Sequestrati 6.885 finti e-bike cinesi venduti come biciclette elettriche: indagato imprenditore palermitano.
Maxi sequestro della Guardia di Finanza tra Sicilia e Calabria
Migliaia di motorini elettrici, importati dalla Cina e venduti illegalmente come biciclette a pedalata assistita, non conformi alle norme di sicurezza europee e italiane, sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo in esecuzione di un decreto emesso dal Gip di Palmi su richiesta della Procura calabrese. Nell’inchiesta risultano indagati, per frode in commercio e falso in atto pubblico, un imprenditore palermitano di 82 anni e una società. Il provvedimento è stato eseguito nei magazzini di grossisti e venditori al dettaglio in tutta Italia, con la collaborazione delle Fiamme Gialle di Calabria, Campania, Puglia, Lombardia, Sardegna e Toscana.
L’inchiesta sull’asse Sicilia-Calabria: da Gioia Tauro ai magazzini italiani
Le indagini sono state condotte sull’asse Sicilia-Calabria perché è a Palermo che ha sede la società importatrice, mentre è a Gioia Tauro che i veicoli elettrici arrivano dalla Cina, elemento che ha radicato la titolarità dell’inchiesta presso la Procura di Palmi. Nel decreto di sequestro, la Gip Jessica Dimartino ha motivato il provvedimento anche con il rischio per la salute e la sicurezza di chi utilizza un prodotto non conforme alle normative di settore. Le indagini, condotte dai finanzieri del Primo Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo con l’ausilio del Gruppo di Gioia Tauro, hanno riguardato l’82enne imprenditore palermitano e la documentazione presentata per attestare la presunta conformità ai requisiti di sicurezza delle e-bike importate.
Oltre 6.800 veicoli venduti dal 2023: un sistema di “certificazioni ingannevoli”
Secondo quanto ricostruito, la stessa documentazione sarebbe stata presentata in occasione dell’importazione, dal 2023 ad oggi, di almeno 6.885 veicoli, per un valore complessivo di mercato stimato in circa 5 milioni di euro. I successivi riscontri avrebbero fatto emergere un sistema di certificazioni ingannevoli, che secondo la Gip Dimartino “confonde anche il consumatore sulla reale natura del prodotto, bici o scooter elettrico”. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali violazioni al Codice del Consumo legate a pratiche commerciali scorrette o ingannevoli, anche sui siti internet e sui social network dei venditori. Le e-bike, note anche come Epac, sono per legge dotate di un motore ausiliario con potenza massima di 250 Watt, la cui alimentazione si interrompe o si riduce progressivamente quando il ciclista smette di pedalare o supera i 25 km/h, secondo quanto previsto dalla direttiva europea “Macchine”.













