La questione della rumorosità delle attività industriali torna al centro del confronto politico e amministrativo a Sant’Egidio del Monte Albino, con particolare riferimento a via della Rinascita e alle aree immediatamente limitrofe. Una vicenda che coinvolge da tempo alcuni residenti, i quali lamentano disagi legati al rumore prodotto dalle attività industriali e che ora torna all’attenzione dopo le verifiche trasmesse al Comune.
A intervenire è Roberto Marrazzo, consigliere comunale di Coraggio Sant’Egidio, che contesta l’impostazione delle verifiche effettuate e invita l’amministrazione comunale a non considerare definitivamente chiusa la questione sulla base della documentazione prodotta. Il punto centrale della sua posizione è netto: rispettare i parametri indicati da una relazione tecnica non significa necessariamente aver risolto il problema percepito dai cittadini, soprattutto quando le rilevazioni vengono effettuate senza un contraddittorio con i residenti interessati.
La richiesta del 30 luglio e la risposta del Comune
Marrazzo ricostruisce innanzitutto l’origine della vicenda. Il consigliere aveva presentato il 30 luglio 2026 una richiesta affinché il Comune effettuasse verifiche sulla rumorosità lamentata da numerosi cittadini di via della Rinascita e delle zone circostanti. A seguito di un ulteriore sollecito del 26 agosto, l’amministrazione avrebbe quindi dato riscontro alla richiesta, facendo riferimento alla documentazione tecnica prodotta nell’ambito degli accertamenti. Secondo quanto riferisce Marrazzo, il risultato delle verifiche sarebbe stato sostanzialmente rassicurante: i parametri previsti sarebbero stati rispettati.
Ed è proprio su questo punto che il consigliere concentra le proprie perplessità. “Ho avuto occasione di leggere il post del sindaco che ha dato riscontro alla mia richiesta del 30 luglio 2026, con la quale chiedevo che il Comune facesse delle verifiche riguardo alle lamentele di tanti cittadini di via della Rinascita e delle zone limitrofe sulla rumorosità dell’attività industriale della Torrente”, dice nel suo intervento settimanale.
Marrazzo osserva però che la conclusione secondo cui “tutti i parametri sono stati rispettati” rischia di chiudere troppo rapidamente una questione che, dal punto di vista dei residenti, resta aperta. “Insomma, va tutto bene. Se queste fossero le premesse, la conclusione sarebbe che i cittadini che si sono lamentati e che continuano a lamentarsi non sarebbero altro che dei visionari acustici”, sottolinea. Una definizione volutamente ironica, quella utilizzata dal consigliere, per sottolineare una contraddizione: da una parte ci sono le misurazioni tecniche che certificano il rispetto dei limiti, dall’altra ci sono persone che continuano a denunciare concretamente il problema.
“La documentazione è una sorta di autocertificazione”
Marrazzo resta molto critico riguardo la metodologia delle rilevazioni. Il consigliere non mette in discussione la professionalità dei tecnici che hanno effettuato gli accertamenti, ma contesta il fatto che le misurazioni siano state commissionate direttamente dall’azienda interessata. “La documentazione presentata è una sorta di autocertificazione. In sostanza, alcuni professionisti incaricati e pagati dalla Torrente hanno effettuato questi rilievi e hanno tratto le loro conclusioni”, evidenzia. Marrazzo precisa di non avere alcun motivo per dubitare della professionalità dei tecnici incaricati. Il problema, secondo la sua impostazione, sarebbe piuttosto l’assenza di un contraddittorio e di una verifica indipendente da parte di un soggetto terzo. “Non ho alcun motivo per mettere in dubbio la loro professionalità. Ma hanno effettuato questi rilievi senza alcun contraddittorio” chiosa. Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione: se esiste una controversia tra cittadini e attività produttiva in relazione alla rumorosità, sarebbe opportuno che le verifiche fossero condotte con modalità tali da garantire terzietà, trasparenza e piena attendibilità dell’accertamento.
Il precedente del Consiglio di Stato
A sostegno della propria posizione, Marrazzo richiama una pronuncia del Consiglio di Stato. Il riferimento indicato dal consigliere è alla sentenza n. 1244/2025, pubblicata il 14 febbraio 2025. È un riferimento che, nel ragionamento politico del consigliere, assume rilievo soprattutto per il tema delle modalità con cui devono essere effettuati gli accertamenti quando vi sia un contenzioso o una contrapposizione tra cittadini e attività produttive. Marrazzo sostiene infatti che, in situazioni di questo tipo, l’accertamento della rumorosità dovrebbe essere effettuato senza preavvisare l’azienda interessata, perché un intervento preventivo potrebbe consentire modifiche temporanee alle modalità di funzionamento degli impianti o delle lavorazioni, alterando le condizioni nelle quali il fenomeno viene normalmente percepito. Il tema, dunque, non è soltanto quanto rumore venga registrato, ma anche come, quando e dove venga misurato.
Il nodo dei fonometri nelle abitazioni
Ed è proprio questo il secondo elemento sollevato dal consigliere. Secondo Marrazzo, per verificare concretamente le segnalazioni dei residenti, non sarebbe sufficiente limitarsi a rilevazioni effettuate genericamente nell’area industriale, ma occorrerebbe verificare ciò che accade nelle abitazioni direttamente interessate dal fenomeno acustico.“Questi rilievi avrebbero dovuto essere effettuati presso le abitazioni interessate dal rumore, con dei fonometri posti all’interno delle abitazioni o immediatamente all’esterno, per verificare la fondatezza di quanto affermato dai cittadini” puntualizza.
È una distinzione importante anche sul piano della percezione del problema: il rumore prodotto da un’attività industriale non viene infatti lamentato in astratto, ma per gli effetti che produce nei luoghi in cui vivono le persone. Per questo, secondo Marrazzo, l’indagine dovrebbe essere costruita in modo da mettere in relazione la sorgente sonora con il reale impatto sulle abitazioni e sulla vita quotidiana dei residenti.
Via della Rinascita, una strada già sotto pressione
Nell’intervento del consigliere c’è poi un ulteriore elemento che allarga la discussione. Marrazzo chiede al sindaco di prestare particolare attenzione alle condizioni di via della Rinascita, che descrive come una strada già sottoposta a una pressione significativa. “Il Comune ha un ruolo sempre centrale e deve prestare grande attenzione anche alle opere di risanamento acustico, soprattutto per via della Rinascita” chiarisce. Il consigliere definisce la strada una “strada disgraziata”, richiamando una serie di fattori che, a suo giudizio, contribuiscono a rendere particolarmente delicata la situazione: il traffico dei mezzi pesanti, il parcheggio degli stessi mezzi e le attività presenti nell’area. Il problema acustico, dunque, secondo questa lettura, non dovrebbe essere considerato esclusivamente come una questione legata a una singola sorgente sonora. La valutazione complessiva dovrebbe tenere conto anche del traffico pesante e delle altre condizioni ambientali e infrastrutturali che caratterizzano la zona.
Anche il campo sportivo entra nella discussione
Marrazzo richiama inoltre la situazione del campo sportivo, evidenziando il rapporto tra l’impianto e il contesto industriale in cui è inserito. Il consigliere ricorda di aver già affrontato in passato la questione in sede comunale e sottolinea come l’impianto rappresenti, a suo giudizio, un’opera importante per la comunità. Il tema assume quindi una particolare rilevanza perché, secondo Marrazzo, ci si trova di fronte a un’infrastruttura destinata alla collettività collocata in prossimità di attività produttive. “Il campo sportivo è un’opera molto bella, mi dicono tutti quanti, ma si trova di fronte ad aziende che lavorano in ferro” dice. Nel suo intervento il consigliere richiama anche la vicenda della cessione dell’area alla Torrente, indicando una cifra superiore a un milione di euro e chiedendo all’amministrazione di mantenere alta l’attenzione sull’intero contesto.
“La questione non è affatto chiusa”
Il punto politico dell’intervento di Marrazzo, alla fine, è proprio questo: la risposta tecnica fornita al Comune non dovrebbe essere considerata come la parola definitiva sulla questione. “Pur volendo apprezzare questo sforzo, questa questione aggiunge poco o nulla a una problematica che rimane invece sul tappeto, perché da parte dei cittadini ho sentito in questi giorni che permangono in tutta la loro problematicità queste questioni” ammonisce. Il consigliere riconosce dunque l’esistenza di un’attività di verifica, ma chiede che il Comune faccia un passo ulteriore.
Non basta, secondo Marrazzo, stabilire che una determinata misurazione rientra nei limiti: occorre verificare perché continuino ad arrivare segnalazioni, dove si manifesta il disagio e quali siano le effettive condizioni acustiche nelle abitazioni dei residenti. Ed è su questo terreno che il consigliere conclude il proprio intervento rivolgendosi direttamente al sindaco. “Chiedo al sindaco di prestare ancora attenzione alle lamentele dei cittadini, che sicuramente non sono dei visionari.”
Resta il nodo e capire se il Comune riterrà sufficiente la documentazione già acquisita oppure se deciderà di disporre nuove rilevazioni, questa volta capaci di rispondere anche alla domanda fondamentale dei cittadini: non soltanto se i limiti risultano rispettati sulla carta, ma quale sia concretamente l’impatto del rumore sulla vita quotidiana di chi abita in via della Rinascita e nelle zone limitrofe.
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