Il sindaco di Scafati annuncia il ricorso alla Procura e contesta il sopralluogo del deputato sul fiume: «Voglio sapere cosa ha trovato e quali scarichi ha individuato»
SCAFATI – Il caso Sarno continua ad alimentare lo scontro politico. Dopo il sopralluogo effettuato da Francesco Emilio Borrelli a bordo di un ontro lungo il fiume e alcuni dei suoi affluenti, il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti ha affidato a una lunga diretta Facebook la propria replica alle accuse ricevute.
Un intervento dai toni duri, nel quale il primo cittadino ha contestato sia il metodo utilizzato dal parlamentare sia alcune dichiarazioni che, secondo Aliberti, avrebbero superato il limite della critica politica.
«Mi ha avvicinato alla camorra»
Il sindaco ha sostenuto di essere stato accusato da Borrelli di avere rapporti con ambienti camorristici e con imprenditori responsabili dell’inquinamento del Sarno.
Accuse che Aliberti respinge categoricamente e per le quali ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla magistratura.
«Ci vedremo in Procura», ha dichiarato durante la diretta, spiegando di voler tutelare la propria persona e, allo stesso tempo, chiedere che vengano chiarite le affermazioni pronunciate nei suoi confronti.
Il sindaco ha inoltre ricordato la vicenda giudiziaria che lo ha riguardato, sottolineando di essere stato assolto nel procedimento per voto di scambio politico-mafioso. L’assoluzione è stata poi confermata in via definitiva dalla Corte d’Appello di Salerno.
La contestazione sul sopralluogo
Al centro della replica c’è però soprattutto il sopralluogo di Borrelli.
Aliberti ha contestato il fatto che il parlamentare abbia navigato anche in zone diverse dal territorio di Scafati, individuando alcuni scarichi e segnalando la presenza di cattivi odori e possibili criticità.
La domanda del sindaco è diretta: gli scarichi osservati erano abusivi oppure autorizzati?
Secondo Aliberti, infatti, nel sistema del Sarno convivono scarichi censiti e autorizzati, scarichi non autorizzati e situazioni nelle quali aziende formalmente autorizzate potrebbero comunque non rispettare le condizioni previste.
«Voglio capire quali scarichi siano effettivamente abusivi rispetto a quelli censiti e autorizzati», è in sostanza la richiesta avanzata dal primo cittadino.
«La puzza di Scafati non nasce solo a Scafati»
Aliberti ha poi ribadito un concetto già espresso in altre occasioni: il problema ambientale che interessa Scafati avrebbe una dimensione territoriale molto più ampia.
Il sindaco ha indicato il sistema degli affluenti e dei canali come uno degli elementi da analizzare, ricordando in particolare il Rio Sguazzatorio, la Cavaiola, la Solofrana e gli altri corsi d’acqua che confluiscono nel sistema del Sarno.
«La puzza e il tanfo non è un problema scafatese, ma è un problema che si riversa su Scafati», ha sostenuto.
Una posizione che porta Aliberti a chiedere un’azione coordinata tra i diversi Comuni e gli enti che hanno competenze sul bacino.
La rete fognaria e il dragaggio
Nel corso della diretta il sindaco ha rivendicato anche le iniziative portate avanti dall’amministrazione sul fronte della rete fognaria e della manutenzione dei corsi d’acqua.
Aliberti ha ricordato il progetto di completamento della rete fognaria e ha sottolineato il proprio impegno per ottenere finanziamenti destinati alle opere.
Un altro passaggio riguarda il dragaggio del Sarno. Il primo cittadino ha sostenuto di essersi battuto già negli anni passati per un intervento più ampio sul fiume e sui suoi affluenti.
Il tema è tornato recentemente al centro del confronto istituzionale: durante la missione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico in Campania, la delegazione aveva visitato anche Scafati e i lavori di dragaggio del Rio Sguazzatorio.
«Il Comune controlla le aziende»
Aliberti ha respinto anche l’idea che l’amministrazione comunale non stia effettuando controlli.
Nel corso della diretta ha spiegato che il Comune interviene attraverso la Polizia Municipale e l’ufficio Ambiente, anche con il supporto di consulenti tecnici, e ha sostenuto che siano state effettuate verifiche sulle attività industriali presenti sul territorio.
Il sindaco ha però precisato che esistono competenze differenti tra Comune, Regione, ARPAC, Ente Idrico Campano e gli altri soggetti coinvolti nella gestione e nel controllo del sistema idrico.
Da qui la sua critica a Borrelli: secondo Aliberti, prima di attribuire responsabilità sarebbe necessario verificare chi abbia autorizzato uno scarico, se l’autorizzazione sia valida e se l’azienda stia rispettando le condizioni previste.
Il riferimento al depuratore di Angri
Un altro tema affrontato riguarda il depuratore di Angri.
Aliberti ha sostenuto che non sarebbe sufficiente controllare esclusivamente l’acqua in uscita dall’impianto, ma che occorrerebbe risalire alla fonte degli eventuali problemi, verificando direttamente le aziende che conferiscono i propri reflui.
Il sindaco ha quindi rilanciato la necessità di controlli mirati sulle industrie conserviere, soprattutto durante il periodo della lavorazione del pomodoro.
«I delinquenti non sono tutti gli industriali conservieri», ha affermato, precisando che eventuali responsabilità dovrebbero essere individuate attraverso verifiche puntuali e non sulla base di generalizzazioni.
Il caso Raffaele Vaccaro
Durante la diretta Aliberti ha poi chiamato in causa Raffaele Vaccaro, presente a bordo dell’imbarcazione insieme a Borrelli.
Il sindaco ha spiegato che Vaccaro sarebbe consulente di una società che collabora anche con il Comune di Scafati nelle attività di verifica presso le aziende.
Per Aliberti, dunque, la sua presenza sul posto avrebbe potuto fornire a Borrelli elementi utili per conoscere l’attività di controllo svolta dall’amministrazione.
Il sindaco ha quindi rivolto una domanda al parlamentare: se davvero il Comune di Scafati non effettuasse controlli, perché il professionista che collabora con l’amministrazione non avrebbe fornito questa informazione?
La richiesta alla Regione
Al di là dello scontro personale, Aliberti ha ribadito che il nodo principale resta quello degli interventi sul Sarno.
Il sindaco ha chiesto un coinvolgimento concreto della Regione Campania e degli enti sovracomunali, sostenendo che il Comune non possa risolvere autonomamente un problema che coinvolge un intero bacino idrografico.
La richiesta è quella di arrivare a un tavolo tecnico e a un’azione coordinata che permetta di individuare gli scarichi irregolari, verificare quelli autorizzati e stabilire responsabilità e interventi.
«Non basta vedere che il fiume puzza»
È questo, in definitiva, il punto sul quale Aliberti concentra la propria replica.
Per il sindaco, il sopralluogo sul fiume può essere utile per accendere i riflettori sul problema, ma deve essere seguito da verifiche tecniche e atti ufficiali.
«Si è segnato qual è lo scarico?», ha chiesto polemicamente Aliberti durante la diretta, sottolineando la necessità di trasformare quanto osservato sul posto in una documentazione precisa.
E proprio qui arriva l’affondo finale: Borrelli, secondo il sindaco, dovrebbe utilizzare il proprio ruolo istituzionale per portare le eventuali irregolarità davanti agli organi competenti.
Altrimenti, è la conclusione di Aliberti, il rischio è che l’intervento sul Sarno rimanga soltanto un’iniziativa mediatica, mentre a Scafati continuino a restare «la puzza e la melma».













