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Cava de’ Tirreni, il 6 agosto in Consiglio Comunale chiarezza su Fariello

Consiglio Comunale convocato il 6 agosto per decidere sulla posizione della consigliera Sara Fariello.

La difesa di Fariello punta sul comando extra-comunale, ma Cava Sia e il Pd sollevano dubbi e criticità.

Consiglio Comunale convocato per il 6 agosto

Sarà giovedì la giornata chiave per chiarire definitivamente la posizione della consigliera Sara Fariello. È stato infatti convocato per il pomeriggio del 6 agosto il Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni, con all’ordine del giorno soltanto questo argomento, che ormai da settimane continua a tenere banco nella vita politico-amministrativa cavese. Così come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), con la contestazione delle cause di ineleggibilità e incompatibilità avviata lo scorso 10 luglio, Sara Fariello nei giorni scorsi ha presentato le proprie osservazioni difensive a Palazzo di Città, corredate da due pareri legali degli avvocati Francesco Fasolino e Marcello Feola.

La linea difensiva: il comando esclude l’ineleggibilità

La questione ruota intorno al fatto che Sara Fariello è dipendente del Comune di Cava de’ Tirreni, ma si trova in posizione di comando dal gennaio 2023, prima presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e attualmente presso il Commissariato Straordinario per la ricostruzione post terremoto di Ischia. La linea difensiva si fonda sull’assunto secondo cui, non prestando più servizio negli uffici comunali metelliani da oltre tre anni, la consigliera non avrebbe potuto in alcun modo influenzare gli elettori cavesi, facendo così venir meno la causa di ineleggibilità prevista dal Tuel, che si paleserebbe soltanto in caso di decadenza del comando e ritorno in servizio al Comune.

Le obiezioni di Cava Sia e le questioni sollevate dal Pd

In vista del Consiglio di giovedì, il movimento civico Cava Sia ha già esaminato con i propri consulenti legali le controdeduzioni presentate dalla consigliera, giudicandole insufficienti a chiarire la vicenda. Secondo il movimento, l’art. 60, comma 1, n. 7 del Tuel individua come non eleggibili i dipendenti del Comune senza distinguere tra chi opera negli uffici, chi è comandato altrove o chi non ha rapporti con il pubblico, ritenendo che la sola permanenza del rapporto di lavoro con l’ente sia sufficiente a integrare la causa di ineleggibilità, e contestando l’equiparazione tra comando e aspettativa non retribuita sostenuta dalla difesa. La consigliera comunale del Pd, Lorena Iuliano, ha invece puntato l’attenzione sulla mancata messa a disposizione, da parte della Commissione Controllo e Garanzia riunitasi il 30 luglio, degli atti pervenuti nella mattinata del 29 luglio dalla stessa Fariello. Ora la parola finale spetterà al Consiglio Comunale.

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