La seconda edizione del San Valentino Jazz Festival si chiude tra musica, pubblico e grandi artisti, confermando la crescita di una rassegna ormai punto di riferimento culturale.
Una grande chiusura
Il San Valentino Jazz Festival chiude la sua seconda edizione lasciando dietro di sé soprattutto la sensazione di aver costruito qualcosa che va oltre il semplice evento. Un percorso culturale che, attraverso il jazz e le sue contaminazioni, sta conquistando uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama delle iniziative del territorio.
Stefano Di Battista chiude il Festival sotto la pioggia
Il sipario sulla seconda edizione è calato con un protagonista d’eccezione: Stefano Di Battista, chiamato a interpretare La dolce vita di Nino Rota per il gran finale della manifestazione.
Una serata che avrebbe potuto essere condizionata dalla pioggia e che, invece, ha restituito una delle immagini più significative dell’intero Festival: il pubblico è rimasto fino all’ultima nota, scegliendo di non abbandonare il proprio posto e di vivere sino in fondo la magia della serata conclusiva. Un segnale importante per una manifestazione che punta sulla qualità musicale e sulla capacità di creare un rapporto autentico tra artisti e spettatori.
Mario Rosini emoziona Palazzo Formosa
Prima del gran finale, la seconda serata aveva regalato un’altra grande performance con Mario Rosini, protagonista di uno spettacolo che ha letteralmente emozionato il pubblico di Palazzo Formosa.
Al suo fianco un quartetto di musicisti di assoluto livello, composto da Elio Coppola alla batteria, Giuseppe Venezia al basso e Attilio Troiano al sax. Un concerto intenso, costruito sulla qualità degli interpreti e sulla capacità di Rosini di coinvolgere il pubblico, confermando la cifra artistica di una rassegna che ha fatto della musica dal vivo il proprio elemento distintivo.
La prima serata tra Napoli e Cuba
Il viaggio musicale era iniziato con una prima serata che aveva già fatto registrare grande partecipazione e consenso.
A guidare la serata è stato il maestro Giovanni Franza, protagonista di una vera e propria reunion di grandi musicisti capeggiati da Giovanni Imparato, per uno spettacolo dal titolo Napoli Cuba Solo Andata.
Un progetto musicale capace di mettere in dialogo culture e tradizioni differenti, creando una contaminazione sonora che ha incontrato il gradimento del pubblico arrivato a San Valentino Torio anche da altre località.
Non solo concerti: spazio anche alla formazione
Uno degli elementi che hanno caratterizzato questa seconda edizione è stata anche la volontà di non limitare il Festival alle sole serate musicali. Il programma ha infatti previsto manifestazioni collaterali e momenti di formazione, tra cui la master class organizzata nelle ore pomeridiane delle giornate dedicate agli eventi.
Un aspetto particolarmente significativo perché contribuisce a trasformare la rassegna in un appuntamento culturale più articolato: non soltanto spettacolo e intrattenimento, ma anche occasione di incontro, approfondimento e crescita musicale.
Strianese: “Un Festival che cresce”
Al termine della manifestazione, il sindaco Strianese ha voluto complimentarsi con la direttrice artistica Angela D’Ammora, sottolineando il valore del lavoro svolto per questa seconda edizione.
Un riconoscimento che riguarda non soltanto la qualità degli artisti coinvolti, ma anche la costruzione di un programma capace di affiancare ai concerti iniziative collaterali e momenti dedicati alla formazione.
Ed è proprio la direzione artistica di Angela D’Ammora ad aver rappresentato uno degli elementi caratterizzanti di questa seconda edizione: una proposta che ha messo insieme nomi importanti del panorama musicale, generi e linguaggi differenti, senza rinunciare alla qualità.
Un Festival che lascia il segno
Dalla contaminazione di Napoli Cuba Solo Andata alla voce e all’interpretazione di Mario Rosini, fino alla chiusura affidata a Stefano Di Battista sulle note di Nino Rota, il Festival ha costruito un racconto musicale articolato e di livello.
Ma forse il dato più significativo resta quello del pubblico.
Tanta partecipazione, spettatori arrivati da diverse località e, soprattutto, la capacità di restare fino all’ultima nota nonostante la pioggia raccontano meglio di qualsiasi numero il rapporto che la manifestazione è riuscita a creare con il proprio pubblico.
La seconda edizione del San Valentino Jazz Festival si chiude dunque con un bilancio positivo e con una certezza: la rassegna ha tutte le caratteristiche per continuare a crescere, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più interessanti del territorio. E, come spesso accade con la buona musica, il sipario è sceso soltanto sul palco. Il Festival, nelle emozioni lasciate al pubblico, continua a suonare.
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