spot_img
spot_img
spot_img

Leggi anche

Altro ancora

Angri, comitati elettorali e apnea amministrativa in città

La proliferazione dei comitati elettorali riaccende il dibattito sulla qualità della politica locale e sulla visione amministrativa

La proliferazione dei comitati elettorali riaccende il dibattito sulla qualità della politica locale e sulla visione amministrativa

Un clima sospeso tra attese e promesse

Angri. Il momento dell’apnea amministrativa in città. Spuntano come funghi comitati elettorali nelle più svariate zone del paese, all’interno di superfici vuote che dovrebbero raccogliere il disagio e il sentimento di contrarietà di molti cittadini, che vivono da lustri una scarsa connessione con il palazzo comunale. Un esercito di volenterosi si propone di risolvere problemi che restano gli stessi da decenni. C’è da capire con quali competenze, soprattutto con quale visione programmatica e con quale gestione dei processi amministrativi intendano arrivare a una conclusione e magari ridare alla città quel senso di normalità che ormai manca da troppo tempo.

Dai luoghi della militanza ai comitati temporanei

Il comitato elettorale di solito serve per fare “caciara”, scambiarsi qualche battuta e magari consumare qualche pasticcino dall’improvvisato buffet. I comitati elettorali hanno surrogano, per un breve lasso di tempo, quelli che una volta erano le sedi dei partiti, dove si alzava la serranda e si faceva militanza continua, si formavano giovani consiglieri comunali, anche provinciali e regionali, e talvolta emergevano figure che arrivavano fino al Parlamento. Alla base c’erano principi ideologici ma anche una visione concreta del “sistema paese” nella sua vera accezione; oggi è tutto diventato più liquido, scorrendo veloce: si promette, si sovrappone, si fanno promesse che poi, con alta probabilità, non saranno mantenute.

Una città vissuta a intermittenza

È difficile comprendere i meccanismi, le dinamiche, ma soprattutto è difficile vivere la città se la si frequenta solo per un breve lasso di tempo. Fa specie vedere i bar affollati di persone che poi tornano nei propri spazi ristretti, riprendendo la vita quotidiana e smettendo di percepire quello che è il reale bisogno di chi vive la città, il paese e i quartieri tutto l’anno, per decenni, lamentando disservizi e mancati interventi dell’amministrazione. Tirando il fiato, resta la speranza che i prossimi potrebbero essere migliori.

Crisi industriale e smarrimento del lavoro: un Paese in bilico

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
spot_imgspot_img
Luciano Verdoliva
Luciano Verdoliva
Luciano Verdoliva

Articoli popolari