Recuperare la struttura per finalità sanitarie e sociosanitarie prima di ipotizzarne la vendita. È questa, in sintesi, la posizione che emerge dagli interventi dei sindaci di Maiori e Atrani, Gianpiero Romano e Michele Siravo, sulla vicenda del complesso San Michele di Pogerola, struttura sanitaria realizzata ma mai entrata effettivamente in funzione.
Il destino dell’immobile, di proprietà pubblica e inserito nel territorio comunale di Amalfi, torna dunque al centro del dibattito in Costiera Amalfitana, mentre l’iter per una possibile alienazione non è ancora concluso.
Maiori: prima di tutto una verifica sull’interesse pubblico
Il sindaco di Maiori Gianpiero Romano, medico, propone di avviare un’istruttoria condivisa che coinvolga ASL Salerno, Regione Campania e Comuni della Costiera, partendo dal Comune di Amalfi.
L’obiettivo è fare chiarezza sulle reali condizioni del complesso, valutando eventuali interventi necessari per il recupero, i relativi costi, le esigenze sanitarie e sociosanitarie del territorio e le possibili forme di finanziamento.
Secondo la proposta di Maiori, la questione potrebbe essere portata anche all’attenzione del Comitato dei Sindaci del Distretto 63 e degli altri organismi istituzionali competenti.
Romano insiste inoltre sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra le amministrazioni della Costa d’Amalfi attraverso una vera e propria Conferenza dei Sindaci.
Il Comune di Maiori si dice disponibile a confrontarsi sul disciplinare già proposto da Atrani e a lavorare alla definizione di una convenzione tra i Comuni, ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico degli enti locali. L’obiettivo sarebbe creare uno strumento stabile, con regole condivise e precise modalità di rappresentanza.
«Il disciplinare è il primo passo di un percorso non più rinviabile», sottolinea Romano, secondo cui occorre arrivare a una convenzione tra i Comuni e avviare con la Regione il percorso per il riconoscimento della Conferenza come interlocutore stabile della programmazione territoriale.
Per il sindaco di Maiori, infatti, la Costiera dovrebbe dotarsi di uno strumento istituzionale capace di affrontare in maniera unitaria le questioni che superano i confini dei singoli Comuni.
Il San Michele: conservazione e riutilizzo prima della vendita
Sul futuro dell’ex struttura sanitaria, la linea indicata da Maiori parte da una domanda precisa: esiste ancora un interesse pubblico alla conservazione e al riutilizzo del complesso?
La risposta dovrebbe arrivare attraverso una verifica concreta delle esigenze del territorio e delle possibilità di recupero dell’immobile.
Solo qualora un utilizzo pubblico risultasse concretamente impraticabile, secondo la proposta di Romano, si potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi della vendita.
Anche in questo caso, però, Maiori propone una preventiva ricognizione dell’interesse da parte degli enti pubblici e dei Comuni della Costiera, con particolare attenzione al Comune di Amalfi.
In caso di alienazione, viene inoltre ipotizzata la possibilità di riconoscere una priorità ai Comuni costieri, singolarmente oppure in forma associata, alle medesime condizioni economiche previste dalla procedura.
Il Comune richiama infine una disposizione della legge regionale n. 32 del 1994, secondo cui le risorse derivanti dalla vendita dei beni delle aziende sanitarie devono essere destinate a nuovi investimenti coerenti con la programmazione regionale.
Da qui la richiesta che, qualora il San Michele venisse effettivamente venduto, le risorse possano essere reinvestite proprio in Costa d’Amalfi, attraverso interventi nel comparto sanitario e sociosanitario, con procedure pubbliche e adeguata rendicontazione.
«Prima la verifica dell’interesse pubblico, poi la priorità ai Comuni del territorio e, soltanto come ultima possibilità, la vendita», ribadisce Romano. «In ogni caso, il valore del San Michele dovrà restare al servizio della Costiera».
Atrani punta su una RSA e sui servizi sociali
Sulla stessa vicenda interviene anche il sindaco di Atrani Michele Siravo, pur sottolineando che il complesso ricade nel territorio di Amalfi.
Per Siravo, prima che l’ASL Salerno completi l’iter autorizzativo per la possibile vendita presso la Regione Campania, è necessario prendere in considerazione soluzioni alternative che permettano di mantenere il patrimonio al servizio della comunità.
Tra le ipotesi indicate dal primo cittadino di Atrani c’è soprattutto quella di realizzare una RSA per la Costiera Amalfitana, destinata all’assistenza e alla cura della popolazione anziana.
«Quello che sento più spesso dai cittadini, parlando di San Michele di Pogerola, è il bisogno di una RSA, di una struttura dedicata alla cura e all’assistenza degli anziani della Costiera», spiega Siravo, indicando nella struttura una possibile risposta a un’esigenza concreta del territorio.
Un presidio per i servizi sociosanitari
Accanto alla RSA, il sindaco di Atrani propone di valutare anche la presenza di un presidio fisico dedicato ai servizi sociali della Costiera Amalfitana.
Il riferimento è all’ASCCCA, l’Azienda Speciale Consortile Cava-Costa d’Amalfi, che gestisce servizi sociosanitari anche per l’ambito della Costiera e che attualmente ha la propria sede amministrativa a Cava de’ Tirreni.
Siravo ricorda che Atrani non ha ratificato l’adesione all’attuale modello dell’azienda consortile, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento su alcuni aspetti della gestione.
La proposta, tuttavia, viene presentata come indipendente dall’eventuale ente che in futuro dovesse occuparsi dei servizi: portare una presenza fisica nella zona di Pogerola significherebbe, secondo il sindaco, avvicinare i servizi ai cittadini della Costiera e consentire una conoscenza più diretta delle necessità sociali del territorio.
Il confronto sul futuro del San Michele si allarga così a una riflessione più ampia sul modello di assistenza sanitaria e sociosanitaria della Costa d’Amalfi. Per i sindaci intervenuti, la priorità resta quella di capire se una struttura pubblica mai entrata in funzione possa essere recuperata e trasformata in una risorsa concreta per il territorio, prima di procedere verso una sua eventuale alienazione.













