Il partito contesta le ricostruzioni dell’ex sindaco Francesco Squillante e ricostruisce l’origine degli interventi. Buonaiuto e Agovino: «Gli atti parlano chiaro, le opere appartengono alla città».
Le opere e la cronologia degli interventi
Forza Italia entra nel dibattito sulle opere pubbliche di Sarno e contesta le recenti ricostruzioni dell’ex sindaco Francesco Squillante sulla presunta paternità politica del Piano approvato dalla Commissione straordinaria. Secondo la nota diffusa, il partito, la lettura degli atti amministrativi e dei finanziamenti restituisce una storia diversa. Diversi interventi erano già previsti nel Programma triennale approvato dalla precedente amministrazione nel novembre 2025, ma la loro origine risalirebbe a molto più avanti nel tempo. Tra gli esempi citati c’è il progetto esecutivo per il Monte Saretto, risalente al 2008 e finanziato per 2,7 milioni di euro. Per la scuola di Lavorate, invece, vengono richiamati gli atti regionali del 2016 e 2017, per un importo di 4,6 milioni.
Nella ricostruzione di Forza Italia rientrano anche la programmazione della Provinciale 74 Sarno-Striano e il finanziamento statale del 2023 per la strada Foresta-Castagnitiello, pari a 3,9 milioni di euro. Il punto sollevato dal partito è quindi preciso: inserire un’opera in un documento di programmazione non significa necessariamente averla ideata, progettata o finanziata.
Buonaiuto: «Sarno merita rispetto e verità»
Sulla vicenda interviene Aniello Buonaiuto, dirigente regionale di Forza Italia, che chiede di riportare il confronto sui documenti e sulla cronologia degli interventi. «Dopo mesi difficili, Sarno merita rispetto e verità», dice Buonaiuto. «I cittadini hanno diritto ai fatti e non a una continua e ingiustificata corsa per intestarsi meriti e opere pubbliche la cui origine risale a molti anni prima». Il dirigente azzurro distingue quindi tra programmazione e paternità politica.
«Inserire un intervento in un Piano triennale non significa averlo ideato, progettato o finanziato. La Commissione straordinaria ha svolto un atto dovuto per non disperdere risorse economiche fondamentali ed evitare danni alla comunità, ma proseguire un’opera già avviata non equivale affatto a riconoscerne una paternità politica». Buonaiuto critica infine l’utilizzo politico della continuità amministrativa. «Trasformare la normale continuità amministrativa in una bandiera da esibire rischia solo di prendere in giro una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo».
Agovino: «Una rottura netta con il passato»
Sulla stessa linea resta Giuseppe Agovino, vice coordinatore provinciale di Forza Italia, che concentra la propria analisi sulle scelte compiute dalla gestione commissariale sul piano organizzativo e amministrativo. «Altro che semplice continuità politica: gli atti amministrativi parlano chiaro e mostrano una Commissione che, da un lato, salvaguarda gli interventi utili al territorio e, dall’altro, interviene con decisione sull’assetto burocratico e sui meccanismi di controllo secondo proprie valutazioni autonome», afferma Agovino.
Il riferimento è alle modifiche introdotte nella struttura comunale, dalla riorganizzazione dell’ufficio tecnico al supporto per le procedure di gara. «La riorganizzazione dell’ufficio tecnico comunale, il supporto ai responsabili unici dei procedimenti per le gare d’appalto e il riassetto degli organi interni di verifica – intervenuto laddove figuravano profili incompatibili emersi nell’ambito dello scioglimento – testimoniano una rottura netta con il passato».
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«Le opere pubbliche appartengono a Sarno»
Per Agovino, dunque, il tema non può essere ricondotto alla semplice rivendicazione dei risultati amministrativi. «Le opere pubbliche non appartengono a chi per ultimo le inserisce in un documento programmatico. Le opere pubbliche appartengono a Sarno e a tutti i suoi cittadini».Il confronto politico resta quindi aperto sulla ricostruzione della storia amministrativa degli interventi. Da una parte la rivendicazione della continuità con quanto già programmato, dall’altra la sottolineatura delle scelte compiute dalla Commissione straordinaria durante la gestione commissariale. Al centro restano gli atti, i finanziamenti e la cronologia delle opere.













