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Ischia, sospetta frode sui fondi del terremoto: sequestrati 356mila euro

Due indagati per presunta indebita percezione di fondi pubblici e falsità ideologica. Gli accertamenti riguardano le perizie sui danni a un edificio colpito dal sisma del 2017.

A Lacco Ameno un finanziamento pubblico da 618mila euro è al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza. Intanto, a Casamicciola, partono i progetti per abitazioni e scuola.

Ischia, sospetta frode sui fondi post sisma: sequestrati oltre 356mila euro

La ricostruzione di Ischia prova a ripartire, ma sul percorso verso la rinascita dell’isola si apre un nuovo fronte giudiziario. A Lacco Ameno, un finanziamento pubblico da 618mila euro, destinato alla riparazione di un immobile danneggiato dal terremoto del 2017, è finito al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza, culminata nel sequestro preventivo di oltre 356mila euro.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, riguarda la proprietaria dell’immobile e un tecnico, entrambi indagati per le ipotesi di indebita percezione di erogazioni pubbliche e falsità ideologica. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.

Il finanziamento da 618mila euro e il sequestro preventivo

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la struttura commissariale aveva riconosciuto un contributo complessivo di 618mila euro per gli interventi di riparazione di un complesso immobiliare storico di Lacco Ameno, utilizzato in parte come abitazione privata e in parte per attività ricettiva. Del finanziamento, 347.592 euro sarebbero già stati erogati. Gli accertamenti condotti dai finanzieri della Compagnia di Ischia, coordinati dal capitano Giovanni Maria De Giorgio, avrebbero però evidenziato presunte anomalie nella documentazione tecnica presentata per ottenere il contributo. Il sequestro preventivo di oltre 356mila euro rappresenta un passaggio rilevante nell’indagine sui finanziamenti pubblici destinati alla ricostruzione post-sisma sull’isola.

Le due perizie al centro dell’inchiesta

Il punto centrale dell’indagine riguarda la presunta discrepanza tra due valutazioni tecniche sulle condizioni dell’edificio danneggiato dal terremoto del 21 agosto 2017. Dopo il sisma era stato disposto lo sgombero dell’intero fabbricato. Nel 2018, tuttavia, una perizia aveva certificato l’abitabilità di sette delle dieci unità immobiliari, determinando la revoca parziale del provvedimento di sgombero.

Nel 2020, al momento della richiesta del contributo per la ricostruzione, il professionista incaricato avrebbe invece redatto una nuova perizia attestando danni estesi all’intero complesso immobiliare. Secondo l’ipotesi investigativa, questa seconda valutazione avrebbe consentito di includere nella domanda di finanziamento una superficie più ampia, incidendo sull’importo del contributo riconosciuto.

È proprio la differenza tra le due perizie a essere sottoposta a verifica. Saranno gli ulteriori accertamenti e le successive fasi giudiziarie a chiarire la fondatezza delle contestazioni.

Casamicciola, la ricostruzione passa da case e scuola

Ischia. Mentre a Lacco Ameno prosegue l’inchiesta sui fondi pubblici, a Casamicciola Terme prendono forma due interventi destinati a incidere sul futuro urbanistico e sociale del comune, duramente colpito dal terremoto del 2017 e dalla frana del 2022. Al posto dell’istituto Ibsen, dichiarato inagibile dopo il sisma e attualmente interessato dalla demolizione, è previsto un complesso residenziale composto da 42 appartamenti. Gli alloggi saranno destinati alle famiglie che non possono rientrare nelle abitazioni originarie.

Il secondo progetto riguarda lo storico Pio Monte della Misericordia, edificio ottocentesco abbandonato da decenni che dovrebbe essere recuperato e trasformato in una nuova scuola. La struttura è destinata a ospitare aule, laboratori, palestre e spazi di aggregazione.

Ricostruzione e controlli sui fondi pubblici

Le due vicende raccontano aspetti diversi della stessa emergenza: da un lato la necessità di restituire abitazioni, servizi e luoghi di comunità alle popolazioni colpite dalle calamità; dall’altro l’esigenza di garantire trasparenza e controlli rigorosi nell’impiego delle risorse pubbliche. L’inchiesta di Lacco Ameno dovrà accertare se le presunte irregolarità nella documentazione abbiano effettivamente determinato un’indebita concessione di fondi. Nel frattempo, i progetti di Casamicciola indicano una strada concreta per la ricostruzione, che resta legata non soltanto alla realizzazione delle opere, ma anche alla capacità di restituire sicurezza e prospettive ai cittadini.

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