Sant’Egidio del Monte Albino – Il consigliere Roberto Marrazzo di Coraggio Sant’Egidio ricostruisce la vicenda esplosa dopo gli episodi avvenuti nella sede comunale
La ricostruzione di Marrazzo: “Una vicenda che ha avuto vasta eco”
A distanza di circa dieci giorni dagli episodi che hanno acceso e animato il confronto politico a Sant’Egidio del Monte Albino, il consigliere comunale di Coraggio Sant’Egidio Roberto Marrazzo rompe il silenzio e affida ai social una lunga ricostruzione della vicenda. Un intervento nel quale il consigliere di opposizione prova a mettere in luce gli avvenimenti, distinguendo la fase delle tensioni avvenute all’interno della sede comunale dalle successive decisioni “non” assunte dalla maggioranza.
Marrazzo esordisce spiegando di essere stato sollecitato da alcuni cittadini a intervenire. «In questi giorni sono stato simpaticamente redarguito da alcuni cittadini che chiedevano un mio intervento chiarificatore sull’incresciosa vicenda verificatasi una decina di giorni fa al Comune», afferma. Il riferimento è all’episodio nel quale, secondo la ricostruzione proposta dal consigliere, si sarebbe verificata una discussione accesa all’interno della sede municipale, con insulti e minacce rivolti al sindaco e ad alcuni consiglieri e assessori.
«Ricostruiamo un attimo la vicenda con gli ultimi sviluppi e poi faremo delle considerazioni di carattere complessivo», dice Marrazzo, introducendo quella che presenta come una ricostruzione politica dell’accaduto. Secondo la versione esposta dal consigliere, la discussione avrebbe coinvolto inizialmente un familiare della vicesindaca Giulia Attianese e un componente dell’amministrazione, per poi proseguire con il coinvolgimento del sindaco. Marrazzo parla di «insulti, non possiamo dire reciproci perché unilaterali da parte appunto dei familiari della Vicesindaco Attianese».
Si tratta, precisa il consigliere, di una ricostruzione riferita agli episodi da lui discussi pubblicamente e sulla quale attribuisce precise responsabilità agli autori delle contestate espressioni. La vicenda, sempre secondo Marrazzo, avrebbe assunto particolare rilevanza anche per il luogo e per il contesto nel quale si sarebbe verificata: la sede comunale, in piena mattinata e mentre era in corso una celebrazione matrimoniale. «La vicenda proprio perché si è svolta all’interno della sede comunale, in piena mattinata, con un matrimonio che si stava celebrando, ha avuto una vasta eco», sostiene il consigliere.
Dimissioni della vicesindaco e riunione di maggioranza
Il passaggio successivo della ricostruzione riguarda la posizione assunta da Giulia Attianese, che, secondo quanto riferito da Marrazzo, avrebbe presentato le proprie dimissioni dall’incarico di vicesindaco dopo le polemiche esplose anche sui social. Il consigliere definisce le scuse contenute nel messaggio della vicesindaca come «molto, molto larvate» e sostiene che, a suo giudizio, non vi sarebbero state successivamente scuse private da parte della stessa vicesindaca o dei soggetti indicati come autori degli insulti nei confronti degli amministratori coinvolti. «La vicesindaca rassegna le dimissioni», ricostruisce Marrazzo, sottolineando poi la successiva presa di posizione del sindaco Antonio La Mura. A questo punto, nella ricostruzione del consigliere, entra in scena la maggioranza. Marrazzo riferisce di una prima riunione richiesta da alcuni consiglieri, alla quale la vicesindaca non avrebbe partecipato e che sarebbe stata successivamente rinviata. Nella riunione successiva, secondo quanto racconta il consigliere, sarebbe emersa una decisione destinata a incidere direttamente sulla crisi politica: le dimissioni di Giulia Attianese sarebbero state respinte.
«La prima cosa è che le dimissioni del Vicesindaco vengono respinte», afferma Marrazzo, interpretando la scelta come una precisa decisione politica della maggioranza. Il secondo tema, nella sua ricostruzione, riguarda invece l’assegnazione di una struttura comunale per una determinata fascia oraria a una società collegata ai familiari della vicesindaca. Su questo punto, Marrazzo sostiene che non sarebbe stata assunta una decisione definitiva. «L’altro argomento sollecitato, e cioè la revoca dell’assegnazione della struttura per quella fascia oraria alla società legata appunto ai familiari del sindaco, su questo non c’è stato ancora nulla di definitivo, si è demandato ad atti successivi», afferma il consigliere. È proprio questa differenza di trattamento tra i due aspetti che, secondo Marrazzo, rappresenterebbe il nodo politico della vicenda: da una parte la questione relativa alle dimissioni della vicesindaca, dall’altra quella amministrativa legata all’assegnazione della struttura.
“Le dimissioni respinte, l’altra questione rinviata”
Nella parte più politica del suo intervento, Roberto Marrazzo sostiene che la maggioranza avrebbe avuto davanti due questioni da affrontare contestualmente. La prima, quella politica, rappresentata dalle dimissioni della vicesindaca; la seconda, quella amministrativa, relativa all’assegnazione della struttura. «Sul piatto della bilancia avevano messo due aspetti: uno erano le dimissioni della vicesindaca, perché non nascondiamoci, la questione è di natura politica; l’altro era la revoca di questa assegnazione», afferma.
Secondo Marrazzo, però, le due questioni non avrebbero avuto lo stesso esito. «Avevano due questioni che andavano risolte contestualmente. Invece il sindaco ha risolto la questione politica non accettando le dimissioni dell’Attianese, anzi rafforzando la propria posizione, blindandola».
Diverso, sempre secondo il consigliere, sarebbe stato l’iter relativo all’assegnazione della struttura. «Non si è parlato, se non in termini generali, dell’altra questione, che è stata rinviata», sostiene, ipotizzando che il procedimento possa proseguire attraverso «un atto di indirizzo ai funzionari, magari l’avvio del procedimento amministrativo». Marrazzo interpreta questo passaggio come un possibile rinvio destinato a far scendere la tensione. «Insomma, tutto per far decantare la situazione, diciamo, dei sussulti che ci saranno magari quando il tempo sarà scaduto», afferma.
Il consigliere entra quindi nel merito del comportamento della maggioranza e formula una valutazione politica particolarmente netta: «I consiglieri di maggioranza e assessori che si sono occupati di questa vicenda si sono mostrati, per certi versi, teneri e assolutamente inesperti della cosa politica, della cosa pubblica».
La conclusione del ragionamento di Marrazzo sposta però il centro della questione dal rapporto tra singoli amministratori alla dimensione istituzionale dell’episodio: «La verità è che questa vicenda incresciosa riguardava non solo le persone, l’assessore Abbagnara, il consigliere Persico, il sindaco, perché gli amministratori, quando sono nell’esercizio delle loro funzioni, a maggior ragione nella sede comunale, la questione non può essere derubricata come questione personale. È tutt’altro, perché loro rappresentano in quel momento le istituzioni», sostiene.
Da qui l’affondo. Per il consigliere di Coraggio Sant’Egidio, la gestione successiva dell’accaduto avrebbe finito per ridimensionare una vicenda che, proprio per il luogo nel quale si sarebbe verificata e per il coinvolgimento di rappresentanti dell’amministrazione, avrebbe richiesto una risposta politica e istituzionale più netta. «Chiudere una vicenda del genere, ripeto, ci sarà magari qualche sussulto fuori tempo massimo, significa che l’istituzione è stata mortificata, umiliata e vilipesa. E questo è il dramma, perché anche fuori paese si è parlato di questa vicenda», conclude Marrazzo.
E la sua ultima considerazione è altrettanto esplicita: «Chiudere questa vicenda in maniera così neutra, quasi indolore, è un’offesa all’istituzione».
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