A Palazzo Sant’Agostino voto di secondo livello per scegliere il nuovo presidente della Provincia di Salerno
Fine della fase straordinaria
La Provincia di Salerno si appresta a tornare alla sua fase ordinaria, chiudendo la seconda gestione straordinaria che ha visto Giovanni Guzzo ricoprire per mesi il ruolo di presidente facente funzioni, a seguito della decadenza di Vincenzo Napoli. Una fase di transizione che ha accompagnato l’ente in un momento delicato, in attesa del ritorno alla piena operatività politica e amministrativa.
Lunedì, a Palazzo Sant’Agostino, seggi aperti dalle 8 alle 20 per scegliere il nuovo presidente che guiderà l’ente per i prossimi due anni. Si tratta di un passaggio importante per ridare stabilità alla governance provinciale e imprimere una nuova direzione all’azione amministrativa.
La sfida tra Parente e Aliberti
In campo ci sono Geppino Parente, sindaco di Bellosguardo ed espressione del Partito Democratico, e Pasquale Aliberti, primo cittadino di Scafati e capogruppo in Consiglio provinciale per Forza Italia, Noi Moderati e Lega. Due candidati che rappresentano schieramenti ben distinti e che, nelle ultime settimane, hanno intensificato il confronto politico sul territorio. In queste ore decisive, i due aspiranti presidenti sono impegnati in una campagna elettorale di secondo livello: al voto, infatti, andranno esclusivamente sindaci e consiglieri comunali della provincia, secondo il meccanismo previsto dalla legge Delrio. Un’elezione che si gioca nei rapporti tra amministratori locali, alleanze e dinamiche interne ai consigli comunali.
Equilibri politici e dinamiche locali
Se da un lato Parente lavora per consolidare il consenso del centrosinistra, dall’altro Aliberti punta ad ampliare il proprio bacino elettorale, cercando di intercettare quanti più amministratori possibile e riuscendo, in alcuni casi, a ottenere sostegni anche in aree tradizionalmente vicine al centrosinistra. È il caso di Franco Di Biasi, presidente del Consiglio comunale di Agropoli, che nei giorni scorsi si è fatto fotografare con dirigenti di Forza Italia, confermando il proprio sostegno a Aliberti dopo lo strappo con la maggioranza guidata dal sindaco Mutalipassi. Un segnale politico che conferma quanto la partita resti aperta e indecisa fino all’ultimo voto.
Il peso delle assenze nel voto
Da martedì, per Palazzo Sant’Agostino, si aprirà una nuova fase amministrativa. Questa elezione si presenta anomala anche per un altro motivo: sono due i grandi comuni della provincia che non potranno partecipare alla competizione elettorale. Si tratta di Salerno, attualmente commissariato dopo le dimissioni di Vincenzo Napoli, e di Pagani, recentemente sciolto per infiltrazioni mafiose. L’assenza di queste due realtà, soprattutto per il peso demografico e politico che rappresentano, incide in maniera significativa sugli equilibri complessivi del voto. Con Salerno e Pagani fuori dai giochi, entrambe le coalizioni perdono un bacino di consenso rilevante. In particolare pesa l’assenza del capoluogo, i cui voti, in termini ponderati, avrebbero potuto orientare in maniera decisiva l’esito della competizione.
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