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	<title>isole di calore &#8211; Sestante.tv</title>
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		<title>Avellino, un Piano del Verde per affrontare la sfida climatica</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/07/avellino-un-piano-del-verde-per-affrontare-la-sfida-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[sestante redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Avellino punta sul Piano del Verde per affrontare il cambiamento climatico, valorizzare le aree naturali e migliorare la resilienza urbana.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong data-start="4552" data-end="4583">Piano del Verde di Avellino</strong>, adottato nel 2023, punta a trasformare il patrimonio naturale cittadino in una vera infrastruttura ecologica.</p>
<h3 data-section-id="1g4ttyw" data-start="344" data-end="415"><span role="text"><strong data-start="348" data-end="415">Una strategia per trasformare il verde in infrastruttura urbana</strong></span></h3>
<p data-start="417" data-end="845">L’<strong data-start="419" data-end="456">adattamento climatico delle città</strong> non può più essere sottovalutato e per <a href="https://sestante.tv/?s=Avellino"><strong data-start="491" data-end="503">Avellino</strong> </a>rappresenta una delle principali sfide che l’amministrazione comunale dovrà affrontare nei prossimi anni. In questo scenario assume particolare importanza il <strong data-start="662" data-end="681">Piano del Verde</strong>, strumento di pianificazione urbanistica del quale il capoluogo irpino si è dotato nel 2023, diventando il primo capoluogo di provincia della <strong data-start="824" data-end="836">Campania</strong> a farlo. Il documento, redatto dall’architetto <strong data-start="885" data-end="902">Luca Battista</strong>, dall’agronomo <strong data-start="918" data-end="939">Maurizio Petrillo</strong> e dallo staff interdisciplinare del Comune, fotografa il patrimonio naturale della città e indica una strategia per la sua tutela e valorizzazione. Sono stati censiti circa <strong data-start="1113" data-end="1129">8.700 alberi</strong> e oltre <strong data-start="1138" data-end="1189">1,2 milioni di metri quadrati di verde pubblico</strong>. Un patrimonio che inserisce <strong data-start="1219" data-end="1231">Avellino</strong> all’interno di una più ampia rete ecologica, collegata ai parchi regionali del <strong data-start="1311" data-end="1323">Partenio</strong> e dei <strong data-start="1330" data-end="1343">Picentini</strong>, ai siti di <strong data-start="1356" data-end="1372">Pietra Maula</strong> e dei <strong data-start="1379" data-end="1397">Monti di Lauro</strong>, oltre che al sistema fluviale del <strong data-start="1433" data-end="1443">Sabato</strong>.</p>
<p data-start="1446" data-end="1876">Il Piano, come scrive <strong>&#8220;Il Mattino&#8221;</strong>, non considera più il verde soltanto come elemento ornamentale o spazio destinato al tempo libero, ma come una vera <strong data-start="1570" data-end="1605">infrastruttura ecologica urbana</strong>. La cosiddetta <strong>“foresta urbana”</strong> diventa quindi parte integrante della strategia di sviluppo della città, con un regolamento che stabilisce criteri per tutela, manutenzione e fruizione del verde pubblico e privato, oltre agli indirizzi per la realizzazione di nuove aree.</p>
<h3 data-section-id="cj3arv" data-start="1878" data-end="1931"><span role="text"><strong data-start="1882" data-end="1931">Parchi, suoli permeabili e corridoi ecologici</strong></span></h3>
<p data-start="1933" data-end="2279">Tra gli obiettivi di medio e lungo periodo figura la costruzione di un sistema interurbano di <strong data-start="2027" data-end="2069">parchi fluviali di interesse regionale</strong>, con il <strong data-start="2078" data-end="2117">Parco intercomunale del Fenestrelle</strong> collegato ai sistemi idrografici del <strong data-start="2155" data-end="2172">San Francesco</strong> e del <strong data-start="2179" data-end="2194">Rio Vergine</strong>, agli ambiti rurali e forestali del <strong data-start="2231" data-end="2250">Bosco dei Preti</strong> e fino al <strong data-start="2261" data-end="2278">Monte Faliesi</strong>. Il patrimonio verde cittadino è articolato in numerose categorie: arredo urbano, verde attrezzato e di vicinato, parchi urbani, giardini storici e scolastici, aree sportive, verde stradale, aree agricole, orti botanici e urbani, oltre alle aree archeologiche e a quelle derivanti dai comparti urbanistici. Una fotografia complessa che il Piano prova a trasformare in una strategia organica. Tra le azioni previste ci sono la realizzazione di <strong data-start="2724" data-end="2745">boschi produttivi</strong>, capaci di contribuire anche all’economia circolare, la <strong data-start="2802" data-end="2834">demineralizzazione dei suoli</strong> e la creazione di superfici permeabili. Questi interventi possono contribuire a contrastare le <strong data-start="2930" data-end="2949">isole di calore</strong>, con una riduzione delle temperature nelle aree circostanti stimata tra due e quattro gradi, e a favorire il corretto deflusso delle acque, riducendo il rischio di allagamenti. Un ruolo centrale viene inoltre assegnato ai <strong data-start="3172" data-end="3194">corridoi ecologici</strong>, necessari per collegare aree verdi e agricole e favorire la biodiversità.</p>
<h3 data-section-id="px19he" data-start="3271" data-end="3331"><span role="text"><strong data-start="3275" data-end="3331">Dal piano alla realtà: la sfida dell’amministrazione</strong></span></h3>
<p data-start="3333" data-end="3684">Il vero banco di prova sarà ora trasformare il Piano del Verde da documento di programmazione a <strong data-start="3429" data-end="3452">strumento operativo</strong>. Le indicazioni contenute nel progetto dovranno diventare una traccia concreta per ogni futuro intervento pubblico, dalla progettazione degli spazi urbani alla gestione delle alberature, fino alla realizzazione di nuove aree verdi.</p>
<p data-start="3686" data-end="4156">Si tratta di un progetto ambizioso che, al momento, resta prevalentemente sulla carta. L’amministrazione <strong data-start="3791" data-end="3800">Pizza</strong> sarà chiamata a renderlo operativo, integrandone gli obiettivi nelle proprie scelte urbanistiche. Perché in una città chiamata a confrontarsi con temperature sempre più elevate, consumo di suolo e rischio idrogeologico, il verde non può più essere considerato un semplice elemento decorativo: diventa una componente essenziale della <strong data-start="4134" data-end="4155">resilienza urbana</strong>.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/03/angri-fiume-sarno-limpegno-di-scoppa-per-i-lavori-per-la-sicurezza-idraulica/">Angri. Fiume Sarno. L’impegno di Scoppa per i lavori per la sicurezza idraulica</a></p>
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		<title>Angri, più verde per la tutela del territorio</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/06/angri-piu-verde-per-la-tutela-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Verdoliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 18:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[agro nocerino sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[Angri, il consumo di suolo cresce e riduce il verde urbano: effetti su temperature, territorio e qualità della vita.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più verde e meno cemento per proteggere territorio, clima e salute dei cittadini</p>
<h3 data-section-id="1nov9pn" data-start="54" data-end="100"><span role="text"><strong data-start="58" data-end="100">Più verde per la tutela del territorio</strong></span></h3>
<p data-start="102" data-end="330"><strong data-start="102" data-end="112"><a href="https://sestante.tv/?s=Angri">Angri</a>.</strong> Più verde per la tutela del territorio. L’aumento di infrastrutture e aree impermeabilizzate per cementificazione a discapito di coperture naturali sta cambiando il territorio e la qualità della vita dei cittadini. Nonostante la copertura boschiva sul suolo italiano sia in progressiva ascesa, il fenomeno vede più criticità in gran parte dei centri urbani, dove la pressione sul verde di norma è più elevata, soprattutto per via del consumo di suolo.</p>
<p data-start="102" data-end="330">Le conseguenze di questo evento hanno un impatto sul territorio e inevitabilmente sulla vita dei cittadini, soprattutto se associato alla diminuzione di aree verdi, utili per la mitigazione delle “isole di calore”.</p>
<p>La scarsità di alberi e piante riduce l’ombra e l’effetto dell’evapotraspirazione, un meccanismo di rinfrescamento naturale proprio dei vegetali. Anche la geometria urbana incide sull’effetto isola di calore; gli edifici alti e vicini impediscono il corretto flusso del vento intrappolando il calore, evidente in zone come <strong data-start="1107" data-end="1130">Via Nuova Cotoniere</strong>, <strong data-start="1132" data-end="1147">Via Giudici</strong> e <strong data-start="1150" data-end="1166">Via Ardinghi</strong>.</p>
<h3 data-section-id="1udoqnb" data-start="1169" data-end="1215"><span role="text"><strong data-start="1173" data-end="1215">Consumo di suolo e confronto nell’Agro</strong></span></h3>
<p data-start="1217" data-end="1587">Secondo i dati <strong data-start="1232" data-end="1241">ISPRA</strong> riportati dalla <strong data-start="1258" data-end="1278">Regione Campania</strong>, nel 2023 il consumo di suolo nel Comune di <strong data-start="1323" data-end="1332">Angri</strong> ha visto un aumento complessivo del 42,47%. In altri comuni dell’<strong data-start="1398" data-end="1415">agro-nocerino</strong> la percentuale è quasi sovrapponibile, con un 43,10% nel Comune di <strong data-start="1483" data-end="1494">Scafati</strong> e 42,44% per il Comune di <strong data-start="1521" data-end="1531">Pagani</strong>. Meglio <strong data-start="1540" data-end="1560">Nocera Inferiore</strong> con un aumento del 34,26%.</p>
<p data-start="1589" data-end="1848">Il fenomeno di copertura e <strong data-start="1616" data-end="1636">consumo di suolo</strong> è fortemente associato allo sviluppo economico-urbano. La crescita del paese è necessaria, ma bisogna decidere come impostarla per non sacrificare la <strong data-start="1787" data-end="1802">vegetazione</strong> e di conseguenza la <strong data-start="1823" data-end="1847">salute dei cittadini</strong>.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/02/fiume-sarno-tutto-scorre-ma-la-puzza-permane/">Fiume Sarno: “tutto scorre ma la puzza permane”</a></p>
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