Da mesi si ripetono le segnalazioni per l’uso ad alta velocità dei mezzi elettrici negli spazi pedonali
Bici elettriche e monopattini, un fenomeno sempre più evidente
Biciclette elettriche e monopattini che sfrecciano pericolosamente tra bambini, famiglie e pedoni. È diventata una presenza sempre più difficile da ignorare quella dei mezzi elettrici utilizzati ad alta velocità negli spazi pedonali di Angri. Dalla villa comunale alle altre aree pedonali della città, il fenomeno è segnalato ormai da tempo e alimenta la preoccupazione di chi frequenta quotidianamente questi luoghi. Ragazzini, spesso minorenni, percorrono i vialetti a velocità sostenuta, costringendo pedoni e genitori a prestare continua attenzione per evitare incidenti.
Non è soltanto una questione di regole violate. È il confine, sempre più sottile, tra la libertà di muoversi e il diritto degli altri cittadini a vivere gli spazi pubblici senza sentirsi in pericolo. Ed è proprio su questo terreno che torna a farsi sentire la protesta dei cittadini, mentre si chiede all’amministrazione di Alfonso Scoppa di trovare soluzioni immediate.
«La villa è ormai fuori controllo»
L’ennesimo grido d’allarme è stato lanciato qualche giorno fa da una mamma che frequenta la villa con il proprio figlio. La donna ha descritto una situazione che, a suo giudizio, sarebbe diventata ingestibile. «La villa è ormai fuori controllo! È ostaggio di ragazzini minorenni che girano senza regole e a tutta velocità per i vialetti sfiorando bambini molto piccoli», ha raccontato. Secondo la testimonianza, quando viene chiesto ai ragazzi di rallentare o di uscire dalle aree pedonali, le risposte sarebbero tutt’altro che concilianti. «Se invitati a uscire, ti intimidiscono o rispondono in malo modo», aggiunge la mamma. Una situazione che, secondo la segnalazione, si trascinerebbe ormai da mesi nonostante le diverse segnalazioni dei cittadini e la presenza, in determinati momenti della giornata, degli agenti della Polizia Locale.
I controlli non sembrano bastare
Uno degli aspetti maggiormente contestati riguarda proprio l’efficacia dei controlli. La mamma sostiene che alcuni ragazzi interromperebbero il comportamento soltanto quando vedono gli agenti, per poi tornare a utilizzare le biciclette una volta terminato il presidio. «Escono solo quando arrivano i vigili per rientrare subito dopo non appena vanno via!», ha denunciato. Se il fenomeno è effettivamente così diffuso, il problema diventa quindi anche quello della continuità dei controlli. Un presidio occasionale può interrompere una situazione di pericolo, ma difficilmente può risolvere da solo un comportamento che si ripete quotidianamente.
La domanda ai genitori
La protesta chiama direttamente in causa anche le famiglie. La donna si rivolge ai genitori dei ragazzi che utilizzano questi mezzi, chiedendo maggiore attenzione sul modo in cui vengono utilizzati. «Ma mi domando, voi genitori di questi ragazzini dove siete? Avete comprato queste biciclette elettriche, ma sorvegliate il giusto uso delle stesse?» Il tema è particolarmente delicato quando riguarda minorenni. Ma proprio perché si tratta di ragazzi giovani, il controllo degli adulti diventa ancora più importante: una bicicletta elettrica o un monopattino possono essere strumenti di mobilità, ma utilizzati ad alta velocità in mezzo ai pedoni possono trasformarsi in un serio fattore di rischio.
L’appello al sindaco Scoppa
La richiesta di intervento arriva anche direttamente all’amministrazione comunale. La mamma si rivolge al sindaco Alfonso Scoppa, suggerendo di sfruttare i prossimi lavori nella villa comunale per intervenire anche sugli accessi.«Approfittando dei lavori imminenti nella villa, si può pensare a degli ingressi che impediscono l’ingresso di queste biciclette?» chiede. Una possibile soluzione, dunque, potrebbe essere quella di progettare accessi capaci di impedire o limitare l’ingresso dei mezzi nelle aree dove la presenza di pedoni rende particolarmente rischiosa la circolazione. La cittadina propone inoltre un’altra ipotesi: coinvolgere pensionati volontari per contribuire alla sorveglianza e al rispetto delle regole.Una proposta che dovrà naturalmente essere valutata dall’amministrazione anche sotto il profilo normativo e organizzativo, ma che evidenzia soprattutto quanto il problema sia percepito dai cittadini.
Non c’è solo la villa comunale
La questione non riguarda soltanto la villa. Secondo le segnalazioni, anche altre aree pedonali di Angri sarebbero diventate terreno di passaggio per biciclette elettriche e monopattini utilizzati a velocità sostenuta. E qui si trova il punto centrale della vicenda. Il problema non sono i mezzi elettrici in quanto tali. Il problema è come vengono utilizzati e dove. Una zona pedonale dovrebbe garantire la sicurezza di chi cammina. Una villa comunale dovrebbe essere uno spazio nel quale un bambino può giocare senza che i genitori debbano controllare continuamente ciò che arriva alle sue spalle.
Il fenomeno solleva quindi una domanda che va oltre il singolo controllo della Polizia Locale: quanto deve diventare grave una situazione prima che si intervenga in maniera strutturale? Con i lavori straordinari nella villa comunale, l’amministrazione ha l’occasione di affrontare il problema anche dal punto di vista della progettazione degli spazi e degli accessi. Perché se i cittadini segnalano da mesi un problema di sicurezza, limitarsi a inseguirlo ogni volta con una pattuglia potrebbe non essere sufficiente. Servono regole ferree, controlli efficaci e, soprattutto, una responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie e ragazzi. La villa comunale deve tornare a essere uno spazio per tutti. Senza slalom tra biciclette e monopattini.
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