Il Comune di Santa Maria la Carità è citato in giudizio dopo la revoca del project financing per il completamento del cimitero comunale. La richiesta sfiora i 5 milioni di euro.
Il contenzioso approda in tribunale
Il completamento del cimitero comunale di Santa Maria la Carità finisce nelle aule giudiziarie come riportato da “Metropolis”. Dopo la risoluzione del contratto disposta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giosuè D’Amora, il soggetto concessionario ha avviato un’azione civile davanti al Tribunale di Torre Annunziata, chiedendo il riconoscimento di somme che, tra importi richiesti, interessi e rivalutazioni, sfiorano i 5 milioni di euro. La vicenda rappresenta uno dei contenziosi più rilevanti degli ultimi anni per il Comune e potrebbe incidere significativamente sulle finanze dell’Ente qualora le richieste dovessero essere accolte, anche solo in parte.
I lavori si sono fermati nel 2023
L’origine della controversia risale al 2023, quando il cantiere destinato al completamento del terzo e quarto lotto del nuovo cimitero comunale venne interrotto. Secondo la ricostruzione emersa dagli atti, il blocco sarebbe stato determinato dal forte incremento dei costi delle materie prime registrato dopo la pandemia e aggravato dalla crisi energetica conseguente al conflitto tra Russia e Ucraina. Nei mesi successivi si sarebbero susseguiti confronti tra le parti per valutare un possibile riequilibrio economico dell’intervento, senza però raggiungere un’intesa. Da qui la decisione del Comune di procedere alla risoluzione del rapporto contrattuale.
La richiesta economica
Con l’azione giudiziaria il concessionario sostiene di aver sostenuto costi e realizzato opere che non sarebbero state integralmente riconosciute dall’Amministrazione comunale. La domanda proposta al Tribunale comprende il pagamento delle somme ritenute ancora dovute per l’esecuzione dell’opera, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria. Tra le richieste figura anche un risarcimento per il cosiddetto danno curriculare, ossia il presunto pregiudizio all’immagine professionale e alle future opportunità lavorative derivante dalla vicenda contrattuale.
Chiesta anche una consulenza tecnica
Nel procedimento è stata inoltre avanzata la richiesta di nominare un consulente tecnico d’ufficio affinché venga verificata la congruità delle somme rivendicate e la correttezza della contabilità dei lavori. In via subordinata viene richiesto anche un eventuale indennizzo per il presunto arricchimento conseguito dal Comune attraverso le opere già eseguite.
Una vicenda ancora tutta da definire
Sarà ora il Tribunale a valutare la fondatezza delle rispettive posizioni e a stabilire se sussistano i presupposti per riconoscere, in tutto o in parte, le pretese economiche avanzate. Nel frattempo resta aperta una vicenda che, oltre agli aspetti giuridici, riporta al centro il tema delle opere pubbliche incompiute e delle difficoltà che molti interventi finanziati attraverso il project financing hanno incontrato negli ultimi anni a causa dell’aumento dei costi di realizzazione. L’esito del giudizio sarà determinante non solo per il completamento futuro del cimitero comunale, ma anche per i possibili riflessi sul bilancio dell’Ente.
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