Nuova ordinanza per la chiusura del tratto interessato dal cantiere della rete fognaria. Il consigliere di Scafati Arancione punta il dito contro ritardi, viabilità e tutela delle attività commerciali.
A Scafati il calendario dei lavori pubblici sembra avere ormai una caratteristica precisa: le date vengono continuamente aggiornate, i cantieri restano e a pagare il conto del disagio e dell’improvvisazione sono commercianti, residenti e automobilisti. Da queste considerazioni la nuova dura presa di posizione di Francesco Carotenuto, consigliere comunale di Scafati Arancione, dopo la pubblicazione dell’ordinanza numero 176 che dispone la chiusura totale di un tratto di via Alcide De Gasperi dal 25 agosto al 18 settembre 2026. Il motivo è il completamento della nuova rete fognaria. Un’opera che, sottolinea Carotenuto, è necessaria. Ma proprio per questo, sostiene il consigliere, dovrebbe essere accompagnata da una gestione altrettanto seria e puntuale del cantiere.
“I lavori sono necessari. L’improvvisazione no”
“I lavori sono necessari. L’improvvisazione no. E a pagare non possono essere sempre commercianti e cittadini”, esordisce Carotenuto per contestare la gestione dell’intervento. Il consigliere ricorda come una precedente ordinanza indicasse una conclusione dei lavori entro l’inizio di agosto, mentre la nuova disposizione porta la chiusura fino al 18 settembre. “Il problema non sono i lavori. I lavori sono necessari e devono essere fatti. Il problema è come questa Amministrazione li sta gestendo”, afferma. Il nuovo termine, secondo quanti dichiarato da Carotenuto, significa ulteriori settimane di chiusura e di difficoltà per chi vive e lavora nella zona.
“Altri giorni di chiusura. Altri disagi. Altri danni per i commercianti. Altri problemi per i residenti. Altro traffico riversato sulle strade circostanti”, incalza il consigliere, aggiungendo un elemento che considera particolarmente critico: la scadenza del 18 settembre arriva praticamente a ridosso della riapertura delle scuole, quando la viabilità cittadina è destinata a tornare sotto pressione.
La domanda sui controlli
La questione della contestazione non è dunque l’utilità dell’opera, ma la capacità dell’Amministrazione di governarne tempi e conseguenze. “La domanda, allora, è molto semplice: chi sta controllando realmente l’andamento di questi lavori?”, chiede Carotenuto. Una domanda che il consigliere accompagna a una critica più generale sul modo di comunicare e amministrare della maggioranza.
“Perché amministrare una città non significa pubblicare video su Facebook, tagliare nastri o trasformare ogni intervento pubblico in uno spettacolo social. Governare significa programmare. Coordinare. Vigilare. Pretendere il rispetto dei tempi. Prevedere i problemi prima che esplodano”, sostiene. Per Carotenuto, la nuova ordinanza sarebbe la dimostrazione di una gestione che procede più per correzioni successive che attraverso una programmazione preventiva. Il tono dell’intervento quindi diventa particolarmente duro.
“Non si può gestire una città navigando a vista, emanando ordinanze una dopo l’altra e facendo ricadere le conseguenze di ritardi e mancanza di programmazione sempre sulle stesse persone”, accusa.
Il conto dei ritardi per i commercianti
Nel mirino finiscono soprattutto le attività commerciali di via De Gasperi e delle zone interessate dal cantiere. “I commercianti di via De Gasperi e delle zone interessate stanno pagando un prezzo altissimo. Parliamo di persone che ogni mattina alzano una serranda, pagano dipendenti, tasse, utenze e fornitori e che meritano almeno di sapere con certezza quando potranno tornare a lavorare in condizioni normali”, sottolinea il consigliere.
Poi arriva la considerazione più ovvia che si chaideno tutti, destinata probabilmente a diventare il punto politico centrale della polemica: “Prima inizio agosto. Adesso 18 settembre. E dopo?” Carotenuto mette quindi in discussione anche la certezza dell’ultima scadenza indicata nell’ordinanza.“Alla luce di quanto accaduto fino ad oggi, è più che legittimo chiedersi se anche la data del 18 settembre sarà realmente rispettata”, afferma.
“Scafati ha bisogno della rete fognaria, ma anche di programmazione”
La posizione di Scafati Arancione viene quindi ricondotta dal consigliere a una distinzione precisa: nessuna contestazione all’opera pubblica, ma una critica alla sua gestione. “Noi non contestiamo le opere. Contestiamo un’Amministrazione che dovrebbe governare i lavori e che invece sembra limitarsi a rincorrerli”, sostiene Carotenuto aggiungendo: “Scafati ha bisogno della rete fognaria, certamente. Ma ha bisogno anche di un’Amministrazione capace di controllare i cantieri, tutelare commercianti e residenti, organizzare la viabilità e pretendere il rispetto dei cronoprogrammi.”
La stoccata finale è ancora più netta: “Perché i lavori pubblici non sono uno show da raccontare sui social. Sono una cosa seria. E una città seria: si governa con programmazione e responsabilità, non con video, propaganda e improvvisazione.”
La domanda del 18 settembre
Il consigliere chiude chiedendo all’Amministrazione una risposta precisa sulla nuova data di conclusione dei lavori: “Adesso l’Amministrazione dica chiaramente alla città: il 18 settembre via De Gasperi sarà realmente riaperta oppure dobbiamo prepararci all’ennesima proroga?”. Una richiesta rivolta soprattutto a chi, quotidianamente, subisce gli effetti del cantiere. “Commercianti, residenti e cittadini meritano una risposta”, dice Cartotenuto.
Poi l’affondo conclusivo, volutamente provocatorio: “Se la smetteste di fare le imbecillità sui social e vi impegnaste più per la città, sarebbe cosa gradita.” Una frase che alza ulteriormente il livello dello scontro politico e sposta il confronto dal semplice cronoprogramma dei lavori alla più ampia questione del metodo di governo della città. Adesso, però, la questione è molto concreta: il 18 settembre sarà davvero la data della riapertura di via De Gasperi?
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