Un mese di chiusura per l’aeroporto di Napoli Capodichino, che dal 1° al 30 novembre resterà fermo per consentire il rifacimento della pista. L’intervento sarà organizzato con un cronoprogramma particolarmente serrato e lavorazioni senza interruzioni, con l’obiettivo di riaprire lo scalo all’inizio di dicembre.
Le prenotazioni dei voli relative al periodo interessato risultano già non disponibili sui portali delle compagnie. Il rispetto dei tempi rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’operazione, anche alla luce dell’incognita legata alle condizioni meteorologiche, che potrebbero rallentare i lavori.
Lavori H24
Il cantiere sarà operativo 24 ore su 24. Oltre al rifacimento della pavimentazione della pista, sono previsti scavi e interventi sui sottoservizi.
Le compagnie aeree avrebbero chiesto garanzie sulla conclusione delle opere entro il termine stabilito, considerando anche il periodo dell’Immacolata, tradizionalmente caratterizzato da un aumento delle prenotazioni.
La chiusura di novembre non rappresenterà comunque la fine dell’intero piano di riqualificazione. Dopo la riapertura, altri interventi potranno infatti proseguire senza fermare l’operatività dello scalo.
Il futuro dello scalo
Parallelamente ai lavori sulla pista, si guarda anche al potenziamento dell’aeroporto attraverso il nuovo masterplan di Capodichino, la cui presentazione è prevista a Palazzo Santa Lucia.
Tra gli interventi figurano il completamento del piano superiore dell’area Arrivi, l’apertura del Terminal 2 e la realizzazione di nuovi stazionamenti green.
Ancora da definire, invece, l’eventuale acquisizione dell’area dell’Aeronautica Militare, per la quale non sarebbe ancora arrivato il via libera del Ministero.
Preoccupazione per i lavoratori
Lo stop interesserà inevitabilmente anche le numerose aziende che operano all’interno dell’aeroporto e il relativo personale.
Il tema degli ammortizzatori sociali sarà affrontato nel corso di un vertice previsto in settimana alla Prefettura di Napoli. Per alcune società potrebbero emergere difficoltà nell’accesso agli strumenti di sostegno, soprattutto qualora siano già stati utilizzati in passato.
Il nodo dei voli sanitari
Particolare attenzione sarà riservata ai voli sanitari urgenti, utilizzati anche per il trasporto di pazienti e organi.
Capodichino rappresenta infatti un punto di riferimento per diversi ospedali napoletani, tra cui Cardarelli, Monaldi, Cotugno, Santobono, Policlinico e Cto. Durante il mese di chiusura dovrà quindi essere individuata una soluzione che garantisca la continuità dei collegamenti per le emergenze e i trapianti.
Salerno, Roma e Bari
Per gestire il traffico passeggeri durante lo stop sono allo studio diversi aeroporti alternativi, tra cui Salerno-Pontecagnano, Roma e Bari.
Lo scalo salernitano presenta però limiti di capacità, mentre Roma e Bari sono più lontani da Napoli. Di conseguenza, sarà necessario predisporre anche un sistema di collegamenti terrestri.
Tra le ipotesi figurano navette dedicate, info-point all’esterno di Capodichino e taxi collettivi a tariffa fissa verso Salerno.
Resta infine sul tavolo l’ipotesi di Grazzanise, aeroporto più vicino a Napoli rispetto agli scali di Roma e Bari e sul quale sarebbe stato manifestato interesse da parte di Gesac.
Le prossime settimane saranno quindi decisive per definire l’organizzazione dello stop di novembre, con l’obiettivo di garantire il rispetto dei tempi del cantiere e, contemporaneamente, assicurare servizi e collegamenti alternativi a passeggeri, lavoratori e utenti dei voli sanitari.













