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Grand Hotel Salerno, conto da 8,5 milioni e chiusura contestata: il 30 settembre il verdetto del Tar

La vicenda ruota attorno alla decisione degli uffici comunali dello scorso 13 agosto, quando era stata disposta la sospensione dell'attività dell'albergo per 90 giorni.

Il Grand Hotel Salerno torna al centro di una delicata controversia giudiziaria. Il prossimo 30 settembre, davanti alla seconda sezione del Tar di Salerno, sarà discusso il ricorso presentato dalla Panoramica Immobiliare, società riconducibile alla famiglia Chechile, contro il Comune di Salerno.

La vicenda ruota attorno alla decisione degli uffici comunali dello scorso 13 agosto, quando era stata disposta la sospensione dell’attività dell’albergo per 90 giorni. Alla base del provvedimento c’è un debito tributario che ammonterebbe a circa 8,5 milioni di euro.

La chiusura era stata però sospesa in tempi rapidissimi dal presidente del Tar Salvatore Mezzacapo. Con un decreto cautelare arrivato poche ore dopo il provvedimento comunale, il magistrato aveva consentito alla struttura di tornare operativa.

La società contesta anche il piano per il debito

La Panoramica Immobiliare, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Lentini, non ha contestato esclusivamente la misura adottata dal Comune.

Nel ricorso viene infatti messo in discussione anche il rifiuto dell’amministrazione rispetto alla proposta avanzata dalla società per la definizione della posizione debitoria.

Sarà ora il collegio del Tar, nella camera di consiglio del 30 settembre, a esaminare la questione e a valutare il quadro cautelare alla luce delle contestazioni presentate dalla società.

Il caso approda anche in Consiglio comunale

Mentre sul fronte giudiziario si attende l’udienza, la vicenda continua a provocare tensioni anche sul piano politico.

Il sindaco Vincenzo De Luca ha convocato i capigruppo consiliari per discutere della situazione, dopo la richiesta sottoscritta da undici esponenti dell’opposizione per dedicare una seduta del Consiglio comunale esclusivamente al caso del Grand Hotel Salerno e alla questione dei suoli di Foce Irno.

Anche quest’ultimo tema è legato alla famiglia Chechile: i terreni sono stati infatti venduti all’asta dal Comune a una società riconducibile allo stesso gruppo imprenditoriale.

Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe quella di posticipare la seduta e ampliare gli argomenti da affrontare in aula. Una proposta che potrebbe però incontrare la netta opposizione delle minoranze.

Il presidente del Consiglio comunale Horace Di Carlo dovrà procedere alla convocazione dell’assise entro il 10 settembre. Resta quindi da definire la strategia della maggioranza in vista di un confronto destinato a intrecciarsi con l’udienza davanti al Tar.

Il 30 settembre rappresenterà dunque una data chiave per il futuro della struttura, con i giudici chiamati a esaminare il contenzioso tra la società proprietaria e l’amministrazione comunale.

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