Dopo dieci anni alla guida del Terzo Circolo, la preside lascia il testimone e va a dirigere il Liceo Caro di Sarno
Dieci anni, una scuola cambiata
“Noi non lo nominiamo mai il buio, le cose invisibili ce le indichiamo o ce le passiamo con lo sguardo”, scrive Anna Mallamo. E le cose invisibili albergano anche nei sentimenti, per poi materializzarsi con intensità nel momento dei saluti. Un giro di parole, forse un po’ lungo, ma dovuto e necessario, per raccontare il congedo di Patrizia Del Barone dalla sua scuola.
Dieci anni non sono pochi. Bastano per crescere un paio di generazioni di bambini, per vedere aule vuote riempirsi e poi svuotarsi ancora. Patrizia Del Barone lascia oggi la Direzione Didattica del 3° Circolo di Angri, l’istituto che ha guidato dal 1° settembre 2016. Dal 1991, anno di nascita del Circolo, nessuno era rimasto alla guida così a lungo. Cosa resta, dopo un decennio del genere? Non solo edifici rimessi a nuovo o laboratori tecnologici finanziati con fondi europei. Rimane un metodo, che la stessa dirigente riassume così: “il confronto al silenzio, la chiarezza all’ambiguità , la ricerca delle soluzioni alla lamentela”. E chiude il pensiero con una parola d’ordine che, a suo dire, ha guidato ogni scelta: “Migliorare sempre”, antica e polare.
Un’eredità che parte da lontano
Per capire cosa lascia Del Barone, bisogna fare un passo indietro, fino al 1991. Fu allora che il 3° Circolo di Angri fu istituito per volontà del suo primo dirigente, Giovanni Guastatore, istrionico personaggio dalla sterminata cultura, oggi compianto, considerato da molti l’antesignano di quella scuola. Erano gli anni in cui il Circolo, con il crescere delle iscrizioni e delle sedi, arrivò quasi a sembrare una piccola città scolastica a sé stante: un microcosmo con le sue regole, i suoi riti, i suoi tempi lenti da fine secolo. Un’epoca prima di internet nelle aule, prima dei registri elettronici, quando la scuola si reggeva soprattutto sulla presenza fisica e sulla parola data. C’era tutto un mondo intorno. Dal giardino mitologico al capolavoro di fantasia impastato al cemento, progettato dal direttore Guastatore e realizzato con paziente sudore dal compianto Franco La Valle.
Trent’anni dopo, con Del Barone alla guida, quella stessa scuola è passata attraverso la rivoluzione digitale — piattaforme online, laboratori multimediali, progetti europei — senza però perdere quello che i vecchi maestri avrebbero chiamato “il cuore” dell’istituto. Non è un dettaglio da poco, in un Paese dove spesso l’innovazione tecnologica finisce per spazzare via ciò che c’era prima invece di dialogarci.
Pandemia, trasferimenti, un istituto da difendere
Non è stato un percorso lineare. La pandemia ha imposto scelte rapide e improvvisate, come ovunque. Questi upgrade. Poi c’è stata la battaglia, lunga e defatigante, per il trasferimento degli uffici di direzione e segreteria. Infine, il momento più delicato: difendere l’identità del Circolo, quando si temeva un vero e proprio smembramento dell’istituto. Del Barone lo racconta senza troppa retorica, con una convinzione che ripete quasi come un mantra: “il cambiamento non dovesse essere subito, ma governato, affinché ciò che era stato realizzato non andasse disperso”. Una frase che potrebbe essere quasi di default, finché non si pensa a quante scuole italiane finiscono travolte proprio perché nessuno l’applica sul serio, ma che ha la sua potenza nelle parole della professoressa che non ha mai amato la ribalta per mettersi in mostra.
Un grazie a chi resta, e un liceo che aspetta
Si leggono parole di gratitudine per i suoi collaboratori sinceri e vissuti. A tutti va un riconoscimento sintetico ma netto: persone di spessore, capaci di ascolto e di mediazione. Pesano anche i nomi in questo saluto, e il fatto che vengano citati uno per uno dice qualcosa su come è stata gestita la scuola in questi anni: più gruppo che gerarchia, a quanto pare. Nel corso della sua permanenza al 3° Circolo di Angri, del resto, Del Barone ha dimostrato attitudini, spiccate capacità relazionali e una solida competenza organizzativa, doti che tornano puntualmente nei racconti di chi ha lavorato con intensità al suo fianco.
Dal 1° settembre 2026 la dirigente guiderà il Liceo Statale “T. L. Caro” di Sarno. Cambia l’ordine scolastico, cambia la città , persino la fascia d’età degli studenti: dai bambini della primaria agli adolescenti del liceo, il salto non è corto. Resta, dice lei, lo stesso entusiasmo di sempre.
Invece il neonato Istituto Comprensivo “Galvani – Angri Terzo” raccoglierà ora l’eredità del Circolo fondato dal Professore Guastatore e ottimizzato e portato avanti per un decennio da Del Barone. Due dirigenti, due epoche diverse, la stessa scuola. Resta da capire se il nuovo Istituto riuscirà a tenerne vivo lo spirito — quello delle origini e quello più recente, digitale ma non snaturato — o se sarà solo un cambio di sigla sulla porta d’ingresso e magari si potesse aggiungere Guastatore a Galvani. Suonerebbe meglio anche nei freddi elenchi del MIM.
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