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Rifiuti a Scafati, il Pd denuncia il rischio aumenti

È scontro a Scafati sulla gestione del servizio di igiene urbana. I consiglieri comunali del Pd Michele Grimaldi e Francesco Velardo hanno presentato un’interrogazione

Michele Grimaldi e Francesco Velardo chiedono chiarezza sui conti di Acse e sul futuro della Tari.

Conti Acse e rischio aumenti

È scontro a Scafati sulla gestione del servizio di igiene urbana. I consiglieri comunali del Pd Michele Grimaldi e Francesco Velardo hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sui conti di Acse, sulla gestione della Tari e sulle coperture finanziarie del servizio. Secondo quanto riportato nella nota dell’opposizione, la società avrebbe chiuso i primi sei mesi del 2026 con una perdita di oltre 414mila euro, mentre sarebbe stata avanzata una richiesta di adeguamento contrattuale di quasi 760mila euro.

Grimaldi: «Un disastro annunciato»

Nel denunciare quella che considera una situazione ormai difficile da sostenere, Michele Grimaldi punta il dito contro la gestione della società partecipata e contro anni di scelte che, a suo giudizio, avrebbero prodotto l’attuale situazione finanziaria. «Siamo di fronte alla cronaca di un disastro ampiamente annunciato. Sono anni che denunciamo con forza l’incapacità gestionale sulla società Acse: l’esplosione del costo del lavoro, la piaga del lavoro precario, una percentuale di raccolta differenziata sconcertantemente bassa e continui sprechi operativi. Questo costante malgoverno ha prodotto l’inevitabile: la società è finita in perdita e l’amministrazione prepara il terreno per mettere le mani nelle tasche dei cittadini scafatesi per coprire il buco delle spese» si legge nella nota.

Parole particolarmente dure, con le quali il consigliere del Pd collega direttamente le difficoltà economiche di Acse al rischio che il peso finanziario possa ricadere sui cittadini attraverso la tassa sui rifiuti.

Velardo: «Una stangata differita nel tempo»

Sul tema interviene anche Francesco Velardo, che concentra la propria contestazione sulla mancata emersione, durante il consiglio comunale di fine luglio, dei dati relativi alla situazione economica della partecipata. Per il consigliere, il problema non riguarda soltanto il presente, ma potrebbe produrre conseguenze economiche negli anni successivi. «È inaccettabile che nel consiglio comunale di fine luglio non siano emersi dati drammatici come il rosso di 414mila euro e la richiesta di un aumento contrattuale di 760mila euro, esponendo il Comune al rischio di debiti imprevisti. Tutto ciò prepara una vera e propria stangata sulla tassa dei rifiuti differita nel tempo: quando il castello di carte crollerà, le famiglie e le imprese saranno chiamate a ripianare in un’unica soluzione tutti gli aumenti arretrati nascosti nel 2025 e nel 2026» chiosa.

La preoccupazione dell’opposizione è dunque quella di un possibile aumento futuro della Tari, legato alla necessità di coprire costi e perdite maturati negli anni precedenti. Grimaldi e Velardo chiedono quindi all’amministrazione di spiegare come intenda intervenire senza aumentare la pressione fiscale e senza ridurre i servizi.

Il caso del bonus sociale

Nella parte finale dell’intervento, i due consiglieri sollevano anche il tema delle riduzioni Tari per i cittadini con redditi inferiori a 9.200 euro, sostenendo che si tratti del bonus sociale previsto dallo Stato e da Arera e finanziato attraverso un contributo annuale di 6 euro a carico degli altri utenti. La richiesta è quindi quella di fare chiarezza anche sulle modalità con cui tale voce viene applicata e indicata nelle bollette. «Il sindaco chiarisca subito come intende coprire le perdite di Acse senza aumentare le tasse e senza tagliare i servizi essenziali ai cittadini, e dica la verità ai cittadini: le riduzioni della tassa per i redditi sotto i 9.200 euro non sono una scelta del Comune, ma il bonus sociale stabilito direttamente dallo Stato e da Arera. Un beneficio che è a carico degli altri cittadini attraverso un contributo annuale di 6 euro: a proposito, perché non si trova questa voce in bolletta? I cittadini non possono continuare a pagare il conto della cattiva gestione politica e contabile di questa maggioranza». prosegue la nota.

L’interrogazione depositata dal Pd porta così il tema della gestione dei rifiuti direttamente all’attenzione dell’amministrazione comunale e dei revisori dei conti. Ora l’opposizione attende risposte sui numeri di Acse, sulla copertura dei costi e sulle possibili conseguenze per famiglie e imprese.

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