La denuncia social di una famiglia: una bimba di sei anni tra Castellammare, Pagani e Nocera per una visita dermatologica. Resta il problema degli specialisti.
La denuncia affidata ai social
«A cosa sto pensando?». Comincia così, con una domanda affidata alla memoria del social, la denuncia di una famiglia alle prese con le difficoltà incontrate per curare una bambina di sei anni. Secondo quanto di legge, la piccola sarebbe portata al Pronto Soccorso di Castellammare di Stabia per un’infezione, forse legata a una dermatite provocata dalla piscina o dalla sabbia. Serviva una valutazione dermatologica, ma il dermatologo sarebbe stato in ferie e, secondo quanto raccontato dalla famiglia, non c’era un sostituto. L’indicazione è stata di andare a Pagani. Arrivati al presidio, però, viene spiegato che sarebbe stato necessario, prima di effettuare l’accettazione, andare al CUP dell’ospedale di Nocera Inferiore, per poi tornare nuovamente a Pagani. Una mattinata bollente consumata tra spostamenti e attese. La famiglia precisa inoltre che il medico curante era in ferie, ma aveva regolarmente un sostituto: il problema, dunque, era la necessità di uno specialista.
Una vicenda che riapre il problema degli specialisti
La vicenda, raccontata attraverso i social, diventa inevitabilmente qualcosa di più di una semplice disavventura familiare. Riporta al centro il problema della carenza di specialisti e della continuità delle prestazioni sanitarie nell’area dell’Agro Nocerino Sarnese e del Vesuviano. Perché una rete ospedaliera può anche essere articolata, ma se per ottenere una visita bisogna spostarsi da una struttura all’altra, affrontare procedure e attese, qualcosa nell’organizzazione evidentemente non funziona come dovrebbe. Il punto non è soltanto trovare un dermatologo: è capire perché una famiglia debba trasformarsi in un corriere sanitario per ottenere una prestazione specialistica. E davanti a una bambina di sei anni, sotto il sole, dopo quattro ore di peregrinazioni, quel “e chest è” affidato ai social assume il peso di una domanda che tange tutti. Pare rassegnazione davanti a un sistema stagno e precario in maniera irreversibile.
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