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Agro nocerino sarnese. Opere pubbliche, l’Europa impone il “Climate proofing”

Fondi europei vincolati a opere capaci di adattarsi a nubifragi e ondate di calore.

Nuove regole contro nubifragi e calore cambiano il futuro delle città. I nuovi progetti pubblici dovranno dimostrare di resistere alle condizioni climatiche future

Climate proofing, cambia il modo di progettare le opere pubbliche

Le opere pubbliche del futuro dovranno essere progettate tenendo conto degli effetti del cambiamento climatico. Lo evidenzia nella sua edizione odierna Il Mattino in un interessante articolo dedicato alle nuove regole europee, che introducono il Climate proofing, una verifica preventiva sulla capacità delle infrastrutture di resistere alle condizioni climatiche previste tra il 2036 e il 2065. Per accedere ai finanziamenti europei non sarà quindi più sufficiente progettare strade, piazze o reti fognarie sulla base delle condizioni attuali: i nuovi interventi dovranno prevedere misure di adattamento e mitigazione rispetto a nubifragi, precipitazioni intense e ondate di calore. Il principio cambia anche la concezione dello spazio pubblico: al posto di grandi superfici completamente impermeabilizzate, l’obiettivo è favorire infrastrutture capaci di assorbire l’acqua e ridurre l’accumulo di calore, attraverso pavimentazioni permeabili, alberature, aree verdi e sistemi naturali di drenaggio.

Agro nocerino sarnese, alta attenzione per le piogge intense

La questione riguarda da vicino l’Agro nocerino sarnese, indicato tra i territori maggiormente esposti al rischio legato alle precipitazioni intense e concentrate. Il quadro climatico regionale evidenzia una situazione particolarmente delicata per un’area caratterizzata da forte urbanizzazione e da una complessa gestione delle acque meteoriche. Il Masterplan dell’Agro Nocerino-Sarnese coinvolge 13 Comuni: Angri, Castel San Giorgio, Corbara, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano, con tra gli obiettivi anche la riduzione del rischio idrogeologico. In questo contesto, una nuova strada, una piazza o una rete fognaria dovranno essere progettate considerando non soltanto il presente, ma anche gli scenari climatici futuri. Le soluzioni possono comprendere trincee drenanti, vasche di laminazione, pavimentazioni permeabili, rain garden, alberature e sistemi per la raccolta e il rallentamento delle acque piovane. Per l’Agro significa soprattutto evitare che ogni nuova opera aumenti ulteriormente l’impermeabilizzazione del suolo e trasformare la progettazione urbana in uno strumento di prevenzione.

Più prevenzione e meno cemento nelle città

Il nuovo approccio comporterà probabilmente maggiori costi nella fase di progettazione e realizzazione, ma punta a ridurre quelli provocati successivamente dalle emergenze climatiche. Asfalti drenanti e fotocatalitici, superfici capaci di riflettere il calore, alberi inseriti in sistemi sotterranei per raccogliere l’acqua piovana e aree verdi diventano componenti funzionali delle infrastrutture. Per le opere già realizzate, invece, non esiste una soluzione automatica: sarà necessario intervenire attraverso programmi di riqualificazione e adattamento. È qui che si apre la vera sfida per i Comuni dell’Agro nocerino-sarnese: non soltanto costruire nuove infrastrutture, ma ripensare quelle esistenti, recuperando suolo permeabile, aumentando le superfici verdi e migliorando la capacità delle città di gestire gli eventi meteorologici estremi. Il Climate proofing porta così dentro ogni nuovo progetto una domanda destinata a diventare sempre più importante: quanto sarà realmente sicura e resiliente un’opera pubblica quando il clima sarà quello del futuro?

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