono scarichi abusivi, devono essere individuati. Se esistono scarichi autorizzati che non rispettano i limiti, devono essere controllati».
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