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Scafati, Carotenuto critica il nuovo piano sanitario regionale

Per Francesco Carotenuto, il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno non risponde alle esigenze di Scafati e del suo comprensorio, soprattutto sul fronte dell’emergenza-urgenza.

Il consigliere comunale Francesco Carotenuto critica il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno e chiede un rafforzamento dei servizi dell’ospedale Mauro Scarlato

Scafati, Carotenuto: “La città merita molto di più”

«Scafati merita molto di più». È questo il punto di partenza della riflessione di Francesco Carotenuto, consigliere comunale di Scafati Arancione, dopo aver analizzato il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno. Al centro della sua presa di posizione c’è ancora una volta il futuro dell’ospedale Mauro Scarlato e, più in generale, la capacità della sanità pubblica di rispondere alle esigenze di una città che supera i 50mila abitanti e di un intero comprensorio. Carotenuto rivendica una posizione mantenuta nel tempo, indipendentemente dagli schieramenti politici che hanno governato la sanità campana, e concentra la sua critica soprattutto sul ridimensionamento dell’autonomia del presidio e sulla mancata risposta alle richieste di potenziamento dell’emergenza-urgenza.

Il nuovo Atto Aziendale e il Mauro Scarlato

Prima di entrare nel merito delle proprie contestazioni, il consigliere riconosce quanto previsto dal nuovo documento aziendale, che conferma il Presidio Ospedaliero Mauro Scarlato con pronto soccorso di base, indirizzo pneumologico e riabilitativo, 158 posti letto, Cardiologia collegata a Nocera, unità di raccolta sangue e aree dedicate alla medicina e alla post-acuzie. Ma, secondo Carotenuto, si tratta in larga parte della conferma di una situazione già esistente. Ed è proprio da qui che nasce la domanda politica posta dal consigliere: questa è davvero l’organizzazione sanitaria di cui Scafati ha bisogno?

“Serve un vero rafforzamento dell’emergenza-urgenza”

La critica si concentra soprattutto sulla necessità di riportare al centro le esigenze quotidiane dei cittadini. «Da mesi chiediamo con forza un vero rafforzamento dell’emergenza-urgenza, servizi che rispondano alle esigenze quotidiane di oltre 50.000 cittadini e di un intero comprensorio: che sia anche solo un punto di primo intervento per gestire fino ai codici gialli», dice Carotenuto. Una richiesta che, secondo il consigliere, non avrebbe trovato risposta nel nuovo Atto Aziendale.

Il problema dell’autonomia

C’è poi un secondo aspetto evidenziato da Carotenuto: l’autonomia organizzativa e decisionale del Mauro Scarlato. Il nuovo assetto, osserva, prevede una Cardiologia collegata a Nocera e colloca le Unità Operative sotto la direzione delle strutture complesse dell’ospedale nocerino. Una configurazione che, nella sua lettura politica, rischia di accentuare la dipendenza del presidio scafatese dall’asse Nocera-Pagani. Ed è proprio su questo punto che arriva la chiosa più netta: «Troviamo, insomma, un presidio che continua a perdere autonomia decisionale e organizzativa».

Centrali Operative Territoriali: “Non sostituiscono l’emergenza”

Nel documento vengono previste anche Centrali Operative Territoriali a Scafati, elemento che Carotenuto considera positivo ma non sufficiente a colmare le carenze denunciate. Il tema, infatti, riguarda la differenza tra organizzazione territoriale e servizi di emergenza e prossimità. «Questo non sostituisce i servizi di emergenza e di prossimità che i cittadini chiedono», continua Carotenuto. La posizione del consigliere è quindi quella di una sanità che non si limiti a mantenere l’esistente, ma che costruisca una risposta coerente con il peso demografico e territoriale di Scafati.

“Scafati come struttura di supporto a Nocera-Pagani”

La critica diventa quindi anche politica e investe le scelte della programmazione regionale. Carotenuto ritiene che il nuovo assetto rischi di confermare una visione di Scafati come presidio complementare rispetto all’area ospedaliera di Nocera-Pagani, anziché come struttura capace di sviluppare una propria identità e una propria autonomia. «La sensazione è che, ancora una volta, – continua – la politica regionale abbia deciso di considerare Scafati solo come una struttura di supporto all’asse Nocera-Pagani, senza investire realmente sulla crescita del nostro ospedale». Una valutazione che il consigliere accompagna con un richiamo al peso della città e alla necessità di superare quella che considera una penalizzazione ormai non più sostenibile.

Il confronto con gli altri territori

Carotenuto guarda anche alle scelte compiute in altre aree della Campania. Il riferimento è alla riapertura dell’ospedale di Boscotrecase e al rafforzamento di presidi nel Cilento, interventi che il consigliere giudica positivamente ma che, proprio per questo, renderebbero ancora più evidente la distanza rispetto alle aspettative di Scafati. «In pochi mesi abbiamo riaperto Boscotrecase, rafforzato ospedali nel Cilento e di questo ne siamo felici. Perché Scafati, cerniera tra Napoli e Salerno, deve essere ancora penalizzata?» chiosa. Una domanda che riassume il senso della sua presa di posizione: non una richiesta di corsie preferenziali, ma il riconoscimento di un ruolo adeguato alla città all’interno della programmazione sanitaria regionale.

“Non chiediamo privilegi, ma rispetto”

Il consigliere conclude la sua riflessione tornando sul tema centrale: la necessità di una sanità costruita sui bisogni effettivi della popolazione.«Non chiediamo privilegi, chiediamo solo che una città importante della provincia di Salerno venga trattata con la dignità che merita». Da qui l’appello rivolto a chi governa la sanità campana affinché assuma pienamente la responsabilità delle proprie scelte e dia una risposta alle istanze che arrivano dal territorio. La chiusura di Carotenuto è particolarmente dura e richiama direttamente il rapporto tra istituzioni e cittadini: «I cittadini di Scafati meritano rispetto, non l’ennesima occasione mancata».

Il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno diventa così, per Scafati Arancione, l’occasione per riaprire una discussione che da mesi ruota attorno al futuro del Mauro Scarlato: quale ruolo dovrà avere l’ospedale e, soprattutto, quale risposta sanitaria dovrà essere garantita a una città che rivendica un peso maggiore nelle scelte regionali.

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