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	<title>gerardo vicidomini &#8211; Sestante.tv</title>
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	<title>gerardo vicidomini &#8211; Sestante.tv</title>
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		<title>Pagani. SAM, la proposta di liquidazione riapre il confronto sul futuro dell’azienda</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/21/pagani-sam-la-proposta-di-liquidazione-riapre-il-confronto-sul-futuro-dellazienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 06:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pagani. La proposta di liquidazione della SAM apre una nuova fase. La relazione dell’amministratore unico evidenzia criticità finanziarie e patrimoniali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">La proposta del nuovo amministratore unico arriva dopo una fase caratterizzata da criticità finanziarie e apre una nuova fase per il futuro dell’Azienda Speciale.</p>
<h3>La proposta di liquidazione e il quadro finanziario</h3>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://sestante.tv/?s=pagani">Pagani</a>. La proposta di <strong>messa in liquidazione della SAM</strong>, formalizzata nei giorni scorsi dal nuovo amministratore unico, apre una nuova fase nella vicenda dell’Azienda Speciale. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, nella relazione trasmessa alla <strong>Commissione Straordinaria</strong> vengono evidenziate alcune criticità finanziarie, tra cui <strong>perdite reiterate, tensione di liquidità, patrimonio negativo e una situazione debitoria</strong> ritenuta non compatibile con la normale prosecuzione dell’attività. Si tratta di un quadro che dovrà essere ora esaminato dagli organi competenti nell’ambito delle procedure previste per l’Azienda Speciale. La proposta rappresenta infatti un passaggio formale che dovrà essere valutato alla luce della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’ente.</p>
<h3>Un documento del 2024 tra gli atti della SAM</h3>
<p class="isSelectedEnd">Tra la documentazione relativa alla vicenda figura anche un <strong>parere professionale del 6 marzo 2024</strong>, nel quale venivano esaminate alcune questioni riguardanti la situazione dell’azienda. Il documento evidenziava criticità, formulava osservazioni di carattere tecnico e indicava possibili iniziative a tutela della SAM, dando conto anche di un <strong>provvedimento cautelare con possibili effetti sulla situazione patrimoniale e finanziaria</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il documento risale al periodo nel quale il Comune era amministrato dalla <strong>giunta De Prisco</strong>. La sua presenza agli atti consente di collocare alcune delle problematiche oggi richiamate in una fase precedente all’attuale gestione commissariale. Per stabilire quali fossero, all’epoca, gli effettivi livelli di conoscenza da parte dei diversi soggetti istituzionali e quali iniziative siano state successivamente adottate, sarà necessario ricostruire puntualmente <strong>atti, comunicazioni e passaggi amministrativi</strong>.</p>
<h3>Il futuro della SAM e la tutela dei lavoratori</h3>
<p class="isSelectedEnd">Dopo lo <strong>scioglimento del Consiglio comunale</strong>, la gestione dell’ente è passata alla <strong>Commissione Straordinaria</strong>, che nel giugno 2026 ha revocato il precedente amministratore unico e avviato successivamente una nuova procedura per la nomina. La proposta di liquidazione porta ora al centro dell’attenzione il <strong>futuro della SAM</strong>, insieme alle conseguenze che qualsiasi decisione potrà avere sull&#8217;organizzazione dei servizi, sui rapporti con il Comune e sui lavoratori. Anche le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la delicatezza della fase attuale e le ricadute occupazionali che potrebbero derivare dalle decisioni future. La situazione richiede quindi una ricostruzione puntuale dell&#8217;intero percorso amministrativo e finanziario dell’Azienda Speciale, attraverso l’esame degli atti e delle decisioni assunte negli anni. <strong>Il passaggio attuale non rappresenta soltanto una scelta gestionale, ma un momento decisivo per definire il futuro della SAM e dei lavoratori coinvolti.</strong></p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/09/salerno-carabinieri-corinaldesi-presenza-e-vicinanza-ai-cittadini-video/">Salerno. Carabinieri, Corinaldesi: «Presenza e vicinanza ai cittadini» (video)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nocera Inferiore De.Co., approvato il regolamento per le tipicità locali</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/18/nocera-inferiore-de-co-approvato-il-regolamento-per-le-tipicita-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 19:56:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Nocera Inferiore. Approvato il regolamento sulle De.Co. per valorizzare prodotti tipici, artigianato e tradizioni locali. Vecchione: «L’inizio di un percorso».]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Commissione Ambiente di Nocera Inferiore approva il regolamento De.Co. per valorizzare prodotti tipici, artigianato e tradizioni locali.</strong></p>
<p>A <a href="https://sestante.tv/?s=Nocera+Inferiore"><strong>Nocera Inferiore</strong></a> arriva il regolamento sulle <strong>Denominazioni Comunali (De.Co.)</strong>, uno strumento pensato per riconoscere, tutelare e valorizzare le produzioni e le tradizioni legate all&#8217;identità del territorio. Il provvedimento approvato all&#8217;unanimità dalla<strong> Commissione Ambiente </strong>punta a costruire un percorso capace di mettere insieme <strong>tipicità locali, cultura, turismo e sviluppo economico</strong>, dando un riconoscimento alle realtà produttive e alle espressioni della tradizione cittadina.</p>
<h3>Un riconoscimento per le tipicità del territorio</h3>
<p>Le <strong>De.Co.</strong> potranno riguardare non soltanto prodotti alimentari, ma anche <strong>artigianato, attività di trasformazione, lavorazioni e tradizioni locali</strong> che presentino un legame significativo con Nocera Inferiore. L&#8217;obiettivo è valorizzare quelle eccellenze che contribuiscono a definire l&#8217;identità della città, creando allo stesso tempo nuove occasioni di promozione del territorio e delle sue produzioni.</p>
<h3>Una Commissione valuterà le richieste</h3>
<p>Il regolamento disciplina le modalità per ottenere il riconoscimento. Le richieste saranno sottoposte alla valutazione di una <strong>Commissione composta da professionisti, esperti e rappresentanti delle associazioni di categoria</strong>, chiamata ad analizzare le candidature e ad attribuire i relativi punteggi. Un sistema che punta quindi a individuare criteri precisi per stabilire quali prodotti, attività e tradizioni possano essere inseriti nel circuito delle <strong>Denominazioni Comunali</strong>.</p>
<h3>Vecchione: «L&#8217;inizio di un percorso»</h3>
<p>Il percorso è stato promosso da <strong>Casa Riformista</strong> e dal consigliere <strong>Rocco Vecchione</strong>, con il coinvolgimento della <strong>Commissione Ambiente</strong>. «Esprimo soddisfazione per l&#8217;approvazione del regolamento», ha dichiarato <strong>Vecchione</strong>, ringraziando la Commissione per il lavoro svolto. Per il consigliere, le <strong>De.Co. rappresentano l&#8217;inizio di un percorso</strong> destinato a valorizzare le eccellenze locali e a collegare la tutela delle tradizioni con nuove opportunità di <strong>sviluppo economico, turistico e culturale</strong> per Nocera Inferiore. Con l&#8217;approvazione del regolamento si apre ora la fase operativa, quella nella quale saranno individuate concretamente le produzioni e le realtà che potranno ottenere il riconoscimento comunale.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/06/angri-piu-verde-per-la-tutela-del-territorio/">Angri, più verde per la tutela del territorio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dal vecchio binario alla nuova viabilità: cambia Nocera Inferiore (video)</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/14/dal-vecchio-binario-alla-nuova-viabilita-cambia-nocera-inferiore-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nocera Inferiore, presentato l’avvio dei lavori per la riqualificazione del binario dismesso della linea Nocera–Codola e la nuova viabilità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="536" data-end="662">Presentato in Aula Consiliare il progetto che trasformerà il tratto ferroviario dismesso in un nuovo asse viario cittadino</p>
<h3><strong>Un vecchio tracciato pronto a cambiare volto</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Un momento importante per il futuro della città</strong>, con un pezzo di storia ferroviaria che si prepara a lasciare spazio a una nuova idea di mobilità. Presso l’Aula Consiliare del Comune di <a href="https://sestante.tv/?s=Nocera+Inferiore"><strong>Nocera Inferiore</strong></a>, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’<strong>avvio dei lavori per la riqualificazione e la nuova viabilità</strong> sul tratto del binario dismesso della storica linea ferroviaria <strong>Nocera–Codola</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’intervento punta a <strong>recuperare e trasformare un’area rimasta per anni legata al passato ferroviario</strong>, restituendola alla città attraverso una nuova funzione. Un progetto che interviene sul territorio e che, nelle intenzioni, potrà contribuire a <strong>ridisegnare la mobilità urbana</strong>, collegando esigenze viarie e riqualificazione di uno spazio ormai dismesso.</p>
<h3><strong>Dalla memoria ferroviaria a una nuova viabilità</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd">La presentazione ha rappresentato quindi un passaggio significativo per un’opera destinata a incidere sul sistema della mobilità cittadina. Il vecchio tracciato della <strong>Nocera–Codola</strong> diventa così il punto di partenza per una trasformazione che guarda al futuro, senza cancellare la memoria di un&#8217;infrastruttura che per decenni ha fatto parte della storia del territorio. <strong>Un percorso che dalla ferrovia porta verso una nuova idea di città</strong>, con l’obiettivo di trasformare un tratto oggi inutilizzato in una risorsa concreta per la viabilità e per il territorio.</p>
<p data-start="1034" data-end="1159"><strong data-start="1034" data-end="1159"><a href="https://sestante.tv/2026/09/13/santegidio-del-monte-albino-quando-la-cosa-pubblica-diventa-casa-nostra/">Sant’Egidio del Monte Albino, quando la cosa pubblica diventa “casa nostra”</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scafati, dubbi sulla Tari: Michele Grimaldi chiede chiarezza (video)</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/14/scafati-dubbi-sulla-tari-michele-grimaldi-chiede-chiarezza-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 05:33:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tari a Scafati, il consigliere Michele Grimaldi segnala alcune anomalie e chiede chiarezza dopo l’annuncio del ribasso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-turn-id-container="request-WEB:6a684e57-a04b-4703-bfd5-a4e6a4f76e03-0" data-is-intersecting="true">
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<p style="padding-left: 40px;" data-start="1275" data-end="1400">Il consigliere del Partito Democratico segnala anomalie e chiede maggiore chiarezza sui numeri della tariffa</p>
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<h3 data-section-id="z0fhn5" data-start="114" data-end="174"><span role="text"><strong data-start="118" data-end="174">Tari, a Scafati restano dubbi sul ribasso annunciato</strong></span></h3>
<p data-start="176" data-end="581"><strong data-start="176" data-end="236">A <a href="https://sestante.tv/?s=Scafati">Scafati </a></strong>torna al centro del dibattito politico la<strong data-start="176" data-end="236"> Tari</strong>, tra annunci di riduzione e interrogativi sui numeri effettivi applicati ai contribuenti. A sollevare la questione è il consigliere comunale del <strong data-start="382" data-end="422">Partito Democratico Michele Grimaldi</strong>, che richiama l’attenzione su <strong data-start="453" data-end="472">alcune anomalie</strong> riscontrate nella tariffa, nonostante l’amministrazione comunale abbia annunciato un <strong data-start="558" data-end="580">ribasso della Tari</strong>.</p>
<h4 data-start="583" data-end="628"><span role="text"><strong data-start="588" data-end="628">Grimaldi chiede chiarezza sui numeri</strong></span></h4>
<p data-start="630" data-end="991" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’entità della riduzione annunciata, ma anche la <strong data-start="718" data-end="828">corrispondenza tra quanto comunicato dall’amministrazione e quanto concretamente emerge dalla tariffazione</strong>. Grimaldi pone quindi alcuni interrogativi, chiedendo di fare chiarezza sui meccanismi che hanno determinato gli importi e sulle eventuali differenze riscontrate.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/13/santegidio-del-monte-albino-quando-la-cosa-pubblica-diventa-casa-nostra/">Sant’Egidio del Monte Albino, quando la cosa pubblica diventa “casa nostra”</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pagani. Circolo Unione, Gambino si dimette: ora resta il vuoto</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/10/pagani-circolo-unione-gambino-si-dimette-ora-resta-il-vuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 13:32:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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		<category><![CDATA[situazione economica]]></category>
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					<description><![CDATA[Gaetano Gambino lascia la presidenza del Circolo Unione di Pagani. Dimissioni dopo mesi difficili e necessità di fare chiarezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Le dimissioni del presidente aprono una nuova fase per il Circolo Unione di Pagani</p>
<h3><strong>Le dimissioni a catena</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd">Alla fine sono arrivate anche le dimissioni di <strong>Gaetano Gambino</strong>. Il presidente del <strong>Circolo Unione di <a href="https://sestante.tv/?s=Pagani">Pagani</a></strong> ha lasciato l&#8217;incarico, ma la sua uscita arriva al termine di una fase di difficoltà che si protraeva ormai da mesi e che aveva progressivamente indebolito la gestione dell&#8217;associazione. Non è stato un fulmine a ciel sereno. Pochi giorni prima delle dimissioni del presidente, <strong>tre consiglieri</strong> avevano già lasciato il direttivo, determinando una situazione di forte difficoltà nella conduzione del circolo. Le uscite avevano evidenziato le <strong>criticità interne</strong> e le difficoltà nel mantenere una guida collegiale dell&#8217;istituzione. Una situazione che aveva inevitabilmente alimentato interrogativi sul futuro del <strong>Circolo Unione</strong>.</p>
<h3><strong>Il nodo delle risorse</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd">Un altro aspetto riguarda la <strong>situazione economica dell&#8217;associazione</strong>. Per la realizzazione dell&#8217;evento di <strong>Sant&#8217;Alfonso</strong>, il circolo ha sostenuto un impegno finanziario significativo, inserito però in un quadro che richiede maggiore chiarezza. Tra le questioni emerse anche quella relativa ai rapporti economici con il personale. Il <strong>direttore del circolo</strong>, contattato, ha precisato di essere stato <strong>regolarmente retribuito fino a questo momento</strong>. Proprio per questo, nella nuova fase che si apre dopo le dimissioni del presidente, appare necessario <strong>fare piena chiarezza sulla situazione economica del Circolo Unione</strong>, sulle risorse disponibili, sugli impegni già assunti e sulle prospettive future. Un passaggio importante per comprendere con precisione lo stato dell&#8217;associazione e consentire a chi dovrà guidarla di affrontare le prossime attività con un quadro finanziario <strong>chiaro e verificabile</strong>.</p>
<h3><strong>Un futuro tutto da ricostruire</strong></h3>
<p class="isSelectedEnd">Si può discutere delle cause esterne e delle difficoltà oggettive nel mantenere in attività un <strong>circolo storico</strong> in un contesto economico sempre più complesso. Resta però il dato delle dimissioni di tre consiglieri, arrivate prima di quelle del presidente: un segnale di una situazione interna che aveva raggiunto un punto di forte criticità. Con l&#8217;uscita di <strong>Gambino</strong>, il <strong>Circolo Unione</strong> si trova ora davanti alla necessità di ricostruire una guida e, soprattutto, di affrontare con trasparenza la propria situazione economica e organizzativa. Le dimissioni chiudono una fase, ma non risolvono automaticamente le questioni sul tavolo. La priorità sarà ora <strong>ristabilire stabilità</strong>, fare chiarezza sui conti e individuare una prospettiva per il futuro di una realtà che rappresenta da anni un pezzo importante della storia associativa di <strong>Pagani</strong>.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/09/salerno-carabinieri-corinaldesi-presenza-e-vicinanza-ai-cittadini-video/">Salerno. Carabinieri, Corinaldesi: «Presenza e vicinanza ai cittadini» (video)</a></p>
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		<title>Antonio Iannello, nuovo raccordo tra Regione e Agro Nocerino Sarnese (video)</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/08/antonio-iannello-nuovo-raccordo-tra-regione-e-agro-nocerino-sarnese-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 05:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonio Iannello collabora con il gruppo Fico Presidente per rafforzare il raccordo tra Regione e Agro Nocerino Sarnese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il consigliere comunale di Nocera Inferiore rafforza il dialogo con la Regione sui temi strategici del territorio</p>
<p>Da qualche mese è iniziata la collaborazione tra il consigliere comunale di <strong><a href="https://sestante.tv/?s=Nocera+Inferiore">Nocera Inferiore</a>, Antonio Iannello</strong>, e il gruppo consiliare regionale <strong>Fico Presidente</strong>. L’incarico, promosso dal consigliere regionale <strong>Giovanni Maria Cuofano</strong>, punta a rafforzare il raccordo tra l’istituzione regionale e i territori dell’<strong>Agro Nocerino-Sarnese</strong>, con particolare attenzione ai temi della <strong>sanità</strong> e alle esigenze del comprensorio.</p>
<h3><strong>Sanità e territorio al centro della collaborazione</strong></h3>
<p>Il nuovo percorso di collaborazione nasce con l’obiettivo di favorire un collegamento più diretto tra le esigenze dei <strong>Comuni dell’Agro Nocerino-Sarnese</strong> e l’attività dell’istituzione regionale. Tra i temi prioritari figura la <strong>sanità</strong>, settore particolarmente rilevante per il comprensorio e sul quale il confronto tra territorio e Regione punta a diventare più costante. Il ruolo di <strong>Antonio Iannello</strong> si inserisce quindi in una prospettiva di ascolto delle istanze locali e di interlocuzione con il gruppo <strong>Fico Presidente</strong>.</p>
<h3><strong>Il Masterplan dell’Agro Nocerino-Sarnese</strong></h3>
<p>Particolare attenzione viene riservata anche al <strong>Masterplan dell’Agro Nocerino-Sarnese</strong>, progetto strategico che coinvolge direttamente i Comuni del territorio. Il percorso di programmazione mira a sostenere <strong>interventi condivisi</strong> e a favorire lo sviluppo dell’intera area attraverso una maggiore sinergia tra <strong>Regione ed enti locali</strong>. «<strong>Rafforzare il raccordo con i territori significa portare le esigenze concrete dei cittadini all’interno della programmazione regionale</strong>», è la prospettiva che accompagna questa collaborazione, con l’obiettivo di costruire un confronto stabile sulle principali questioni che interessano il comprensorio.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/08/29/campania-un-diplomato-su-sei-senza-competenze-adeguate/">Campania, un diplomato su sei senza competenze adeguate</a></p>
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		<title>San Marzano Sul Sarno, nasce Oro Rosso Vivo: il pomodoro diventa comunità</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/07/san-marzano-sul-sarno-nasce-oro-rosso-vivo-il-pomodoro-diventa-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 13:35:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A San Marzano sul Sarno nasce Oro Rosso Vivo, il Festival 2030 dedicato a pomodoro, cultura, memoria, inclusione e futuro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal pomodoro DOP all’Agenda 2030, un festival per costruire identità, memoria, inclusione, cultura e futuro</p>
<p>Non soltanto una festa dedicata al pomodoro, ma un progetto destinato, nelle intenzioni dei promotori, a diventare una <strong>piattaforma permanente per il territorio</strong>. È questa la sfida di <strong>“Oro Rosso Vivo – San Marzano Festival 2030”</strong>, la manifestazione che si prepara a debuttare a <a href="https://sestante.tv/?s=San+Marzano+sul+Sarno"><strong>San Marzano sul Sarno</strong></a> nel settembre 2026. La prima edizione si svilupperà in due momenti: dal <strong>4 all’8 settembre 2026</strong>, con l’inaugurazione e la presentazione ufficiale del progetto, e dal <strong>25 al 28 settembre 2026</strong>, quando entrerà nel vivo con <strong>“Il Villaggio del Pomodoro”</strong>.</p>
<p>L’iniziativa nasce dalla <strong>co-progettazione tra Eudemonia APS, il Comune di San Marzano sul Sarno e il DISRT – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, </strong>da <strong>Silvio Iaquinandi </strong>de<strong> Il Bagatto, </strong>da <strong>ORO ROSSO VIVO APS </strong>e<strong> EUDEMONIA APS </strong>. L’ambizione è trasformare il <strong>Pomodoro San Marzano D.O.P.</strong>, già riconosciuto come una delle eccellenze agroalimentari del territorio, in un elemento capace di raccontare una comunità e di collegare <strong>agricoltura, cultura, scuola, turismo, ambiente, salute, sport e sistema produttivo</strong>.</p>
<h3><strong>«Non celebriamo un pomodoro, celebriamo una cultura»</strong></h3>
<p>È probabilmente questa la frase che meglio sintetizza la filosofia di <strong>Oro Rosso Vivo</strong>. Il festival nasce infatti dalla volontà di superare la tradizionale logica della manifestazione enogastronomica. «<strong>Non celebriamo un pomodoro, celebriamo una cultura</strong>», è il messaggio posto alla base del progetto. Il <strong>San Marzano D.O.P.</strong> viene quindi presentato come un vero e proprio filo conduttore capace di unire passato e futuro. «<strong>Il pomodoro di San Marzano deve diventare il filo rosso che unisce persone, luoghi e futuro</strong>», spiegano i promotori. L’obiettivo è costruire un <strong>racconto pubblico di identità, memoria ed educazione</strong>, partendo dalla terra e arrivando alle nuove generazioni. «<strong>Non vogliamo promuovere soltanto un prodotto agricolo. Vogliamo raccontare ciò che quel prodotto rappresenta per una comunità, per la sua storia e per il suo futuro</strong>», è la prospettiva alla base dell’iniziativa.</p>
<h3><strong>Un festival diffuso tra piazze, scuole, campi e aziende</strong></h3>
<p>Il progetto viene definito dagli organizzatori un <strong>“festival diffuso”</strong>. Le otto giornate saranno articolate attraverso una serie di temi progressivi: dalle <strong>Radici</strong> alla <strong>Scienza e Futuro</strong>, da <strong>Terra e Mani</strong> a <strong>A Tavola</strong>, fino a <strong>Giovani, Ambiente ed Eredità</strong>. Le iniziative non saranno concentrate in un unico spazio, ma coinvolgeranno diversi luoghi di <strong>San Marzano sul Sarno</strong>: <strong>Piazza Umberto I</strong>, il centro storico, il parco urbano, le aziende agricole, i campi di coltivazione e le scuole. «<strong>Il territorio diventa parte integrante del festival</strong>», sottolineano i promotori. «<strong>Non vogliamo costruire un evento chiuso dentro una piazza, ma portare le persone nei luoghi dove questa storia nasce: nelle scuole, nelle aziende, nei campi, nei luoghi della memoria e della socialità</strong>». Una scelta che punta a mettere in relazione direttamente <strong>produzione agricola e comunità</strong>.</p>
<h3><strong>Dai bambini agli anziani: il festival guarda all’inclusione</strong></h3>
<p>Uno degli aspetti caratterizzanti del progetto riguarda l’attenzione alle diverse generazioni e alle situazioni di fragilità. Tra i destinatari vengono indicati <strong>bambini, studenti, famiglie, anziani, persone con disabilità, scuole, operatori turistici, aziende e realtà del terzo settore</strong>. Le stime presentate dagli organizzatori parlano di circa <strong>500 studenti coinvolti, 100 anziani e complessivamente circa 6.000 destinatari</strong>, oltre a un numero non ancora quantificato di persone con disabilità. Particolare attenzione sarà dedicata alla <strong>memoria contadina</strong>, attraverso fotografie storiche e racconti orali. «<strong>Ogni anziano è una biblioteca che cammina</strong>», recita uno degli slogan del festival. Da qui l’idea di raccogliere testimonianze e ricordi prima che vadano perduti. «<strong>La memoria non può rimanere soltanto nei ricordi personali. Deve diventare patrimonio condiviso e strumento educativo per le nuove generazioni</strong>», spiegano i promotori.</p>
<h3><strong>Orti didattici, laboratori e memoria contadina</strong></h3>
<p>Il programma prevede <strong>orti didattici nelle scuole</strong>, laboratori di trasformazione del pomodoro capaci di coinvolgere più generazioni, attività dedicate alla cultura alimentare, <strong>show cooking</strong>, degustazioni e un <strong>mercato della terra</strong> dedicato alla biodiversità dell’orto mediterraneo. Non mancheranno inoltre teatro, pittura e altre forme di espressione artistica. «<strong>Vogliamo che un bambino possa conoscere il pomodoro non soltanto attraverso il piatto che arriva sulla tavola, ma attraverso la terra, il lavoro, la storia e le persone che lo producono</strong>», è l’idea espressa nel progetto.</p>
<p>E ancora: «<strong>Il laboratorio diventa un luogo d’incontro tra generazioni: chi possiede una conoscenza la trasmette e chi è più giovane la raccoglie, la interpreta e la porta nel futuro</strong>». Il festival punta così a mettere sullo stesso piano <strong>sapere contadino, educazione, creatività e innovazione</strong>.</p>
<h3><strong>Il legame con l’Agenda 2030</strong></h3>
<p>Il riferimento al <strong>2030</strong> non è soltanto nominale. Il progetto dichiara una connessione con <strong>undici Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU</strong>, spaziando dalla lotta alla fame alla salute, dall’istruzione alla riduzione delle disuguaglianze, fino all’innovazione, alle imprese e alle partnership. Gli stessi promotori individuano però anche alcuni aspetti sui quali il progetto dovrà necessariamente crescere. Tra questi vengono indicati la <strong>parità di genere</strong>, la <strong>trasparenza e la governance</strong>, la tutela delle risorse idriche e del <strong>fiume Sarno</strong>, oltre all’<strong>efficienza energetica degli allestimenti</strong>.</p>
<p>«<strong>L’Agenda 2030 non deve essere uno slogan da inserire nel nome di una manifestazione. Deve diventare una griglia attraverso la quale misurare concretamente quello che facciamo</strong>», sottolineano gli organizzatori. Un approccio che prova quindi a trasformare il festival in un laboratorio permanente sui temi dello <strong>sviluppo sostenibile</strong>.</p>
<h3><strong>L’obiettivo è andare oltre i nove giorni</strong></h3>
<p>È questo probabilmente il punto più ambizioso di <strong>Oro Rosso Vivo</strong>. Gli organizzatori chiariscono che il festival non nasce per esaurirsi nell&#8217;arco della manifestazione. «<strong>L’obiettivo non è esaurire il progetto in nove giorni, ma attivare una piattaforma permanente di educazione, memoria, promozione territoriale e collaborazione</strong>», si legge nella presentazione. L&#8217;idea è arrivare alla costruzione di un vero <strong>“Manifesto San Marzano 2030”</strong>, capace di mettere in rete istituzioni, mondo agricolo, scuola, università, imprese e associazioni. «<strong>Il festival rappresenta soltanto il punto di partenza. La vera sfida sarà capire cosa resterà sul territorio quando saranno spente le luci della manifestazione</strong>», è il principio che accompagna il progetto. Ed è proprio qui che si misurerà la capacità dell&#8217;iniziativa di diventare qualcosa di più di una rassegna estiva.</p>
<h3><strong>Una rete di partner già ampia</strong></h3>
<p>Il progetto può contare, al momento della presentazione, su una rete di partner definita dagli stessi organizzatori <strong>“work in progress”</strong>. Tra le realtà coinvolte figurano la <strong>Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana</strong>, il <strong>Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino D.O.P.</strong>, l’<strong>Università degli Studi di Salerno</strong> e <strong>Coldiretti Salerno</strong>, insieme a numerose aziende agricole, realtà professionali, agenzie di comunicazione e soggetti del terzo settore.</p>
<p>Una rete che potrebbe ulteriormente ampliarsi nelle prossime settimane. «<strong>La forza del progetto sarà nella capacità di costruire una rete vera, nella quale ogni soggetto possa mettere a disposizione competenze, conoscenze e responsabilità</strong>», spiegano i promotori.</p>
<h3><strong>Silvio Iaquinandi: «Il Pomodoro appartiene alla Cultura»</strong></h3>
<p>Referente del progetto è <strong>Silvio Iaquinandi</strong>, di <strong>Eudemonia APS</strong>, che sintetizza l&#8217;intero impianto culturale della manifestazione con una frase destinata a diventare il manifesto stesso dell&#8217;iniziativa: «<strong>Il Pomodoro non appartiene soltanto alla nostra Terra. Appartiene alla Cultura.</strong>» Una dichiarazione che racchiude la scommessa di <strong>San Marzano sul Sarno</strong>: partire da un&#8217;eccellenza agricola conosciuta in tutto il mondo per costruire un racconto più ampio sulla propria <strong>identità</strong>, sulla propria <strong>memoria</strong> e sulle prospettive di sviluppo delle nuove generazioni.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/08/29/campania-un-diplomato-su-sei-senza-competenze-adeguate/">Campania, un diplomato su sei senza competenze adeguate</a></p>
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		<item>
		<title>Scafati. Fratelli d’Italia, il gazebo, l&#8217;autocelebrazione e le mancate risposte</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/09/04/scafati-fratelli-ditalia-il-gazebo-lautocelebrazione-e-le-mancate-risposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:15:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gazebo di Fratelli d’Italia a Scafati: tra annunci di partecipazione, presenza istituzionale e temi della città rimasti fuori dal confronto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La messinscena del radicamento</h3>
<p class="isSelectedEnd">Il comunicato di <strong>Fratelli d’Italia</strong> di<a href="https://sestante.tv/?s=Scafati+"><strong> Scafati</strong> </a>vuol narrare di un’“ampia partecipazione di cittadini e simpatizzanti” al gazebo di via Berlinguer. Peccato che l’unica prova fornita di questa ampiezza sia l’aggettivo stesso: nessun numero, nessuna foto che documenti l’affluenza, nessun dato verificabile. È il classico comunicato che si autocertifica — un partito che parla di sé attraverso se stesso, in un cortocircuito comunicativo dove il successo dell’iniziativa è assunto a priori, non dimostrato.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quello che è verificabile è la presenza istituzionale: il sottosegretario ai Trasporti Antonio Iannone e la deputata Imma Vietri, oltre al gruppo consiliare cittadino, agli assessori e ai dirigenti locali. Una passerella di cariche, insomma, più che un’assemblea popolare. “Pochi intimi”, appunto: il partito parla a sé stesso, in un evento pensato più per l’autorappresentazione interna che per l’ascolto reale di una città che avrebbe ben altro da dire.</p>
<h3>Il vuoto nel discorso: cosa NON è stato detto</h3>
<p class="isSelectedEnd">Il comunicato di Mario Santocchio, la vera &#8220;volpe del deserto&#8221;, è un campionario di formule vuote: “progetto politico rinnovato”, “squadra forte e unita”, “risposte concrete a chi si sente escluso”. Frasario che potrebbe trovare applicazione a qualsiasi gazebo di qualsiasi partito in qualsiasi città d’Italia, perché di Scafati — quella vera, con i suoi problemi specifici — non c’è traccia. Assenti ingiustificati dal dibattito, stando a quanto riportato: la <strong>ZES (Zona Economica Speciale)</strong> e le sue ricadute mancate sul tessuto produttivo locale; l’<strong>ACS</strong>E, cioè lo stato della gestione idrica e i suoi contenziosi; gli <strong>spazi pubblici abbandonati</strong> che punteggiano la città;<strong> i debiti comunali</strong> ereditati dalla gestione Aliberti, che pesano sui bilanci attuali e futuri.</p>
<p class="isSelectedEnd">Quattro nodi strutturali, quattro omissioni o dimenticanze. Il “dialogo sincero e costruttivo” evocato dal simpatico Santocchio si consuma quindi nel campo del non detto: si parla di squadra e di visione d’insieme, ma non delle voci di bilancio che quella squadra dovrà affrontare. C’è un dettaglio che il comunicato omette e che merita di essere segnalato: <strong>il coordinatore cittadino Mario Santocchio è anche presidente di Bus Italia</strong>. <strong>Che il coordinatore di partito che organizza un evento con il sottosegretario ai Trasporti sia al contempo un dirigente del settore trasporti non è, di per sé, un illecito — ma è un’informazione che un lettore ha diritto di conoscere per valutare la natura dei rapporti in campo, ed è singolare che nel resoconto ufficiale non compaia</strong>.</p>
<h3>La retorica dei “personalismi” da superare</h3>
<p class="isSelectedEnd">Interessante anche il passaggio sui “frazionamenti individuali” e i “personalismi” da abbandonare in nome della squadra. È un linguaggio che tradisce più di quanto dichiari: si invoca l’unità perché evidentemente qualcosa, nel centrodestra scafatese, non è affatto unito. Chi siano questi frazionamenti — se riferiti a dinamiche interne a FdI o alla coalizione di centrodestra più ampia — il comunicato non lo dice. Ma l’appello all’unità, quando è così insistente, è di solito il sintomo più affidabile della sua assenza.</p>
<p class="isSelectedEnd">In sintesi: un gazebo, qualche parlamentare in trasferta, un comunicato di autocelebrazione e un elenco di temi cittadini rimasti fuori dalla porta. Il “percorso di radicamento” annunciato per Scafati assomiglia, per ora, più a un rituale di partito, un protocollo di default, che a un reale confronto con la città. Speriamo di sbagliarci. Alla fine &#8220;meloni&#8221; per dessert.</p>
<p><a href="https://sestante.tv/2026/09/02/fiume-sarno-tutto-scorre-ma-la-puzza-permane/">Fiume Sarno: “tutto scorre ma la puzza permane”</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Centro sociale di Pagani, Barone commissario per il rilancio (video)</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/08/30/centro-sociale-di-pagani-barone-commissario-per-il-rilancio-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 08:17:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Barone è il nuovo commissario del Centro sociale di Pagani. Obiettivo: rilanciare la struttura di via De Gasperi dopo anni di difficoltà.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="83" data-end="221">Dopo anni di degrado e precarietà, è stato affidato a un nuovo commissario il rilancio della storica struttura di via De Gasperi.</p>
<p data-start="223" data-end="671">A<a href="https://sestante.tv/?s=Pagani+"> <strong data-start="225" data-end="235">Pagani</strong> </a>si apre una nuova fase per il <strong data-start="266" data-end="302">Centro sociale di via De Gasperi</strong>, struttura che negli ultimi anni ha attraversato un periodo segnato da degrado, precarietà e difficoltà gestionali. A guidarne il rilancio sarà <strong data-start="447" data-end="466">Giuseppe Barone</strong>, attivista e volontario dell’<strong data-start="496" data-end="510">Anna Onlus</strong>, nominato commissario dall’ex sindaco <strong data-start="549" data-end="577">Raffaele Maria De Prisco</strong> con l’obiettivo di restituire alla struttura una funzione centrale nella vita della comunità.</p>
<h3 data-section-id="1pnogb4" data-start="673" data-end="713">Il rilancio passa dalle associazioni</h3>
<p data-start="715" data-end="1155">La sfida sarà quella di trasformare il Centro sociale in uno spazio nuovamente vissuto e funzionale, valorizzando anche il contributo delle associazioni che già operano al suo interno. Barone punta infatti sulla collaborazione e sul possibile supporto esterno per costruire un percorso di rilancio concreto e duraturo, capace di restituire alla struttura il ruolo di punto di riferimento per cittadini, associazioni e realtà del territorio.</p>
<p data-start="1157" data-end="1509">Non sarà un&#8217;operazione semplice. Dopo anni di difficoltà, il nuovo commissario dovrà confrontarsi con le condizioni della struttura e con le aspettative di una comunità che attende da tempo una svolta. L&#8217;obiettivo dichiarato è guardare ai prossimi anni con un progetto capace di riportare il <strong data-start="1449" data-end="1477">Centro sociale di Pagani</strong> al centro della vita cittadina.</p>
<p data-start="1819" data-end="1996"><a href="https://sestante.tv/2026/08/28/scafati-borrelli-ad-aliberti-nel-sarno-siamo-nella-merda/">Scafati. Borrelli ad Aliberti: «Nel Sarno siamo nella merda»</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scafati. Fratelli D&#8217;Italia e il gazebo della convenienza, Santocchio dia risposte concrete</title>
		<link>https://sestante.tv/2026/08/26/scafati-fratelli-ditalia-e-il-gazebo-della-convenienza-santocchio-dia-risposte-concrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gerardo vicidomini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 10:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agro Nocerino Sarnese]]></category>
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					<description><![CDATA[Fratelli d’Italia Scafati annuncia un gazebo il 2 settembre. L’analisi sui temi locali assenti dall’iniziativa: ZES, ACSE, spazi pubblici e conti comunali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="74" data-end="218">L’iniziativa annunciata per il 2 settembre davanti al Plaza. L’analisi sui temi che il partito dovrebbe affrontare sul territorio</p>
<h3 data-section-id="1mrerrg" data-start="1369" data-end="1383">L’annuncio</h3>
<p data-start="1385" data-end="2137">Il gazebo di Fratelli d’Italia a <a href="https://sestante.tv/?s=Scafati">Scafati</a>: tanto ascolto, poche domande. Mercoledì 2 settembre, dalle 18,30, davanti al <strong>centro commerciale Plaza</strong> di via Enrico Berlinguer, <strong>Fratelli d’Italia</strong> Scafati pianta il proprio gazebo. Ci saranno consiglieri, assessori, dirigenti e iscritti, “con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni e proposte finalizzate allo sviluppo del territorio”. Il coordinatore cittadino <strong>Mario Santocchio</strong> affida il senso dell’iniziativa a una dichiarazione che profuma di comunicato nazionale più che di analisi locale: si parla di fiscalità, occupazione, turismo, welfare, politiche abitative, e dell’azione del “Governo Meloni” su lavoro, sicurezza e famiglie. Un invito ai cittadini a “far valere le proprie istanze”. Tutto legittimo, tutto lecito. Il problema non è cosa dice Santocchio. È cosa non dice.</p>
<h3 data-section-id="16j9qea" data-start="2139" data-end="2176">Le domande che il gazebo non farà</h3>
<p data-start="2178" data-end="2393">A Scafati, in questi mesi, ci sono almeno quattro dossier che qualsiasi sezione di partito radicata sul territorio — non calata dall’alto ogni fine agosto — dovrebbe portare al centro di un incontro con i cittadini:</p>
<p data-start="2395" data-end="2727">La<strong> ZES</strong>. La Zona Economica Speciale rappresenta, sulla carta, una delle poche leve concrete di sviluppo industriale per l’area. Se FdI vuole intestarsi il tema dell’occupazione, il primo banco di prova è dire ai cittadini scafatesi a che punto sono i progetti ZES sul territorio comunale, non recitare lo slogan nazionale sul lavoro.</p>
<p data-start="2729" data-end="3009">L’<strong>ACSE</strong>. La partecipata dei servizi cimiteriali e ambientali resta un nodo di gestione e trasparenza che tocca da vicino la vita quotidiana — e le bollette — degli scafatesi. Un gazebo che raccoglie “segnalazioni” senza affrontare lo stato dell’ACSE raccoglie sfoghi, non proposte.</p>
<p data-start="3011" data-end="3250">Gli <strong>spazi pubblici abbandonati</strong>. Ville comunali, aree verdi, immobili dismessi: il decoro urbano è il primo terreno su cui un cittadino misura un’amministrazione, eppure non compare tra i “principali provvedimenti” richiamati nell’annuncio.</p>
<p data-start="3252" data-end="3631">I <strong>debiti lasciati nella macchina comunale</strong> da Pasquale Aliberti. Su questo, il silenzio è il più significativo di tutti. Se la sezione locale di un partito che governa (anche) a Scafati vuole discutere di fiscalità con i cittadini, la prima fiscalità di cui rendere conto è quella comunale: i conti che l’amministrazione Aliberti ha lasciato in eredità, e come si intende sanarli.</p>
<h3 data-section-id="1c2hwdm" data-start="3633" data-end="3666">Il metodo, non solo il merito</h3>
<p data-start="3668" data-end="4095">Non è un problema di buona fede — è un problema di metodo. Un gazebo “informativo” costruito interamente sull’azione del governo nazionale, senza un solo riferimento ai dossier aperti sul tavolo comunale, non è un momento di ascolto: è un banchetto elettorale in anticipo, con la cittadinanza scafatese ridotta a comparsa di sfondo per un comunicato che si sarebbe potuto scrivere da Roma senza mettere piede in via Berlinguer.</p>
<p data-start="4097" data-end="4414" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Se Fratelli d’Italia Scafati vuole davvero “raccogliere segnalazioni e proposte”, il primo passo è smettere di limitarsi a fare da cassa di risonanza locale ai risultati nazionali, e iniziare a rispondere delle proprie responsabilità di governo sul territorio — ZES, ACSE, spazi abbandonati e conti pubblici compresi. Non si recita a soggetto.</p>
<p data-start="4097" data-end="4414" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://sestante.tv/2026/08/25/caserta-guido-roviello-e-la-solitudine-che-uccide/">Caserta. Guido Roviello e la solitudine che uccide</a></p>
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