Dopo l’ennesimo allagamento in località Avagliana, scintille tra Eugenio Lato e il sindaco Scoppa: Dino Trignano si scusa e invoca il dialogo.
Un dramma in due atti sulle rive del Rio
L’assurda battaglia sul fiume. Il Rio Sguazzatorio, piccolo affluente dell’Alveo Comune Nocerino che poi diventa il Fiume Sarno, è diventato nel tempo consolidato terreno di scontro politico. Le ripetute esondazioni e gli allagamenti sono un’abitudine da oltre trent’anni, e forse più, che periodicamente tornano a interessare la politica locale. A ogni temporale si consuma un dramma in due atti: la rabbia e l’impotenza di fronte a uno scempio sfuggito di mano, affogato nella melma degli scarichi abusivi proliferati su un suolo tanto fertile quanto inquinato. Il cieco permissivismo di lustri e una politica “baraccona” hanno completato la malsana opera.
Scintille ad Avagliana
Anche ieri, sulle rive del Rio, in diretta sul Canale di Francesco Emilio Borrelli, è andato in scena un altro pietoso spettacolo fatto di politici e di gente che lavora per portare qualche spicciolo a casa in tempi di dorata crisi. Nella località allagata di Avagliana non sono mancate le scintille tra l’eccentrico Eugenio Lato e il sindaco di Angri, Alfonso Scoppa, giunto sul posto per sincerarsi del dramma che la zona vive da anni. La discussione, accesa, non è piaciuta agli attivisti del movimento, che hanno preso le distanze da Lato. A farsi carico del distinguo è stato Dino Trignano, presidente di Fronte Civile, con una nota social.
Le parole di Trignano
Trignano parte dalla storia dell’associazione: “Da anni assistiamo allo scempio causato dagli sversamenti nel rio e all’incapacità del depuratore di trattenere le acque piovane”. Cita poi le oltre 33 PEC di denuncia inviate alla Regione e auspica che la presenza dell’onorevole Borrelli porti “il giusto rumore” sul problema. Qui c’è la parte più solida dell’intervento: un’azione documentata, che dà peso alla denuncia ben più di un’ora di diretta social. Il passaggio centrale è la dissociazione dai “metodi e dal linguaggio” usati da Lato, che avrebbe inveito contro il sindaco. Trignano rivendica il dialogo civile come marchio di Fronte Civile e condanna “urla, offese e bestemmie”. Il suo è un equilibrio non facile: comprende l’esasperazione dell’“amico Eugenio”, ma ne rifiuta il metodo. È una presa di posizione netta, che prova a separare la legittima rabbia dei cittadini dalla sua espressione più sguaiata.
Trignano chiude con le scuse pubbliche al sindaco e la disponibilità a un tavolo di confronto. Un gesto di stile, che ora attende una risposta politica. Cercando di andare ben oltre le denunce, dirette e scuse, cercando, con difficoltà, una soluzione al Rio Sguazzatorio.













